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Titolo: Amore senza confini

autore: J. Crownover

editore: Harper & Collins

data di pubblicazione: 10 novembre

La serie Saints of Denver
0.5 Leveled (Amore senza paura)
1. Built (Amore senza limite)
2. Charged (Amore senza confini)
3. Riveted
4. Salvaged

Quaid Jackson è un brillante avvocato, tanto scaltro e preparato quanto freddo ed elegante. Avett Walker è una giovane ribelle, che attira i problemi e gli uomini sbagliati come una calamita. Non c’è motivo che si incontrino, non in questo universo. Per un tragico errore, Avett si trova però in un mare di guai e la situazione è talmente critica che solo l’aiuto di Quaid può salvarla. Non che sia una bella notizia. Lui la detesta, considerandola poco più di una seccatura dagli eccentrici capelli rosa. Ma Avett deve affidarsi a lui, consegnando il suo destino nelle mani dell’arrogante, sexy avvocato. Le piacerebbe tanto allentare il nodo perfetto della sua cravatta e convincerlo a godersi un po’ di sano divertimento… con lei. Quaid però non vuole mischiare gli affari con il piacere, il distacco è la sua arma vincente, e poi quella caotica, impulsiva ragazza non è proprio il suo tipo. Ma ogni giorno che passano insieme diventa più difficile non notare la strana attrazione che crepita tra di loro, la chimica istintiva che li rende consapevoli, in ogni momento, l’uno dell’altra. E tenere le mani a posto diventa un’impresa impossibile.

 Qualche riflessione

Secondo appuntamento con la serie che ci ricorda che Ognuno di noi ha bisogno di un eroe, il suo eroe. Imperfetto, ammaccato, segnato dalla vita ma eroe.

Si conferma il carattere speciale di questa nuova avventura dell’autrice perché indubbiamente grazie alla sua capacità di donare un’energia sorprendente ai personaggi, particolarmente incisivi e sexy, le storie hanno umanità e sensibilità particolare. Ciò che rende veramente speciale questa serie è l’apparente contrasto, fortissimo, tra i protagonisti che crea un mix esplosivo come per Zeb e Sayer, ruvido denim e morbida seta. Preparatevi al guanto di velluto che graffia.
La bravura dell’autrice da sempre sta nel saper raccontare la complessità delle personalità, soprattutto quelli “difficili”, ci spinge sempre ad andare oltre le apparenze, oltre la compostezza formale di un abito sartoriale su misura, oltre anfibi e creste colorate, perché ci racconta che ogni uomo, ogni donna, indipendentemente dal suo trascorso, ha un irrisolto ingombrante e ha delle sue fragilità. Non può farcela da solo.
I due personaggi sono alla deriva, più o meno consapevolmente, conflittuali e in crisi. Ed è proprio la situazione di crisi che rende avvincente la trama che coincide sempre con un percorso di conoscenza e di presa di coscienza. Questa autrice presenta storie sexy, accattivanti, con personaggi affascinanti nel suo stile graffiante e irriverente, figure che intrecciano i loro destini solo apparentemente lontani.

Le scelte sbagliate producono sempre storie interessanti, Sprite.

Avett, Sprite per usare il vezzeggiativo affettuoso paterno, deve fare i conti con se stessa. La sua vita è una serie di pessime decisioni e situazioni difficili, cercate e volute, con una ostinata capacità di seguire i guai. Fino a quando l’ultima bravata non la mette di fronte ad una situazione di pericolo reale e grave (ricorderete qualche anticipazione dal primo volume della serie, nel bar rilevato da Rome dove lavora Asa…), un fallimento e un errore imperdonabile, perché ha ferito profondamente chi ama. Innanzitutto la sua roccia, il suo punto ti di riferimento, il suo porto sicuro, suo padre. Oppressa dalla vergogna e dal disgusto per se stessa, teme di non avere più possibilità di rimediare.
La sua unica speranza è Quaid Jackson, avvocato incredibilmente sexy, elegante e raffinato, brillante e determinato, uno squalo spietato…

…incarnava più l’idea di tentazione e rovina che non quella di salvezza e redenzione.

Avett sa che cosa deve fare. Mantenere la promessa di riscatto, soprattutto nei confronti di un padre meraviglioso dal cuore grande e buono come il suo, per poter meritare il suo abbraccio caldo e rassicurante, per conquistare il perdono e per poter ricucire un rapporto conflittuale e difficilissimo con la madre, che sembra così lontana, sembra.

