Sono agitato. Lei è solo a pochi metri di distanza, al piano di sopra nella nostra suite mentre si prepara a sposarmi, ma non è ad una distanza ravvicinata né troppo lontano per permettermi di avere un contatto.

Un contatto costante.
Fanculo,questa è una tortura.
Piego indietro la mia testa e guardo il soffitto, cerco di pensare a qualcosa che mi calmi.
Non ci riesco.Ho problemi seri. Guardando il mio Rolex, a malincuore constato che ho controllato l’ora solo cinque minuti fa. Il tempo è mai passato così fottutamente lentamente? Mi alzo dalla sedia e faccio un altro giro del mio ufficio … per l’ennesima volta.

“Che cazzo!” Mi tiro i capelli come se stessi provando a fare uscire fuori qualche motivo dalla mia mente agitata.
Dieci ore – sono trascorse da quando quella spina nel fianco della madre di Ava mi ha sfrattato dalla stanza con la scusa della stupida tradizione.E se avesse parlato ad Ava del matrimonio? Se le avesse sottolineato la mia età o il poco tempo che ci conosciamo?
‘Cazzo!’ Riprendo il mio ritmo, mentre faccio un altro giro del mio ufficio.Mi stanno venendo le cazzo di vertigini!
Un colpo alla porta mi ferma.
‘Che c’è?’ Abbaio, collassando allo schienale della sedia, il mio culo la colpisce con forza. Poi appoggio la fronte alla scrivania.
Ancora e ancora e ancora.
“Stupido figlio di puttana.”John ride, tirandomi su la testa. Chiude la porta e raggiunge la scrivania,il divertimento stampato sulla sua faccia mentre guarda il mio torso rivestito dalla t-shirt.
“Corsa?”
‘Potrei.’
‘Nervoso?’
‘Non sono nervoso.” Lo derido,prendo in mano la penna e ci giocherello in modo molto nervoso.
‘Sono impaziente.’
John sorride, un sorriso raro, tutto bianco e canzonatorio. “Cos’è che ti turba?”
‘Niente!’

Comincia a ridere – un rumore profondo che fa tremare casa.
Sono un fottuto scherzo.
‘Jesse,datti una fottuta calmata.Quante ore hai dormito? Hai un aspetto di merda ‘.

‘Lo so,’ borbotto, posando la penna sulla scrivania e scorrendo i palmi sul viso ruvido.
‘Non ho dormito.’

‘Per niente?’
Mostro a John il viso e annuisce pensieroso. ‘Avrei dormito bene, se non fossi stato trascinato via dalla mia ragazza.’
‘È stata Elizabeth?’
‘Sì, quella ​​cazzo di Elizabeth,’ confermo. Mi appoggio allo schienale della sedia e allungo i piedi sulla mia scrivania, chiudo gli occhi e inspiro l’aria nei polmoni. Il mio cuore sta dannatamente sferragliando e minacciando di battere a modo suo nel mio petto ansante.
‘Una dannata spina nel fianco.’

‘È sua madre.’ John ride. ‘Per quanto so che ti piacerebbe, non puoi tenere lontano la tua ragazza da sua madre.’
‘Lo so,’ gli concedo, desiderando il contrario.Vorrei poter far scomparire tutti e portare Ava lontano da tutto ciò che interferisce con il nostro mondo privato di felicità e di contatto costante. Potrei farlo. Mi viene in mente immediatamente il Paradise,ma poi subito cambio idea,dato il potenziale di ciò che potrei trovare lì.
‘Che ore sono?’
‘Le dieci passate,”dice John,mentre il suo telefono comincia a squillare nella tasca interna.Lo tira fuori mentre si alza , e risponde con un grugnito. ‘Arrivo.’
‘Chi è?’ Chiedo.
‘Niente di cui tu debba preoccuparti,triste figlio di puttana.’ Si avvia verso la porta.
‘Ehi, John,’lo chiamo,e si gira a guardarmi con occhi curiosi.
‘Hai scritto il tuo discorso?’Faccio un mezzo sorriso al pensiero di lui sotto i riflettori come mio testimone.Odierà ogni momento.Non mi dà soddisfazione;un accenno di nervosismo che mi faccia sentire meglio.Coglione.
Annuisce piano e si tocca la tasca.”Lo vuoi sentire?”
Il mio sorriso si allarga. ‘Continua allora.’ Mi metto comodo, ma mi acciglio quando tira fuori un post-it.

