Titolo: La flotta d’argento
Autore: Stefania Bernardo, Patrizia Ines Roggero
Editore: Self publishing
Genere: Historical romance
Data di pubblicazione: 19 Maggio 2019
Drew MacLean da Nieves si aspetta solo una notte di piacere, intenso ma passeggero. D’altronde lui è un pirata e lei una prostituta, ma il loro sensuale incontro darà inizio a un’avventura dove nulla è come sembra. Il luccichio dell’argento è un miraggio lucente che, insidioso, sussurra all’orecchio di predatori senza scrupoli. Tra segreti, vendette e arrembaggi Drew e Nieves dovranno affrontare più di una sfida per proteggere il legame che ha unito i loro cuori.

Mettete una autrice dal romanticismo estremamente caldo, dalla sensualità languida ed elegante.  

Mettete poi un’altra autrice che non ha paura delle sfide, che sa come animare i suoi personaggi (anche realmente esistiti all’occorrenza), restituendo figure carismatiche.

Scegliete una robusta impalcatura storica che sorregge il languire dei sensi di un romance lussurioso.

Scegliete la scrupolosa ricerca che mantiene l’aderenza al reale, alla verosimiglianza, senza togliere quella patina affascinante di mistero, quell’alone leggendario. 

Osservate la capacità di saper emozionare ed il romanticismo, nel senso di passioni che si sviluppano in modo intenso e totalizzante. 

Ora apprezzate l’umanità, la capacità di personalizzare i personaggi drammatizzando le loro esistenze, per riprodurre il riverbero affascinante delle loro imprese, per trasformare i fatti storici in emozioni, gli eventi in scelte e conseguenze di azioni appassionate.

Ed ecco salpare La flotta d’argento.

Un esperimento di scrittura a quattro mani è qualcosa di rischioso ed esaltante, perché richiede il massimo della creatività e della disciplina. Nel momento in cui è ben riuscito riesce a esprimere in modo armonico il massimo delle potenzialità di entrambi gli autori, valorizzando anche tratti stilistici a volte trascurati. 

In più…

Uno scenario mozzafiato.

Due protagonisti pronti a fare scintille.

Un brivido solcò il ventre di Nieves. Una sensazione mai provata…Che diavolo le stava succedendo? Imprecò tra sé, mentre il bisogno di lasciarsi andare alla passione non era più dettato dalla fretta di levarsi dai piedi un cliente, ma da ciò che il corpo le stava urlando. Lo voleva? 

La sorpresa fu così violenta da farla quasi vacillare…

Nives conosce il suo mestiere, il più antico del mondo, tanto che sensualità e insolenza, fascino e bellezza sono le armi per sopravvivere nella decadente Nassau, patria di pirati prostitute, fuorilegge, sovversivi e mercanti. Nella sua breve vita ha visto tanto, forse troppo, imparando a sopravvivere lottando. Con astuzia.

Eppure, sebbene sia disincantata e combattiva, una focosa e imprevista notte di passione  con un giovane pirata scozzese la turba profondamente, scuotendola intimamente.

Un incontro fatale, con un coinvolgimento inaspettato dei sensi, che ha lasciato strascichi anche nel giovane pirata, pronto a riprendere il largo sulla flotta di uno dei più spietati pirati in circolazione, dopo essere stato costretto a lasciare la sua amata patria in seguito a fatti di sangue. E di onore…

Nessuno dei due può permettersi distrazioni, in questo mondo al confine della civiltà e del diritto, si lotta per vivere e per dettare le proprie regole.

…bramare ancora il pirata scozzese che se n’era appena andato ed era inaccettabile…

Da un lato c’era Murray e la sua enigmatica crudeltà, dall’altro Gerard More, lo sconosciuto appena giunto nelle Indie Occidentali che le prometteva libertà in cambio d’informazioni.

La libertà è come il vento, inafferrabile, mutevole e improvvisa. Sfuggente. 

Così per Nieves, intrappolata in un esercizio di potere, stretta in un ricatto, pedina di un gioco che è molto più grande e misterioso delle apparenze, la libertà ha il volto del bel pirata scanzonato e indolente

«Nieves è mia.» L’aveva detto davvero? Se ne sarebbe pentito, già lo sapeva. «Questa notte ho pagato molto più di quel che valeva. Non mi ha soddisfatto e voglio che mi scaldi il letto finché ne avrò voglia. La rivendico come mia schiava.» 

