Appuntamento al buio
di Mariangela Camocardi

Editore: Self-Publishing

SINOSSI:
Il gran ballo in costume organizzato in un castello isolato che sorge sui Sibillini, si annuncia come il più mondano degli eventi dell’imminente Carnevale. Barbara però esita sull’opportunità di accettare l’invito dell’eccentrica marchesa Lavinia Scaringelli. Il suo matrimonio con il barone Laurenzi è in crisi dopo aver scoperto che il marito la tradisce, e non vorrebbe allontanarsi da lui in un momento così critico del loro conflittuale rapporto. La convince a partire l’amica Elena, senza immaginare ciò che l’aspetta al varco. Nella rocca si aggira infatti uno spietato assassino, e oltre a trovarsi coinvolta in due delitti, a complicare le cose Barbara si imbatte in un affascinante sconosciuto mascherato che sembra deciso a sedurla.


RECENSIONE:
Già dalla sinossi avevo percepito qualcosa di particolare. Qualcosa mi suggeriva che questo libro sarebbe stato qualcosa di diverso dal classico romanzo d’amore storico. In effetti non mi sbagliavo, “Appuntamento al buio” è un’opera che si distingue dal genere, per la prevalenza di una sfumatura noir. Centro del romanzo è il mistero, l’intrigo, e, devo dire, ne sono stata piacevolmente colpita. Si parte da una base introduttiva sentimentale, dedicata alle problematiche della coppia formata dai nobili Laurenzi, per poi trovarsi d’improvviso davanti ad un drastico cambio di registro, col quale la storia si tinge di nero.

Il resto della frase venne zittito dalla bocca di Alviero, che si avventò sulle sue labbra come se volesse infliggerle realmente un castigo corporale.

Di pari passo l’autrice aumenta il ritmo, che diventa incalzante, soffocante. Il lettore segue con ansia e curiosità le indagini tenute dal magistrato Ranaldi, senza mai perdere di vista le dinamiche sentimentali della coppia di protagonisti.

Lo desiderava senza pudore, trattenendolo tra le sue cosce fino al raggiungimento dell’estasi

Si è più volte costretti ad aguzzare l’acume per carpire un qualche indizio che conduca alla soluzione del caso d’omicidio al centro della storia. Spesso ho creduto di essere giunta alla conclusione, perché sapiente è la mano dell’autrice “nell’ingannare” il lettore facendogli credere di avere la verità a portata di mano. I dialoghi sono una componente importante, sia come contenuto, che come quantità. Attraverso di essi si delineano i personaggi, i loro pensieri, le loro supposizioni, ma mai in maniera netta. I protagonisti, infatti, vengono sempre contornati di un alone di mistero, in particolare la figura di Alviero, marito di Barbara.


«Il miglior perdono è la vendetta, Elena, e la mia rivincita sarà superba»

Ottime le ricostruzioni ambientali ed il climax di suspance che si viene a creare. Trama ben orchestrata e curata, sebbene tocchi aspettare il colpo di scena finale per acquisire la quasi totalità degli indizi che conducono al colpevole.

«Ti volevo in modo spasmodico, come mai prima d’allora… selvaggiamente, disperatamente, così oppresso dalla passione da averne soggezione.»

Rari refusi intervengono ad incrinare una narrazione sapiente e fluente, basata su modalità classica.
Un libro che consiglio a chi abbia la necessità di esplorare l’ambito letterario giallistico, senza però rinunciare alla storia d’amore. L’autrice è sapiente maestra della conciliazione tra due generi; il talento della Camocardi non delude nemmeno questa volta.

Curcuma