Mette il suo enorme pugno chiuso davanti alla bocca e tossisce profondamente.
‘Jesse Ward è una cazzo di spina nel fottutissimo culo reale. Congratulazioni, Ava. Ti sei accaparrata un irragionevole fottuta testa di cazzo.”
Il mio cipiglio si trasforma in una smorfia mentre rimette ordinatamente il suo discorso in tasca. ‘Vaffanculo’ borbotto, raccogliendo la mia penna e gettandola attraverso il mio ufficio. La devia naturalmente con un piccolo colpo della sua grossa mano e ride. Ma poi il suo volto si fa mortalmente serio.

‘Un po’ diverso dall’ ultima volta, eh? ‘
Proprio la menzione del mio brutto passato fa battere il mio cuore ancora più forte e mi fa alzare in piedi rendendomi più agitato che mai.
‘Vuoi dire perché non sono stato buttato fuori il corridoio?’ Chiedo avviandomi verso la porta,decidendo che un’altra corsa è l’unica opzione mentre Elizabeth fa la guardia alla mia ragazza.Supero John che saggiamente si sposta per farmi passare e corro lungo il corridoio,che dà sulla summer room di cui a stento mi accorgo della sua magnificenza. Ho bisogno di prendere un po’d’aria.
‘Calmati, stupido figlio di puttana.’ Il tono di John si è fatto preoccupato.
‘Sto bene,’ grugnisco, facendo una corsa prima di raggiungere il Maniero e resistendo alla tentazione di gettare un’occhiata alle scale come faccio sempre. Sento il grido della nostra wedding planner che mi chiama,ma continuo a tenere il mio ritmo,le mie gambe sono dei pistoni mentre colpiscono il vialetto di ghiaia.
Il sole è caldo sul mio viso, l’aria di campagna è fresca, ma la mia mente continua dannatamente a correre, e ora è anche inondata dai ricordi dolorosi del mio passato. Carmichael. Alcol. Lauren … Una bella bambina bionda.
Mi fermo di fronte a un albero e tiro un pugno per la rabbia.
‘Cazzo!’ Ruggisco,riuscendo per poco a evitare di seppellire la mia mano nel tronco dell’albero. Invece la mia fronte colpisce la corteccia,gli occhi pungono a causa di vecchie lacrime.
Respira. Respira. Respira.
Ho bisogno di averla vicino, ora più che mai. ‘Merda.’
Torno indietro passando tra le auto dirette al Maniero,alcuni membri del personale allungano il collo mentre io corro nella direzione opposta senza nemmeno salutarli con una mano o un cenno.Sono fermamente concentrato sulla strada davanti a me,scaccio pensieri indesiderati,le mie gambe sono così veloci che quasi non me le sento.Faccio zig-zag da un lato del vialetto all’altro, cercando di allungare il percorso che mi porterà fino alle porte, la ghiaia si frantuma aspramente mentre i miei piedi la colpiscono.
Una fila di auto inizia un coro di brevi e lunghi colpi di clacson a distanza,alzo lo sguardo fino a vedere la Porsche di Sam che si dirige verso di me. Io non rallento, ma lui si, fino a che non si ferma di fronte a me.
‘Vecchio mio!’ Fa retromarcia e accelera per affiancarsi a me.
“Stai scappando?”Ride,facendo saettare gli occhi da me allo specchietto retrovisore.
‘Non essere stupido, cazzo,’ dico, mantenendo la mia velocità.
‘Ah, le irritanti visioni tradizionaliste della suocera.”Si picchietta la testa con l’unghia.
‘Una cazzo di spina nel fianco,’ mormoro. Dovrei calpestare il suo culo cerimonioso. Pensavo di riuscire a fare questo,per accontentare Ava e il suo bisogno di accontentare la madre.
Ma cazzo,mi sento come se il mio cuore stesse per esplodere. O fermarsi.
Sam ride di nuovo e fa stridere i freni, sollevando una nuvola di polvere prima dirigersi verso il Maniero. Raggiungo la fine del vialetto e giro a destra, deciso a completare tre giri del terreno – qualsiasi cosa per ammazzare il tempo, cazzo. Difficilmente sudo quando corro,ma la mia T-shirt è zuppa,perciò la tolgo e la lancio a terra con noncuranza continuando a correre,fino a uccidermi di stanchezza.Forse dormirò durante l’ultima ora di questa attesa spasmodica.