Nulla è come sembra. Nessuno è chi vuole far credere che sia.

Nei cuori si agitano desideri di vendetta, mire di rivalsa, propositi di giustizia. 

Quella personale caccia non era più la rincorsa al suo grado, alla rivincita, era qualcosa di più, un fatto personale. 

E poi c’è qualcosa che muove i desideri di tutti, soldati e mercenari, pirati e ufficiali, uomini e donne, criminali e innocenti: il tesoro. Una tempesta ha inghiottito un’intera flotta col suo carico…

«In fondo all’oceano ci sono casse piene d’argento, ci sono monete tra la sabbia, ovunque. Siamo cadaveri che espongono il loro fianco agli avvoltoi.» Si voltò verso Ignacio e mise una mano sulla spalla del vecchio amico di famiglia. «Mi hanno affidato l’ingrato e delicato compito di recuperare quanto più argento possibile. Dobbiamo finire le barricate, rendere questo accampamento impenetrabile.» 

«Dobbiamo scoprire se sanno già di questo naufragio.»
«Chi?»
«Quell’accozzaglia di bastardi senza Dio, né legge e né pietà che vive a Nassau.» 

Guardinghi, inevitabilmente attratti da una forza irresistibile, i due protagonisti dovranno farsi la guerra e coprirsi le spalle, combattere tra di loro e difendersi dai nemici esterni. La posta in gioco è ancora più alta, non si tratta solo del tesoro, si tratta di politica, di sentimento, di famiglia e…di amore

«Mi sono esposto per te! Avere una schiava è un privilegio che presto dovrò scontare.» Il tono era cupo, tagliente per via dello strano e aspro accento scozzese. «E vorrei almeno sapere chi mi sono portato a bordo. Non sono uno stupido. Quel More era molto più di un cliente insoddisfatto, e se le tue moine servono a distrarmi, beh, per quanto mi riguarda puoi rimanere anche qua sotto a marcire.»

Nieves prese l’abito e tornò a vestirsi. Drew era un uomo passionale ma non stupido. Prima o poi l’avrebbe indotta a parlare.

«Dunque non mi credi. Non importa. In fondo cosa aspettarsi da un pirata se non diffidenza e crudeltà.» Assunse un’aria arrogante.

Sì, Nieves per lui era un veleno dolce e potente. Qualcosa che avrebbe potuto condurre ogni suo sforzo verso un epilogo nefasto.

Manipolatrice determinata, senza scrupoli, ma in fondo c’è qualcosa di più forte, il corpo non mente, non sa mentire

La figura del pirata sparì dietro una tenda. Dove stava andando?
Con chi avrebbe trascorso la notte? Sarebbe tornato presto da lei? 

La mano corse alle labbra, alla ricerca del ricordo dell’ultimo bacio, e imprecò. Lui non era il solo a essere coinvolto nel cuore e nel corpo, c’era un filo sottile che pian piano legava le loro vite, rosso come il sangue o come la passione. 

Solo vivere avrebbe svelato incontro a quale destino stavano andando

Si sentiva vittima e carnefice, ma era una tortura dolce…

Era bello, dannazione a lui… Così bello che per un attimo desiderò di poterlo avere come una donna ha il proprio uomo

Peripezie e naufragi, abbordaggi, tradimenti e inganni, rivelazioni.  Accordi, patti infranti e una prestigiosa – seppur fragilissima –  “alleanza”, vendette personali e spionaggio, doppiogiochisti ed eroi, tra pirati ed eroi decisi a sedare rivolte ed evitare la guerra tra Scozia e Inghilterra. 

Un quartiermastro fedele amico non basta, bisogna arruolare il leggendari ed irresistibili capitani Jack Ryden, Kole Tyler e Thomas Lee (ebbene sì, tornano con un prezioso cameo direttamente dalla serie Romantic Pirates di Patrizia Ines Roggero Sono solo un marinaio – La luna e il mare) insieme con l’indimenticabile magnetico e sinistro capitano Shiver (catapultato dalle pagine de La stella di Giada di Stefania Bernardo).

