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Trama:

Una vicina di casa umana era l’ultima cosa che Daemon, alieno senza più patria, potesse desiderare. Ma, per quanto si sforzi, non riesce proprio a ignorare Katy. La spia dalle siepi del giardino, dalla finestra. Quella ragazza così semplice e indifesa lo incuriosisce, lo affascina e ciò può essere molto pericoloso, per tutti. Daemon lo sa, le relazioni con gli umani possono avere conseguenze tragiche. È così che ha perso suo fratello. Quindi fa di tutto per rendersi insopportabile in presenza di Katy. Ma quando accade qualcosa di inaspettato e Daemon, per salvare la ragazza, è costretto a rivelarle la sua vera identità, tutto cambia. I due, invece che allontanarsi, ora sono legati da un destino ineluttabile come l’amore che si sta insinuando nei loro cuori. Ma questa volta la storia è raccontata da Daemon in persona. Siete pronti a leggere nella sua mente? Cosa ha pensato Daemon la prima volta che ha visto Katy? E come ha vissuto, lui, il primo bacio? E, soprattutto, cosa faceva quando non era con lei? Sicuramente cose che gli umani non possono nemmeno immaginare… fino a ora. Questo libro permette di rivivere in modo completo le emozioni, i brividi e il batticuore dell’inizio della storia d’amore fra il bellissimo alieno e l’imbranata book blogger, raccontati dalla voce sexy di Daemon Black.

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Recensione:

Come molti di voi, anch’io mi sono fiondata a leggere questo libro e devo dire che, nonostante la storia la conoscessi già, ne sono rimasta piacevolmente colpita!

Non troverete una trama diversa o qualche rivelazione di Obsidian (nel senso sulla trama non si discute, è quella) ma troverete rivelazioni su quello che è il lato più intimo del nostro bellissimo protagonista, l’alieno per eccellenza Daemon.

Quindi non vi parlerò molto di ciò che accade, per quella dovete prendere Obsidian e capirlo attraverso gli occhi curiosi di Katy, non vi parlerò di tutte quelle sconvolgenti scoperte che ha riscontrato questa giovane protagonista, non vi parlerò di tutti i personaggi che ormai conosciamo e che completano magistralmente questa serie , ma vi parlerò di LUI, dell’alieno dal carattere per nulla docile, “stronzo” come lo definisce Katy, ma sexy da morire, che ha saputo giostrarsi, seppur con tanta difficoltà, tra i suoi sentimenti e la realtà di ciò che egli è, sempre in bilico tra ciò che prova e ciò che non dovrebbe provare; scoprendosi capace di fare più di quel che gli è consentito e di provare dei sentimenti forti, seppur “sbagliati”, verso una semplice umana.

Mi muovevo silenziosamente nella mia vera forma, più rapido di quanto l’occhio umano riuscisse a percepire, correndo sull’erba e tra le rocce ricoperte di muschio. Non ero altro che una macchia di luce che sfrecciava nel sottobosco. Essere un alieno nato su un pianeta a ventitré miliardi di anni luce da lì aveva i suoi vantaggi…

Ripercorriamo quindi, ATTRAVERSO GLI OCCHI DI DAEMON, l’incontro (non del tutto piacevole ) con l’umana.13015067_1739870649591511_1275289348_n

Non doveva esserci nessuno nella casa accanto, il Dipartimento della Difesa lo aveva promesso, per non compromettere la stabilità delle due specie, invece eccoli lì gli “umani”proprio nella casa a fianco.

La osservai mentre scivolavo in silenzio tra gli alberi. Altezza media. Anzi, a pensarci bene, tutto in lei sembrava «nella media»: i capelli castani, raccolti in una crocchia disordinata; il viso pallido, tondeggiante; fisicamente non era una di quelle ragazzine pelle e ossa che detestavo; e poi le sue…Okay, non tutto in lei era nella media. Con lo sguardo indugiai sulle sue gambe.

Cavolo, quelle sì che erano gambe.