Sono a metà del secondo giro,il mio corpo è sudato,le gambe intorpidite,quando mi arrendo e inizio a correre verso il Maniero.
Ci ho provato,ci ho provato davvero,cazzo,ma ho bisogno di vederla. Non riesco a togliemi dalla testa il suono della voce stridula di Elizabeth mentre cerca di convincere Ava ad aspettare un po’ o a ripensarci.E questo mi sta facendo dannatamente impazzire!
Salgo le scale dell’ingresso,facendo quasi cadere Mario mentre irrompo attraverso le porte.
‘Mamma mia!’ Barcolla all’indietro, gridando oscenità in italiano e in inglese,mentre salgo le scale a quattro a quattro.
‘Mi dispiace!’dico,volando attorno la scala fino ad arrivare alla porta della suite.
Mentre afferro la maniglia, prendo in considerazione rapidamente la risposta che riceverò da sua madre appena irromperò dentro.Devo giocare bene le mie carte.Così busso nel modo più gentile possibile,che non è affatto gentile.
‘Solo un minuto!’dice Elizabeth. Mi affloscio un po ‘per la conferma della sua presenza.
La porta si spalanca e sgrana gli occhi immediatamente. E poi grida, facendomi barcollare indietro un po’, le mie orecchie quasi sanguinano.
‘Cazzo, Elizabeth!’ Mi copro le orecchie mentre urla qualche parola in preda al panico, e poi mi sbatte la porta in faccia.
Le mie braccia cadono e così fa la mia mascella. ‘Che cazzo?’ Prendo la maniglia e spingo tutto il mio peso contro di essa, sapendo che lei sta spingendo dall’altra parte per impedirmi di entrare.Ma non ci riuscirà. ‘Apri la porta, Elizabeth!’
‘Jesse,litigheremo se non fai come ti è stato detto.”
‘Non litigheremo, mamma, se mi lasci entrare.’ Sorrido, immaginando la sua faccia acida per il modo in cui l’ho chiamata. Non riesco proprio a farne a meno. E ‘davvero meravigliosa, ma lo sarebbe di più se perdesse il bisogno incessante di interferire e di allontanarmi dalla figlia.
‘Jesse Ward, non chiamarmi mamma quando ho solo nove anni più di te!’Sbuffa, ricordandomi chiaramente che pensa che la mia età sia un problema. Mi spinge con forza contro la porta.”Ora vai,la vedrai tra mezz’ora.”
‘Ava!’ Urlo. Se sente che sono qui, non sarà in grado di resistere a vedermi. Lo so.Fanculo tradizione.
‘Jesse, no!’ Urla Elizabeth,è abbastanza sorprendente come riesca a tenermi a bada con la sua forza.
“Oh no,porta sfortuna! Non hai rispetto per la tradizione,uomo testardo?”
‘Fammi entrare, Elizabeth.’
‘No!’ Lei ribatte,immediatamente e tagliente. Se mi stessi chiedendo da chi abbia preso la testardaggine la mia ragazza,adesso lo sapevo.
“Lui non è…oh! … Jesse Ward!’
Sono fermo, ma attento mentre supero la sua presa sulla porta e riesco a entrare nella suite,analizzando immediatamente lo spazio per trovare il mio angelo.
Il mondo smette di girare per un attimo,mentre mi abbevero di lei come se la guardassi per la prima volta.
‘Bene!’ Elizabeth sputa. ‘Ava, digli di andarsene!’
Gli occhi di Ava incontrano i miei, una comprensione silenziosa passa tra noi. Lei sa di cosa ho bisogno.
‘Va bene, mamma. Dacci solo cinque minuti ‘.
Trattengo un sorriso,cercando di avere l’ultimo pezzetto di rispetto che ho per Elizabeth, che attualmente mi impedisce di saltare addosso ad Ava prima che sua madre ci lasci soli.
Kate entra. ‘Dai, Elizabeth. Pochi minuti non faranno male. ‘
‘E’ la tradizione! ‘Sta gridando di nuovo mentre mi supera,i suoi occhi scorgono il segno sui miei pettorali.
“Cos’è quel livido che hai sul petto?”
Le mie spalle si rilassano appena sento la porta chiudersi,ma sono troppo occupato a perdermi negli occhi color cioccolato di Ava per accertarmi se siamo davvero soli.