«E quando Brite chiede una cosa ai suoi ragazzi…»
Asa ridacchiò. «Noi arriviamo e ce ne occupiamo.»
«Sono stupita che abbia chiamato il seduttore e non il soldato. Tu arrivi armato di un sorriso, Rome arriva armato e basta.»
«E tu perché sei qui, Asa? Perché hai chiamato Quaid la sera che sono stata arrestata? Hai gli stessi motivi di Rome Archer, se non di più, per odiarmi. Jared avrebbe potuto uccidere te e Royal quella notte.» Mi si spezzò la voce, e mi morsi l’interno della guancia per impedire ad altre parole confuse e ad altre scuse inutili di rotolare fuori. Se fosse successo qualcosa a lui e alla sua bella poliziotta ne sarei stata devastata, non volevo neanche provare a immaginarlo. Asa aveva deciso di proteggermi fin dal nostro primo incontro al bar. Io fingevo di odiarlo, perché aveva rilevato il bar della mia famiglia, irridevo il suo passato tormentato e il suo modo di sacrificarsi per gli altri, ma la verità era che lo ammiravo. Apprezzavo il fatto che non mi avesse mai giudicato o sminuito per la serie infinita di guai in cui andavo a ficcarmi. Ero figlia unica, ma se avessi avuto un fratello maggiore avrei voluto che fosse proprio come Asa, con tutti i suoi difetti.
I suoi occhi ambrati si spostarono dalle nostre mani al mio viso, brillanti dei ricordi di tutta una vita di verità e conseguenze.
«Hai mai sentito tuo padre dire “il simile conosce ilsimile”?»

Avett non sa come, però. Sarà una strada lunga e difficile, avrà bisogno passo dopo passo del suo avvocato, per accompagnarla e sostenerla, per trattenerla e spronarla.
Così vicini e così lontani, così distanti eppure così simili.
Sotto la patina elegante e raffinata, di perfezione ed autocontrollo, Quaid Jackson trattiene a stento un animo libero e selvaggio, tormentato da un matrimonio fallito per un tradimento subito, oppresso da una vita di continue dimostrazioni e sfide per ottenere riconoscimenti, inquieto a causa di un passato che vuole in ogni modo dimenticare.

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Avett è un uragano, che spazza via l’ipocrisia e il formalismo con cui Quaid tiene in modo precario insieme i pezzi della sua vita. Fa saltare gli schemi rompe i freni inibitori e rivela i bisogni reali, i desideri e le speranze, sinceri istintivi.

Non c’erano più veli, non avevamo più nessun nascondiglio. Lui sapeva che io ero un disastro e io sapevo che lui era molto più di quello che credeva di essere. Non gli avevo mai mentito, e non intendevo cominciare proprio in quel momento.
Portai l’altra mano alla sua cintura e gli dissi la verità. «Io voglio solo te.»

Avett con la sua sincerità disarmante e con la sua impetuosa onestà ignora il successo, il benessere e il carisma del professionista Quaid Jackson -sarà interessata a ben ALTRE ABILITÀ DA PROFESSIONISTA e… WOW, Jay ci farà arrossire come sempre con un erotismo bollente- perché punta dritto alla sua essenza, con la sua dolcezza selvaggia che maschera un senso di colpa profondo

Asa aveva ragione. Credevo che l’arresto e la prigione fossero il fondo del baratro, ma guardando tutto ciò che avevo, tutto ciò che contava per mio padre, disintegrarsi sotto i miei occhi, capii che la prigione era un falso punto di arrivo e che stavo ancora cadendo… sempre più in basso. Ormai non vedevo neanche più la cima della precipizio.

Simile riconosce simile…

Avett e Quaid sono incompleti, irrequieti, sono come due elementi instabili. L’ unica differenza è data dalla manifestazione della loro incompletezza perché Quaid ha deciso di mascherarla dietro il successo, mentre Avett lascia libero sfogo all’autolesionismo, imprevedibile e pericoloso, alla sua smania di affetto e alla sua ansia di conferme. Rassegnati.

c’era qualcosa in lei. Ti faceva venire voglia di aiutarla, di guarirla, di proteggerla, anche quando si precipitava alla cieca a inseguire cose che l’avrebbero ferita, lasciandole cicatrici nella mente, nel corpo e nell’anima….Guardai la ragazza che mi aveva riportato lì, quella che aveva reso impossibile continuare a fingere. Volevo che vedesse che non eravamo così diversi, come lei credeva, che se non venivamo dallo stesso posto era perché il posto da dove venivo io era questa esistenza vuota e umile. Io venivo dal nulla, e lei no.
Non volevo nascondermi mai più, né da lei né dal resto del mondo.

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Quaid ascolta l’istinto di protezione ma sente il richiamo irresistibile della vitalità di Avett, della sua energia indomabile. Da tutta la vita cerca di “essere qualcuno ” per dimenticare chi era. Avette gli insegnerà che è speciale così.
La sua cliente diventa una responsabilità, una sfida, ma mano che la situazione del processo in cui deve fare da testimone diventa più critica, quella responsabilità diventerà piano piano un’occasione: la sua occasione

Avevo tutto il tempo per ritornare il figlio di puttana arrabbiato, amareggiato, insensibile e materialista che ero diventato dopo il divorzio. Con lei, e per lei, potevo semplicemente… esistere. Non ero sicuro di ricordarmi ancora che sapore avesse una vita autentica

Di tornare a vivere, semplicemente a vivere

Lei era come un sogno. Come un sogno peccaminoso e sensuale, che mi aveva svegliato nel cuore della notte con un’erezione dolorosa. Come un sogno lei mi faceva fremere e sudare, e rincorrere qualcosa di indescrivibile che sicuramente non avevo mai provato prima
Lei aveva il sapore della vita. Il modo in cui rispondeva alle mie dita, il modo in cui le sue mani mi attiravano più vicino, il modo in cui il suo corpo grondava piacere e soddisfazione, senza inibizioni né vergogna.
Lei era reale.
Lei era autentica.
Lei era la verità.