La ragazza si voltò verso gli alberi, incrociando le braccia sul petto.

D’accordo. Due aspetti in particolare non erano nella media, lo ammetto.

I ricordi nella mente di Daemon si risvegliano. La scomparsa del fratello a causa di una terrestre.

Quando pensavo a mio fratello, sentivo la rabbia ribollire dentro, risalire in superficie come in un vulcano sul punto di eruttare. Lui non c’era più. Era morto per colpa di una ragazza umana. E ora ne era arrivata un’altra, maledizione, proprio nella casa accanto alla mia. Dovevamo… fingerci umani, mescolarci a loro e perfino comportarci come loro. Ma la loro vicinanza portava sempre guai. Qualcuno spariva o moriva.

Certo nessun problema per Daemon, può tranquillamente evitarla o ignorare la loro presenza ma Dee? Sua sorella è impossibile da tenere a bada, con la sua curiosità e la voglia di far nuove conoscenze, con l’ entusiasmo con cui cerca di conoscere nuove probabili “amiche”, possibilmente umane.

Tutto sa di minaccia per l’incolumità della sua famiglia, di sua sorella e dell’intera specie, questo Daemon lo sa ma deve farlo capire a Dee e quale modo migliore se non ricordarle ciò che è successo al loro amato fratello? Dawson innamorato dell’umana morto a causa degli Arum.

Non volevo farla preoccupare, ma la verità era che si trovavano sempre nelle vicinanze ed erano i nostri unici predatori naturali. Lo erano sempre stati, sin dai tempi in cui ancora popolavamo il nostro pianeta originario. Anche loro non erano terrestri. Per molti versi erano il nostro esatto opposto, a livello di aspetto e capacità, e a differenza nostra loro uccidevano. Sì riuscivano a usare la Fonte nutrendosi del Luxen che ammazzavano. Erano come parassiti sotto steroidi. Gli Arum ci avevano seguiti fin lì, erano riusciti ad arrivare sulla Terra senza farsi individuare, mascherati da eventi atmosferici. Ogni volta che si verificava una pioggia di meteoriti o di stelle cadenti, io stavo sempre in allerta perché di solito gli Arum si manifestavano dopo eventi del genere. Combatterli non era per nulla facile

Vivevamo tra gli umani, ma non ci avvicinavamo a loro per una lunga serie di motivi. E non avrei permesso a Dee di commettere lo stesso errore di Dawson. Avevo fallito con mio fratello, ma a lei non sarebbe capitata la stessa sorte. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di tenerla al sicuro. Qualsiasi cosa.

Mai pensieri più sbagliati, come prevedibile Dee conosce Katy e trovandola eccezionale si affeziona a lei, di conseguenza Daemon è “costretto” a conoscerla per capire meglio chi è ma soprattutto se rappresenta una minaccia per la sua specie.

Dato che mi stava squadrando senza vergogna, immaginai di poter fare altrettanto. Perché no? Era stata lei a venire a bussare alla mia porta. Non era bella. Teneva i capelli, né biondi né castani, sciolti sulle spalle. Era bassa, forse un metro e cinquantacinque. Ma aveva gambe snelle e lunghe, e distogliere lo sguardo mi costò un certo sforzo.

Mille pensieri, pensieri intriganti, sguardi fin troppo curiosi e carichi …di cosa? Desiderio? Attrazione? Un miscuglio di emozioni che “infuriavano dentro” come dice lo stesso Daemon …rabbia, desiderio, fastidio e ancora desiderio. Non doveva accadere come a Dawson, no lui non lo avrebbe permesso, era tutta colpa di un’ umana, un’umana come Katy.

Ma…Il suo tono adorabile, il suo sguardo intenso e i suoi occhi magnetici…

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La scintilla nei suoi occhi si era trasformata in un fuoco rovente, mentre io sorridevo come un invasato. Cavolo, non era più solo carina. Era molto, molto di più, e lo stomaco mi si contorse.