I suoi occhi vagano su tutto il corpo sudato, quasi come se stesse ricordando ogni centimetro,muscolo e curva prima di incontrare di nuovo il mio sguardo.
In mente ho un promemoria migliore.
‘Non voglio distogliere gli occhi dal tuo volto,’ sussurro, il mio cazzo comincia a contrarsi inesorabilmente immaginando il pizzo che so che vedrò se abbasso lo sguardo.
Cazzo,la conferma probabilmente per poco non mi fa venire nei pantaloncini.
‘No?’
‘Se lo faccio,troverò del pizzo,non è vero?’
Lei annuisce.
‘Pizzo bianco?’
‘Avorio.’
O Gesù, Cristo Santo .
“E sei anche più alta,perciò indossi i tacchi.”
Non dice ancora nulla,fa solo piccoli cenni con la sua bella testolina.
Ci provo con tutte le mie forze,ricordando a me stesso che ci sposeremo tra mezz’ora e che lei è bellissima e stupefacente,non che abbia bisogno di tutta quella merda di cosmetici.
Ma non posso più trattenermi…e
Porca..puttana!

Faccio un respiro profondo. Pizzo. Tanto pizzo.
‘Hai appena scavalcato mia madre.’ Posso sentire pura, cruda, lussuria nella sua voce, e mi sorprende quando avanza verso di me, sempre più vicino, nonostante il mio petto sudato vicino al suo pizzo impeccabile.
‘Se l’è cercata ‘ le rispondo, osservando come i suoi occhi marroni scivolino sulle mie labbra.
‘Porta sfortuna. Non dovresti vedermi prima del nostro matrimonio. ‘
‘Fermami.’ Io non posso, non quando lei è così vicino, non posso mai. La mia bocca sulla sua, mantenendo il mio corpo lontano da qualsiasi altro contatto. Perché in caso contrario, sarebbe game over. ‘Mi sei mancato.’
‘Dodici ore. ‘
‘Troppo a lungo.’ Pigramente inizio a leccare le sue labbra, amando il gemito e le sue mani che volano alte fino ai miei bicipiti, ma detestando il gusto persistente dell’alcol.
‘Hai bevuto.’
‘Un sorso.’ Non mente, cosa che mi sorprende. ‘Noi non dovremmo farlo.’
‘Non puoi guardarmi così e dirmi cose del genere, Ava.’ Premo il bacino contro di lei per un bacio più profondo, sapendo che non me lo negherà. E lei non lo fa. Le nostre lingue si incontrano e prendono un ritmo perfetto di movimento lento, ritirata e stoccata, ognuno attento al piacere dell’altro con gemiti continui e ansiti.
‘Jesse, faremo tardi al nostro matrimonio.’
‘Non dirmi di smettere di baciarti, Ava.’ Mi faccio strada verso il labbro inferiore e lo tiro delicatamente. ‘Non dirmi di smettere.’
Cado in ginocchio, trascinando Ava con me, e mi rilasso solo a sentirla, chiedendomi come cazzo sia mai possibile che uno incasinato come me possa essere benedetto con una donna meravigliosa come lei. Sono così incredibilmente felice, ma terrorizzato allo stesso tempo. C’è ancora così tanto che lei deve sapere, e io sono uno sciocco a pensare che una volta venutone a conoscenza lei non correrà via alla velocità della luce.
I miei occhi scendono lentamente attraverso il suo ventre piatto, ma non se ne accorge questa volta. So che lei sa quello che ho fatto, che sono stato subdolo e meschino … e lei è ancora qui. Questo deve pur contare qualcosa, non è vero? E allora perché cazzo non ne parla? Perché non lo faccio io? Perché ho paura, ecco perché. Non so cosa diavolo sto facendo da un minuto all’altro. Ed è tutto terrificante. Sono un vero casino.
Trovo i suoi occhi e piango dentro di me per questa donna di cui mi sono innamorato così profondamente, e, ancora una volta, mi chiedo come possa esserlo così perdutamente lei di me. Ne sono grato, ma ancora abbastanza perplesso.
‘Sei pronta a farlo? ‘Chiedo.
La sua bella fronte segnata da solchi profondi. ‘Mi stai chiedendo se ho ancora intenzione di sposarti? ‘
‘No, non hai scelta. Sto solo chiedendo se sei pronta ‘.
‘E se dico di no?’ Sta giocando con me, il suo piccolo sorriso me lo conferma.