Avvincente e appassionato, con tutti gli ingredienti del genere in una trama sviluppata con un ritmo sempre alto e piacevole, aiutata da colpi di scena e da uno scenario incredibile e suggestivo, che si sposta dalle acque cristalline fino ai presidi sulla costa delle colonie. Una bella storia d’amore.

«Ti odio MacLean…»
«Lo vedo.»
Decise di lasciarle libere le mani e godette nel sentirle armeggiare con i bottoni dei calzoni. Le dita, intanto, sollevavano la sottana e un istante più tardi sprofondava in lei, azzerando ogni pensiero e ogni distanza tra loro. 

«Sei mia, sionnach» sussurrò nell’udirla gemere. 

Sudore e polvere, il mare aperto che chiama, il rollio della nave che culla gli animi inquieti, gli spiriti indomiti, il rumore delle sartie che calma il battito tumultuoso dei cuori, una società rigida e crudele bastata sulla equazione commercio/potenza navale. Ancora una volta si conferma la straordinaria familiarità con il genere, la capacità di riprodurre una realtà ambigua come quella delle Bahamas nei primi decenni del Settecento e  –con riferimenti puntuali ma mai pedanti che dimostrano una buona documentazione e delle ottime ricerche- territorio di governatorati e funzionari irresponsabili, tra legalità e pirateria, una realtà di confine dove non sempre è chiaro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e soprattutto se il diritto sia dalla parte di chi amministra per conto di istituzioni e realtà politiche lontane migliaia e migliaia di nodi. Lo scenario meraviglioso delle acque limpide e cristalline con le sabbie bianchissime, il fumo dei cannoni e la promiscuità degli empori, le cospirazioni nelle residenze coloniali, la vita di bordo tra rum, falò, mastri d’ascia e ciurma, restituisce uno sfondo suggestivo. C’è l’intimità di una tenda in spiaggia, il clima di fiducia tra canaglie, il rispetto precario, la minaccia di ammutinamento, ci sono i sospetti e gli intrighi, le bugie e le omissioni.

Pirati fuorilegge sanguinari, uomini con la pelle bruciata dal sole, con le mani sporche di sangue che si immalinconiscono ascoltando ballate nostalgiche suonate per esorcizzare la paura, venate da un fondo di tristezza mentre battono il ritmo con i piedi sulla tolda. 

Prostitute scaltre e vulnerabili, donne con il corpo segnato, con l’anima spezzata ma lo spirito fiero, ancora pronto a lottare per recuperare la dignità.C’è sudore, alcol e polvere da sparo, il ritmico scricchiolio dello scafo che solca il mare, tutti rumori e odori familiari a chi sente il senso di libertà e precarietà, la nostalgia per una vita perduta e il richiamo irresistibile del mare.

Lo scenario non è uno sfondo, è l’inizio della storia, perché così le due autrici ci regalano un mondo da vivere, tenendo accesa l’immaginazione grazie ai dettagli che stimolano la nostra fantasia. I colori, i profumi e i suoni suscitano emozioni. Un paesaggio evoca emozioni, così come i personaggi.

Tutti i romanzi si nutrono di emozioni, le emozioni sono alla base della caratterizzazione dei personaggi ma senza emozioni i personaggi resterebbero figure vuote, burattini inanimati, perché agirebbero senza senso e la trama non avrebbe il suo corso. Né i lettori potrebbero immedesimarsi. La caratterizzazione dei personaggi in La flotta d’argento è allora puntuale precisa, sia per le canaglie dei pirati che barattano l’onore per la fame di libertà ed indipendenza ma sanno ancora scommettere su un rapporto d’amicizia, di fratellanza, sia per il protagonista, un mix esplosivo di sensualità e senso dell’onore, tormentato e coraggioso. Ancor più per la protagonista, irriverente e provocante ma conflittuale e tormentata, fragile.

 La forza di un romanzo resta la volontà di raccontare e in questa avventura a quattro mani c’è il piacere davvero di raccontare una bella storia d’amore e avventura, per far sognare.

Saffron