Il modo migliore, quindi, per farsi odiare è fare lo stronzo arrogante e in questo Daemon ci riesce alla grande!

«Sai una cosa? Hai ragione. Non sei un coglione.» Sorrise educatamente. «Sei proprio una testa di cazzo.»

«Testa di cazzo.» Era fin troppo facile farsi piacere questa ragazza. «Affascinante.» Risi di nuovo e chinai la testa. «Che eleganza, Kitty. Chissà quante parole dolci e gesti simpatici avresti in serbo per me, ma purtroppo non sono interessato.»

Lei doveva odiarlo, lui doveva farsi odiare invece lei non lo odiava e lui non voleva essere odiato! E tutto ciò porta guai…

Poteva anche odiarmi, anzi, doveva odiarmi. Almeno sarebbe stata alla larga da noi. E non poteva essere altrimenti, perché quella ragazza portava guai. Guai confezionati in un pacchetto molto carino, ma pur sempre guai.

E, peggio ancora, era proprio il genere di guai che preferivo.

Tutto è più difficile; vivere a fianco alla sua casa, guardarla e far finta di non vederla; c’è qualcosa di così profondo e incomprensibile che non sa spiegare.. tenerla lontana e non farle del male, evitarla ma senza rovinare l’amicizia che lega l’umana a sua sorella.

L’attrazione, quel forte desiderio che pian piano fa capolino nella testa di Daemon, in più una sorella che insiste per esserle amica… e tutte le buone intenzioni volano via!

Ed ecco la prima uscita…al lago…ovviamente di male in peggio. Come far fronte al suo corpo armonioso, a quel bikini che non lascia spazio alla fantasia!?

Non indossava un costume intero, mi aveva accontentato. Era un bikini rosso a due pezzi, e sì…non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso. Non so cosa mi aspettassi, ma di certo non quello. Sotto quei pantaloncini banali e quella maglietta larga, Kat nascondeva un corpo magnifico, pieno di quelle curve che mi spingono sempre a fare cose stupide. Divertenti ma stupide, vista la situazione. Cercai di non fare caso a come la parte di sopra del costume rosso si tendesse sul suo petto, al modo in cui il suo corpo reagiva al mio sguardo. Nessuno dei due si muoveva e nell’aria c’era qualcosa di tangibile, una specie di carezza, qualcosa di fisico. Volevo distogliere l’attenzione da quella zona di pelle scoperta tra l’ombelico e la parte sotto del costume…

Oh, cavolo.

Sarebbe stato un buon momento per lasciarsi affogare.

Di donne umane ne ha avute Daemon tutte volevano qualcosa da lui, ma non Kat, lei non chiede niente, lo guarda estasiata, semplicemente, e ciò basta a Deamon; lei, solo per questo, è pericolosa.

Scattai in avanti, allungai un braccio e le presi la mano proprio nel momento in cui i suoi piedi si staccavano dalla roccia. La tirai a me e ci ritrovammo petto contro petto. Aveva la pelle calda e asciutta, mentre la mia era bagnata. Strinsi i denti mentre il calore si accendeva in ogni cellula del mio corpo. Non potevo negare il desiderio che provavo in quel momento. Kat alzò lentamente la testa e i suoi occhi grigi incrociarono i miei. Aprì leggermente le labbra, ma non disse nulla. La cosa mi andava benissimo, le parole erano assolutamente superflue in quel momento, con i nostri corpi stretti l’uno contro l’altro. L’elettricità statica mi correva sulla pelle e non avevo idea se la sentisse anche lei o meno. Se era così, forse credeva che fosse solo la sua immaginazione, ma quando la brezza ci accarezzò dovetti soffocare un gemito. Il suo petto si alzava e si abbassava contro il mio, dovevo lasciarla andare, o… o cosa?