‘Non lo farai.’
‘E allora perché lo chiedi?’
Faccio spallucce. ‘Sei nervosa. Non voglio che tu sia nervosa. ‘Questa è una richiesta ridicola dopo la mia mattinata al Maniero.
‘Jesse, io sono nervosa per il posto in cui mi sposo.’
Il piacere che provo al semplice contatto con lei diminuisce al ricordo delle sue riserve. ‘Ava, è stato tutto curato nei minimi dettagli. Ti ho detto di non preoccuparti, quindi non dovresti. Fine della storia.’
‘Non posso credere che mi hai convinto a fare questo.’ La sua voce sapeva di sconfitta, dubbio, il suo capo chino, a rompere il nostro contatto visivo.
Le sue parole e i suoi gesti erano stilettate. Io voglio che si fidi di, che non dubiti mai, cosa che è un desiderio assurdo, considerando le mie azioni e i miei comportamenti da quando l’ho incontrata. Le sto chiedendo troppo, eppure questo non mi impedisce di chiedere comunque. Subito catturo il suo viso riportandolo al mio nuovamente, con un bisogno disperato di guardarla, e lei di guardare me. Per vedere quanto la amo. È la mia unica arma.
‘Hey. Smettila ora, ‘ordino a bassa voce.
‘Mi dispiace.’
‘Ava, piccola, voglio che tu ti goda la giornata, non fissarti su qualcosa che non succederà mai. Non succederà mai. Non lo sapranno mai, lo prometto ‘.
Ho barricato la sala comune e mi sono assicurato che non ci fossero prove che suggeriscano quello che succede qui. La tua famiglia non lo saprà mai.
Posso scorgere l’effetto delle le mie parole perché si rilassa visibilmente, guardandomi un po ‘in colpa, cosa che mi fa sentire una totale merda. Lei non ha nulla di cui sentirsi in colpa. ‘Va bene,’ dice in modo assertivo, con fiducia, intensificando il mio amore per lei ancora di più.
Non ho fatto nulla per meritare questa fiducia.
Lasciandola sul pavimento, vado al comò e recupero un asciugamano prima di tornare a inginocchiarmi davanti a lei. Mi tolgo un po ‘di sudore dalla faccia e dai capelli con un colpo rapido, poi getto la spugna sul petto sudato.
‘Vieni qui’. Tengo le mie braccia aperte e amo il fatto che non esiti un attimo ad arrampicarsi sul mio petto e si sistema sulle mie ginocchia. ‘Meglio?’ La stringo stretta, il mio corpo si rilassa contro il suo, qui, dove le spetta.
‘Molto meglio. Ti amo, mio Lord. ‘
Rido, la felicità scorre attraverso il mio corpo stanco, riportandolo alla vita completamente. ‘Pensavo di essere il tuo Dio.’
‘Anche questo.’
‘E tu sei la mia tentatrice. Oppure potresti essere la mia Lady del maniero ‘.
Rapidamente si allontana da me. ‘Io non ho intenzione di diventare la Signora del sesso del Maniero!’
Ridacchio e la riporto sul mio petto, le mani frenetiche, il mio naso inala profondamente il suo dolce profumo. ‘Tutto quello che vuoi, mia Lady.’
‘Basta Lady,’ respira, e prosegue, ‘Sono così innamorata di te.’
‘So che lo sei, Ava.’ Il mio senso di colpa si gonfia.
‘Devo prepararmi. Sto per sposarmi, sai?’.
Sto sorridendo di nuovo. ‘Davvero? Chi è il fortunato bastardo? ‘
Lei si stacca ancora una volta, mi guarda da vicino. ‘Una sfida, maniaco del controllo, nevrotico. ‘Il suo piccolo palmo accarezza il mio viso ruvido. ‘È così bello. ‘La sua voce bassa mi provoca una fitta all’inguine di nuovo. ‘Questo uomo mi fa mancare il respiro quando mi tocca e mi scopa fino a farmi perdere la testa.’
Sto resistendo alla tentazione di imprecare, in realtà desidero che continui a dirmi ciò che lei ama così tanto di me. Nulla può vincermi, tranne un suo bacio, e lei lo fa, a partire dal mio mento fino alle labbra.
‘Non vedo l’ora di sposarlo. Probabilmente dovresti andare così che io non lo faccia aspettare ‘.
‘Che cosa avrebbe da dire questo uomo se ti vedesse baciare un altro uomo?’
