Care Dame di Harem, Il libro di cui vi parlo oggi è “Magnifico assedio” di Emily Pigozzi, un romantic suspense, uscito il 15 gennaio scorso sui principali store online. Una storia ricca di sfaccettature, una storia che offre diversi spunti di riflessione, una storia di riscatto e di rinascita. A me il compito di presentarvela. Venite a conoscere il tenebroso ispettore Fabrizio Brandi e la ragazza della Roma bene Nina!

Titolo:Magnifico Assedio

Autrice:Emily Pigozzi

Genere: romantic suspense

Pagine: 220
Prezzo: € 1.99 ( disponibile su Kindle Unlimited)

La Trama
Con lui ho capito cosa significa il termine passione, il godimento più puro, che è ancora più speciale perché si fonde con qualcosa a cui non sono ancora riuscita a dare un nome. Forse è l’amore, ma chi l’ha mai provato davvero? Nei ragazzi che ho conosciuto finora non c’è niente del mare di forza, dolore e di vita bruciante che Fabrizio porta con sé. Come
E l’incredibile è che lui non se ne accorge nemmeno. Non si accorge che con lui sto cambiando il mio modo di essere, e la cosa mi esalta e mi terrorizza. Siamo chiusi in questo assedio, ancor più mentale che fisico, a testare i nostri limiti, a sfidarci, a imparare a comprendere la nostra capacità di amare…
Per Fabrizio Brandi, ex parà della Folgore e ora ispettore di polizia della Criminalpol, il lavoro è la cosa più importante e lo basa totalmente sull’ istinto. Lui è la carta pazza, quella che sconvolge tutto e va oltre le regole senza farsi domande. Almeno finché il suo nuovo incarico non lo mette alla prova. Nina Orlando, giovane e bellissima, è la figlia di un importante uomo d’affari divenuto collaboratore di giustizia, e Fabrizio viene assegnato alla scorta che dovrà accompagnarla al sicuro in una località sconosciuta. Nina è viziata, ribelle, abituata ad avere tutto ciò che desidera, ma anche terribilmente sensuale. Lontani dai loro mondi e costretti a stare insieme i due non potranno che fare scintille, in un crescendo di attrazione impossibile da controllare…
RECENSIONE
“Io e te, anime unite da un amore così grande da infrangere le nostre antiche solitudini; noi due, mano nella mano, camminiamo in un mondo pieno di ostacoli, resi forti dalla consapevolezza che il domani sarà nostro.” Cit.
Care Dame, inzio questa recensione dalla descrizione dei personaggi, in particolare dal protagonista maschile, l’ispettore Fabrizio Brandi. Fabrizio è una testa calda, poco incline a seguire le regole, una mina vagante. Predilige il sesso mordi e fuggi, un sesso veloce e poco impegnativo, un sesso che permette di soddisfare i bisogni del momento che non necessita di una conoscenza approfondita. Dar sfogo ai propri istinti animaleschi è l’unica soluzione che consente a Fabrizio di sentirsi vivo. Non pensiate che il nostro ispettore sia il tipico bad boy. Fabrizio porta nel cuore un peso insopportabile. Un macigno costituito da un senso di colpa per un episodio del suo passato, ma non solo. Ha una ferita ancora più grande, una voragine profonda, incolmabile che potremmo chiamare “fame d’amore”. Come può essere in grado di amare se nessuno l’ha mai amato?
“L’amore? Quello vero? È una parola che non conosco. Qualcosa di estraneo, di misterioso, che il mio cuore rifiuta. Una cosa astratta, mai avuta, che incute paura e circondata da un alone di leggenda crudele. Qualcosa che mi ha sempre respinto. Perché l’amore non è fatto per uno come te, Fabrizio.”

Conosciamo ora la protagonista femminile: Antonia Orlando, detta Nina. Nina è la tipica ragazza della Roma bene, non ha mai dovuto faticare per ottenere qualcosa, tutto le è sempre stato servito su un piatto d’argento, viziata e protetta fino al midollo. Le scuole migliori, i club esclusivi, i party, gioielli, vacanze. Studiare per lei è un passatempo del tutto secondario. Ma sarà solo questa Nina?
“Ogni cosa è buona per riempire l’assurdo vuoto che mi tormenta, e che cerco di relegare in un angolo nascosto del mio cuore.”