Vano il tentativo di non provare niente per lei, qualcosa sta per nascere ma non può e non deve accadere, nessuno deve sapere.. purtroppo tutti ne sono a conoscenza e tutti vedono, i suoi simili in primis, ma che cosa cambia? Daemon è “diverso” non è più l’arrogante di sempre, non mostra più la stessa indifferenza per gli umani e per  Kat in particolare; insiste nel dire che è tutto sotto controllo ma in realtà  niente è più sotto il suo severo controllo tanto meno i suoi sentimenti e lui questo lo sa. C’è qualcosa che non riesce ad ignorare…

Sabato pomeriggio vidi la madre di Kat allontanarsi in macchina. Sapevo che lei era sola e che Dee l’indomani sarebbe tornata a casa, perciò l’ultima cosa che dovevo fare era quella che invece stavo per fare.

Ossia andare a casa sua.

Vidi che arrossiva e in quel momento capii che mi sbagliavo.

Kat non era nella media. Forse a prima vista, ma quando le stavi vicino, dopo che avevi trascorso un po’ di tempo con lei, quegli occhi grigi, le labbra piene e l’ovale del suo viso risultavano straordinari. Era una cosa che non si percepiva a un primo sguardo.

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Troppo tardi per fermarsi, troppo forte il desiderio, se solo non avesse immaginato le sue labbra sulle sue, il suo profumo, i suoi occhi brillare… Troppo compromesso, soprattutto dopo averla salvata, perché la traccia dell’alieno è troppo visibile per quelli come lui, ma in particolar modo per gli Arum. Deve proteggerla o lei porterà involontariamente i nemici nella loro colonia, e in realtà Daemon ha paura anche di perderla. Non potrebbe mai perdonarselo. Deve tenerla con sé, deve viverci a fianco, è l’unica cosa da fare!

Lei non era come gli altri. Ero circondato da persone che da me si aspettavano tutte le risposte, che le proteggessi, che non mi mostrassi mai spaventato. Così avevo messo su quella facciata arrogante e me ne andavo in giro come se nulla al mondo mi facesse paura. Era stancante, a volte. Ma Kat mi leggeva dentro, smascherava i miei bluff, mi spingeva a essere onesto. E la cosa mi piaceva. Mi piaceva molto. Il rossore le tinse le guance. Le sfiorai con il pollice. «Mi piace quando arrossisci.» Trasalì, e questo mi fece sciogliere. Accostai la fronte alla sua. Avevo raggiunto il limite, era pura follia, ma lei profumava di pesche, la sua pelle era morbida e le sue labbra sembravano ancora più morbide. Ero caduto prigioniero di una rete cui non potevo sfuggire. Ed ero certo che Kat non avesse idea di averla tessuta. Era una bellezza ingenua, e nei miei diciotto anni sulla Terra ne avevo viste abbastanza per sapere che era una vera rarità. Una qualità da apprezzare.

Un altro lampo illuminò il cielo e stavolta Kat non sobbalzò. Era concentrata su di me. Metteva alla prova il mio autocontrollo e mi stuzzicava lasciandomi intravedere qualcosa che non avrei mai potuto avere. Che non avrei neanche mai dovuto desiderare. E se avessimo continuato in quella direzione le cose si sarebbero complicate ancora di più. Sapevo cosa succedeva quando i Luxen si facevano coinvolgere dagli umani. Avevo troppe responsabilità per perdere tempo con lei. C’era così tanto in gioco…

Ma lo volevo lo stesso.

Tutto si complica quando Katy con la sua bella e luminosa traccia sfugge all’attenzione di Daemon che considera il suo gesto sconsiderato. Irato, frustrato e arrabbiato(prima);  angosciato, sofferente e innamorato…perdutamente innamorato (forse) dopo.

Gli avvenimenti che accadono dopo li sappiamo tutti noi lettori di Obsidian, conseguenze e fatti non li rivelo fatta eccezione per uno: la verità.

Nuda e cruda verità che ti spiazza e ti sconvolge.