Sento il suo sorriso. ‘Oh, probabilmente castrerebbe il ragazzo, quindi offrirebbe la sepoltura o la cremazione – quel genere di cose.’
Mi fingo scioccato. ‘Sembra possessivo. Io non credo di voler avere a che fare con lui. ‘
‘Davvero. Ti schiaccerebbe. ‘ E fa una scrollata di spalle, splendide, facendomi ridere, deliziata. Lei mi conosce così bene. ‘Felice?’ Chiede.
‘No, mi sto cagando sotto.’ La trascino con me quando cado di schiena. ‘Ma mi sento coraggioso. Baciami.’
Lei non mi fa attendere, mossa saggia. Su di me, mi mostra quanto mi trova irresistibile. Decido in questo momento che domani andrò in chiesa a ringraziare Dio per questo dono speciale, questa ragazza speciale.
‘Jesse Ward! Allontana il tuo corpo sudato da mia figlia! ‘
Alzo gli occhi al grido familiare, mentre Ava che ridacchia è una benedizione per le mie orecchie, mentre con le labbra mi tempesta di baci. Non La fermo. La madre può attendere.
‘Ava! Puzzerai. Alzati! Tessa, aiutami, qui, va bene? ‘ le unghie di Ava scavano nei miei bicipiti come sua madre cerca di allontanarla da me. Lei non rinuncia facilmente, la mia piccola tentatrice è una sfida. Sorrido come un pazzo.
‘Mamma!’ Urla, lottando. ‘Smettila! Mi alzo! ‘
‘Alzati allora! Ti sposi nel giro di mezz’ora, i capelli sono un disastro e hai rotto una tradizione antica, rotolandoti sul pavimento con il tuo futuro marito. Tessa, diglielo! ‘
La nostra wedding planner avanza in modo spaventoso egetta lampi con uno sguardo di disapprovazione, mescolato con un po’di lussuria. ‘Sì, dài, Ava.’
‘Va bene, va bene.’ Ava finalmente cede, si alza e mi lascia disteso sul pavimento.
‘Oh, guarda te.’ Elizabeth inizia a dare colpetti e rassettare la mia ragazza, mentre lei mi guarda, i suoi occhi marroni scintillanti, le labbra lussureggianti curvate con malizia. Mi puntello sui gomiti, voglio una vista migliore. ‘Siete due bambini.’ Poi i suoi occhi si induriscono, in realtà mi mortifica appena appena. ‘Su!’
‘Va bene’. Mi arrendo prima di rovinare il mio rapporto con la futura suocera, sorridendo quando vedo in Ava lampeggiare uno sguardo di avvertimento alla nostra wedding planner, che sta praticamente sbavando su di me. Mi piace quanto cazzo è possessiva la mia sposa.
‘Mi occuperò dello sposo!’ dichiara Tessa, scatto verso la porta. ‘Jesse, andiamo.’
Qualcosa attira la mia attenzione. O, più precisamente, qualcosa che manca ‘Aspetta.’ La mia mano sfiora l’incavo della gola di Ava. ‘Dov’è il tuo diamante?’
‘Merda!’ Il panico è chiaro, la mano sul suo petto nudo dove una volta giaceva il diamante, ordinatamente. ‘Merda, merda, merda! Mamma!’
Va bene la prima imprecazione, ma quattro? ‘Ava! Per favore! Bada a come cazzo parli!’
‘Niente panico!’ Elizabeth è in ginocchio in un secondo, a tastare il tappeto mentre il mio sguardo perlustra tutto l’ambiente, alla ricerca del diamante.
‘Eccolo!’ Tessa lo recupera e lo dondola nell’aria, compiaciuta con se stessa. Io lo prendo più bruscamente di quanto intendessi, strappandolo dalla sua presa.
‘Girati,’ ordino. Ava ruota velocemente e lo fisso saldamente intorno al collo. ‘Ecco qua.’ Non posso fare a meno di assaggiare il suo collo, spingendo il bacino in avanti automaticamente.Porca puttana! Non avrei dovuto farlo. Sono un masochista del cazzo.
Elizabeth mette fine al momento. ‘Così impari ad amoreggiare sul pavimento. Ora, fuori! Sono eccitato, ma penso che sia meglio non scavalcarla ulteriormente, sorridendo quando Ava fa un inchino e una giravolta sfacciatamente. Venti minuti – ho 20 minuti per fare la doccia, la barba, vestirmi e volare giù nel salone ad aspettare la mia bella ragazza.