Come possono due personalità, all’apparenza così diverse e distanti, incontrarsi?
Il padre di Nina viene arrestato e incriminato per svariati capi di imputazione e Nina è inserita in un programma di protezione per scongiurare eventuali ritorsioni della criminalità organizzata. Indovinate un po’ chi farà parte della scorta? Esatto, il nostro tormentato ispettore Brandi. Il primo approccio non è dei migliori. Si studiano, si stuzzicano, si lanciano frecciatine, sembrano non sopportarsi, emergono in modo tangibile e palpabile le differenze dovute alla loro diversa estrazione sociale. Eppure. Eppure, l’attrazione è un qualcosa che non si può comandare.
“Lui non deve piacermi, non posso proprio sentirmi attratta da lui: è fuori discussione. Non capisco nemmeno se mi fa rabbia il suo sguardo penetrante, oppure se c’è qualcosa d’altro. Come se lui fosse un’isola deserta dove approdare, in questo mare di solitudine e paura che è diventata la mia vita.”
“Credevo di non sopportarla, o forse è solo perché ero certo che una come lei non avrebbe mai potuto degnarmi di uno sguardo? Ed è ancora così. Solo che adesso ci sono molti altri sentimenti che un suo sorriso ha fatto nascere in me. E prima ancora di tutto c’è l’attrazione che provo per lei, e che devo in ogni modo cercare di soffocare.”
Da questo momento ha inizio la maturazione e il cambiamento dei personaggi. Nina si sente schiacciata dalla situazione, è lontana da casa, dal suo mondo, dai suoi affetti. Vive una vita che non è la sua, come se fosse sospesa in una sorta di limbo, in attesa di vedere come gli eventi si svilupperanno. Ma questa sorta di prigionia forzata le farà capire ciò che è essenziale nella vita, è come se ritornasse a una dimensione più reale. Abbandona il suo mondo fatto di lustrini per abbracciare ciò che davvero conta nella vita, i veri sentimenti. Fabrizio, d’altro canto, è combattuto. Non gli è mai capitato che una ragazza lo colpisse con un semplice sorriso, ma non può dimenticare che fa parte della scorta. Ha la nomea di colui che provoca sempre casini, non può permettere ancora una volta che una sua distrazione metta in pericolo l’incolumità di qualcuno. Nina DEVE essere solo esclusivamente un lavoro per lui, nulla di più. Essere a contatto ogni giorno, vivere una sorta di vita parallela, fa sì che i ruoli non siano proprio così definiti. Fabrizio e Nina non sono più solo l’ispettore e la protetta, ma due semplici ragazzi qualsiasi attratti innegabilmente l’uno dall’altra.
“Ma adesso ci siamo solo noi, nell’oscurità della notte, in un angolo di mondo sconosciuto. Non ci conoscevamo fino a pochi giorni fa, poi ci siamo odiati, sfidati, provocati… e adesso come posso desiderarla così tanto?”

Fabrizio e Nina si trovano in una roccaforte rappresentata da un piccolo appartamento in un paesino della Baviera, ma non è questa che deve essere espugnata. I due protagonisti lottano per aprirsi un varco, si attaccano per indebolirsi, per far cadere le loro difese e indurre alla resa. Una pressione esercitata costantemente sulla mente e sui pensieri per arrivare alla conquista. Sarà così facile far cadere le barriere? Nina verrà messa in pericolo se Fabrizio abbasserà la guardia? Fabrizio riuscirà a superare il timore di non essere in grado di amare? Per rispondere a questi e ad altri interrogativi non vi rimane che leggerlo.
Della Pigozzi avevo già letto “Il posto del mio cuore” e “Danza per me”. Pur trattandosi di storie diverse, trovo che nei testi di questa autrice ci sia un comune denominatore che li unisce. Tutti i suoi personaggi hanno un passato di un certo spessore, un passato non sempre semplice, ma proprio questo fa sì che abbiano una connotazione più realistica e veritiera. Protagonisti ben delineati, caratterizzati da un percorso di crescita e maturazione interiore fino a raggiungere la consapevolezza di se stessi. Fabrizio e Nina non fanno eccezione. Imparano che il sesso unito al sentimento non ha prezzo, imparano a conoscersi e a capire che le loro diversità non sono poi così marcate, imparano che al mondo non si è mai soli, ma esiste sempre da qualche parte un’anima affine che ci completa e capiscono che il dolore, a volte, è una componente necessaria per crescere. L’erotismo è elegante e raffinato, rappresentato con pennellate di bruciante passione e desiderio inarrestabile senza essere mai volgare. Ho trovato leggermente lenta ed eccessivamente descrittiva la prima parte, ma la narrazione, seppur semplice, ha il pregio di essere quasi eterea e incisiva allo stesso tempo. Un testo ben costruito (anche per quanto riguarda i flashback), armonioso e solido. Nel mio piccolo, ho imparato che le autrici che non fanno rumore sono quasi sempre quelle che hanno più da dire e da dare. Non mi rimane che fare i complimenti a Emily e augurarvi buona lettura!
Alla prossima, Francesca
Storia

Eros