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Così l’autrice ripropone la complementarietà degli opposti, il fascino dei due protagonisti elementi instabili che nella loro alchimia e nella loro chimica sessuale fortissima danno una carica erotica esplosiva e una forza attrattiva incredibile.
La vera dinamica nella trama è data proprio dal fatto che la storia è la lenta presa di coscienza di chi sono realmente i protagonisti e di quello che vogliono, che non coincide sempre con quello di cui uno ha bisogno…perché spesso le peggiori decisioni portano le cose migliori!

Eravamo un unico essere, concentrato sul piacere reciproco. Eravamo un’unica essenza, che prendeva quello che l’altro aveva da offrire e restituiva cento volte tanto. Ci stavamo disfacendo a vicenda nella passione e nel piacere, e sembrava davvero che potessimo sanare i vuoti che ciascuno di noi aveva dentro con le parti che l’altro lasciava indietro.

L’uno costringerà l’altra a guardare dentro di sé in modo onesto e spietato, perché le emozioni che provano costringono a comprendere quello che nascondono, in profondità, e che hanno timore di rivelare.

«Tu volevi tornare qui per un motivo, per ricordare il bello insieme al brutto, e io voglio aiutarti.» Volevo aiutare entrambi, perché nel profondo sapevo di avere molto in comune con quel posto e con i suoi ricordi. Anche in me c’era del buono, sepolto da qualche parte sotto mucchi di scelte sbagliate. Se riuscivo a restituirgli la parte buona, forse avrebbe ricordato anche il buono che c’era in me, quando la nostra tempesta si fosse placata…amavo Quaid abbastanza da lasciarlo andare, abbastanza da permettere al mio cuore di soffrire a ogni battito per il dolore che gli avevo inflitto.
Oppure potevo amarlo, sapendo che avrei potuto perdermi in lui e nel buono che poteva offrirmi. Quello di cui non ero sicura era se avrei avuto la forza di sopportare le tempeste di errori che eravamo destinati a compiere cercando di stare insieme, e le loro conseguenze.
Ero sopravvissuta per miracolo ai miei sbagli e ai miei passi falsi. Non volevo mettere a rischio nello stesso modo il destino e la felicità di Quaid…

Un percorso tortuoso perché soprattutto la protagonista dovrà intraprendere un lungo cammino di consapevolezza, per accettarsi e per comprendere che gli errori del passato ci segnano, ma non ci definiscono.
Un messaggio che tutti i ragazzi ci ricordano. Ah! Non solo ritroverete il divino Asa ma anche i vecchi ragazzi di Brite come Rome, Zeb e…preparatevi al tatuatissimo dolce Wheeler e alle sue fossette, nonché al tenebroso Church!

«Ti fidi che farò la scelta giusta?» Il suo tono era allegro e nei suoi occhi c’era una scintilla seducente.
Le presi il viso fra le mani e portai le labbra sulle sue. «Giusta o sbagliata, pensa alle storie che potrai raccontare, dopo.»
Non vedevo l’ora di farne parte. Lei era l’inizio, lo svolgimento e la fine della storia migliore in cui fossi mai stato coinvolto. Lei era una fonte di trame interessanti e sorprese a effetto: qualunque fosse la storia che stavamo vivendo, non sarebbe mai stata noiosa o prevedibile e non c’era nessun altro con cui avrei mai voluto godermela.

È questo che rende sempre speciali le storie di questa autrice, l’ idea che per quanto ognuno di noi sia malconcio, per quante ferite ci siano, per quanti lividi restino sul nostro cuore, quelle cicatrici rendono speciali, perché ci ricordano quello che siamo. È il nostro vissuto a renderci unici e a farci riconoscere i nostri compagni di viaggio.
Una storia bellissima raccontata con l’abilità di questa autrice che riesce a dare intensità ad ogni momento pur nella leggerezza, rendendo la storia indimenticabile

Saffron

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AVETT AND QUAID’S PLAYLIST

Riders on the Storm – The Doors
Tornados – Drive-By Truckers
Hurricane – American Aquarium
Ain’t No Sunshine – Bill Withers
Blackhole Sun – SoundGarden
Have You Ever Seen the Rain – CCR
Like a Hurricane – Neil Young
Lightning Bolt – Pearl Jam
Only Happy When It Rains – Garbage
Rock You Like a Hurricane – The Scorpions
Set Fire to the Rain – Adele
The Sun and the Rain – Madness
After the Storm – Mumford and Sons
Butterflies and Hurricanes – Muse
Crying Lightning – Arctic Monkeys
Dust in the Wind – Kansas
Hurricane – Thirty Seconds to Mars
Look Out Sunshine – The Fratellis
She’s a Rainbow – The Rolling Stones
Snow Falls in June – Ryan Bingham
This Is a Low – Blur