E non vedo l’ora, cazzo.
Mi spingono fuori dalla porta giusto prima di sbattermela alle spalle, e mi aggiro sul pianerottolo, sorridendo come se avessi appena vinto la lotteria e avessi trovato il segreto dell’eterna giovinezza tutto in una volta.
Entrando nella mia suite, sento la suoneria del mio cellulare. Sto ancora sorridendo quando afferro il telefono e lo sguardo cade in basso allo schermo.
Il mio sorriso muore all’istante.
Rifiuta, è quello che devo fare, ma non voglio inimicarmela, soprattutto oggi. Temporeggio alcuni secondi, digrignando i denti. ‘Cazzo.’ Schiaccio con violenza il tasto per ricevere la chiamata. ‘Coral?’
‘Non pensavo rispondessi.’
‘E allora perché chiami?’ la mia voce è aspra, e non dovrebbe importarmi. Ma non posso rischiare che perda la testa e sconvolga Ava. Faccio un respiro profondo e mi dirigo verso il bagno.
‘Non è troppo tardi, sai.’ Ci prova di nuovo.
Non so quante volte ho detto la stessa cosa con parole diverse. ‘Coral, fati un favore a te stessa e vai avanti.’ Mi infilo in doccia.
‘Non posso.’
Alzo gli occhi al cielo, ma lei continua prima che io possa proseguire, che è probabilmente una buona cosa. Sto perdendo la pazienza.
‘Posso rimanere al Maniero?’
‘Cosa?’ Sbotto io.
‘Non ho un posto dove andare, Jesse. Mio marito mi ha buttato fuori di casa. Non ho niente! Hai promesso di aiutarmi ‘.
Scoppiai quasi a ridere. ‘Manco per il cazzo! Coral, hai una famiglia, vai da loro!’
‘Ma hai detto che mi avresti aiutato! È colpa tua. ‘Il suo tono accusatorio e le sue parole minano la mia calma.
‘Come cazzo fai a dire che è colpa mia? Tu lo volevi, e io ho ti ho dato quel che volevi. Non ho mai accettato qualcosa di più ‘.
‘Ma lo hai preso quando te l’ho offerto, tutte le volte.’
‘Ero incazzato.’ Masticai le parole lentamente, tirando un asciugamano dallo scaffale. ‘Sono innamorato di Ava, Coral. Questo è il mio fottuto giorno del matrimonio’.
‘Io non voglio rinunciare a te, Jesse. So che tu provi qualcosa per me. ‘
‘Hai ragione!’ Urlo. ‘Io provo qualcosa per te. Sento di volerti prendere a schiaffi! ‘
‘Non c’è bisogno di questo.’
‘Ascoltami.’ Sto tremando, la felicità di poco fa è svanita. ‘C’è una donna in una stanza in fondo al corridoio che ha il mio cuore. Lei mi possiede, Coral. Non riesco a pensare ad altro se non al suo viso e al suono della sua voce. Lei consuma ogni grammo del mio pensiero, anche quando ho i tuoi piagnistei nel mio orecchio. Non c’è una persona sulla verde fottuta terra del Padreterno che mai potrà incrinare o influenzare ciò che provo per lei, tanto meno te. ‘Faccio un respiro profondo. ‘Io non ti vedo, Coral. Non vedo altri che lei e mancano una ventina di minuti dal renderlo ufficiale agli occhi di Dio. L’unica cosa che ci separerà è la morte, mi senti? ‘
Non dice nulla, ma avverto un pianto sommesso. Non mi sento neanche in colpa. Non sento nulla, se non il bisogno di riunirmi al mio amore. Riaggancio. Non ho tempo per questo, e certamente non farò aspettare il mio Angelo.
Faccio la doccia e la barba in quindici minuti netti, poi mi vesto velocemente e filo verso la porta.
Ma mi viene in mente qualcosa.
La soluzione perfetta.
Siamo stati troppo a lungo separati. Non più. Non la perderò di vista per il resto della giornata. Contatto costante.
Afferro le manette e mi dirigo fuori dalla stanza per andare a prendere la mia ragazza.

libera traduzione ad opera di Vanilla e Saffron, a scopo amatoriale, per il blog Harem’s book di  Waiting to wed

© Jody Ellen Malpas 10 settembre 2016