Chi è realmente Daemon? Il come e il perché di tante azioni verrà tutto svelato alla ragazza. Chiunque altro rimarrebbe sconvolto ma Kat? Diversamente da quanto Daemon si aspetta  la ragazza non fugge, anzi capisce in realtà che le domande che si era posta e che non trovavano risposta ora acquistano un senso.

Daemon non può che constatare quanto è affascinato da quella ragazza, così semplice, ma intensa e “complice” anziché timorosa di una realtà dura da capire. Non dovrebbe ma, se possibile, l’attrazione e la passione assorbono tutta la sua energia.

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Avanzai di un altro passo e si ritrovò con la schiena contro la parete. La guardai e mi resi conto di aver scordato il motivo per cui ero lì. Pensavo a una cosa e una soltanto. «Menti.» «Tu ti sopravvaluti.» Si inumidì le labbra e mi sentii pervadere dal calore. «Guarda che l’arroganza non ti rende più attraente.»

Accidenti, che violenza… Avrebbe detto qualsiasi cosa pur di continuare a litigare. Misi le mani sul muro, ai lati della sua testa, e mi chinai, sfiorandole quasi le labbra. Dubitavo che in quel momento avrebbero avuto un sapore dolce. Immaginavo più qualcosa del tipo caramella piccante.

Le mie preferite.

«Ogni volta che dici una bugia, arrossisci.»

«Naaa» disse.

Feci scivolare una mano verso il basso, accanto al suo fianco. «Scommetto che pensi a me tutto il tempo.» Io pensavo a lei. Tutto il tempo. E mi sembrava giusto che lei facesse altrettanto.

«Tu sei matto.» Si appiattì contro il muro, il respiro affannato.

«E mi sogni anche.» Le guardai di nuovo le labbra. Caramella piccante… «Scommetto che scrivi il mio nome sui quaderni, con i cuoricini intorno.»

Ridacchiò ancora. «Ti piacerebbe, povero illuso. Ma sappi che io con te non…»

La baciai… solo per farla stare zitta. O almeno era quello che mi ripetevo. Continua così, Daemon, bravo, illuditi. È per questo che la stai baciando. Solo per questo. Non appena le nostre labbra si toccarono, il mio corpo fu pervaso da un brivido ed emisi un suono a metà tra un ringhio e un gemito. Avevo ragione, la sua bocca era una squisita caramella piccante. Kat ora tremava.

Avrei dovuto fermarmi, ma lei si staccò dalla parete e mi strinse forte. Infilò le dita fra i miei capelli e gemette contro le mie labbra.

Non potevo smettere.

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Dalla lettura di Obsidian si denota “l’umanità” di Daemon, perché in fin dei conti risulta più umano degli stessi umani. Passione, ardore, amore e sentimenti fanno parte di lui e lo rendono, appunto, più simile a noi esseri terrestri  rispetto ai suoi simili.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questa lettura, attraverso i suoi occhi i sentimenti e i dubbi ci appaiono molto più intensi e vissuti, si percepiscono le emozioni e gli stati d’animo. Ho rivissuto la storia e le emozioni che mi lasciò Obsidian innamorandomi di nuovo dei personaggi e in particolare di lui: Daemon. Il merito ovviamente va all’autrice che come al solito, con la sua scrittura rende tutto “vero”.

La Armentrout ha uno stile inconfondibile, ti cattura e ti porta a non staccare gli occhi dal libro e a farti adorare i protagonisti!

Quando mi è venuta l’idea di scrivere Oblivion, ho pensato che le fan della serie Lux sarebbero state felici di leggere un libro in cui si parlava di più di Daemon. All’inizio non avevo previsto di scrivere dal suo punto di vista Obsidian, Onyx e Opal, ma è successo, perciò non avrete solo un semplice assaggio di ciò che avviene nella mente di Daemon. Avrete a disposizione il pacchetto completo.

J.Armentrout

Ecco, vi riporto ciò che scrive nei ringraziamenti la signora Armentrout …come non amarla!?

Aspetto con ansia il secondo pov intanto vi consiglio vivamente di leggere questo!