Bentornate Dame dell’Harem,
Ho avuto il piacere di leggere un distopico molto, davvero molto intrigante

 

Sinossi:
Un diabolic non conosce la pietà.
Un diabolic è potente.
Un diabolic ha un solo compito: proteggere la persona per la quale è stato creato. E per farlo è disposto a tutto.
Per Nemesis questa persona è Sidonia, unica erede del senatore von Impyrean, noto in tutta la galassia per i suoi contrasti con l’Imperatore. Anche se sono cresciute insieme, l’una accanto all’altra, il loro non è un rapporto tra pari. Nemesis, se necessario, darebbe la vita per Sidonia. E non esiterebbe a eliminare chiunque ne mettesse in pericolo la sicurezza. Sidonia, infatti, è tutto il suo universo. Senza di lei, la diabolic non avrebbe ragione di esistere.
Perciò quando l’Imperatore della galassia, uomo crudele e assetato di potere, convoca Sidonia a corte con l’intento di prenderla in ostaggio e colpire così il padre ribelle, a Nemesis non resta che una soluzione per proteggerla: sostituirsi a lei e partire alla volta del palazzo imperiale.
Una volta lì, mentre l’incombere della ribellione inizia a far tremare l’Impero, Nemesis si ritrova catapultata in un mondo di individui ambigui e corrotti, e scopre così in sé un’umanità ben più profonda di quella trovata tra i cosiddetti esseri umani. Ciò che ancora non sa è che proprio questa potrebbe essere la chiave per salvare se stessa e forse anche l’Impero…

Siamo in un futuro molto probabile, senz’altro possibile. Reduce e colpevole di troppe modificazioni genetiche che hanno portato nuovi esseri viventi, che hanno spedito l’uomo molto in avanti con il progresso ma che lo hanno lasciato povero di quello che una razza ha davvero bisogno. Il buonsenso e una morale comune.
I soldi e il potere, la bramosia di supremazione portano i regnanti a proibire l’informazione per poter essere gli unici in grado di usufruirne, ma i mondi e le galassie scoperte sono migliaia e in angoli remoti si celano delle opposizioni.
Ne pagano il pegno i figli di questi pianeti, eredi e successori di famiglie dirigenti, tutti chiamati al cospetto dell’imperatore, come pegno e garanzia a ricatto che nulla dei suoi ordini sfugga al controllo.
Ma qualcosa sfugge e un piano viene tramato alle spalle, un atto d’amore per salvare una fragile anima. Sidonia, delicata umana. Al suo posto viene mandata Nemesis, un Diabolic che è stato geneticamente e cerebralemente legato a lei da piccola.

“Si alzò con un fruscio della veste, un sorriso ancora sulle labbra. –L’imperatore vuole che mandi al macello la mia innocente agnellina. No. Al suo posto manderò la mia anaconda-.”

Un Diabolic è una creazione genetica, non è un essere umano non è un animale, non è nemmeno considerato un essere vivente ma solo un mezzo, un potente guardiano, una macchina assassina che viene comprata e programmata per difendere una sola persona in tutta la vita.
Almeno così dovrebbe essere, ma cosa accade se fin da piccola Nemesis viene posta come suo pari da Sidona? Cosa cambia nelle programmazioni genetiche di questo killer se viene trattato come una ragazza? E se iniziasse a pensare di esserlo? E se l’unico motivo per lei di esistere cessasse anch’esso di vivere non dovrebbe spegnersi come fa un motore?

“Era l’unica che riuscisse a cogliere i miei sottili cambiamenti d’umore. Deglutii, perché improvvisamente mi sentivo un nodo in gola. –si tutto bene. Andrà tutto bene- le risposi. Non avevo un’anima e avevo ben poco cuore, ma quel poco apparteneva a lei.”

Qualcosa che non era previsto accade e tra gli intrighi di corte, i ricatti e i giochi di potere Il Diabolic scopre che deve scegliere da sola cosa fare, se pur per lo stesso motivo che l’ha guidata fino ad ora ma senza le stesse certezze. I piani cambiano, i dubbi aumentano e un particolare inaspettato la coglie assolutamente impreparata. Si scopre più umana di ogni cuore che le sta attorno. Combatte contro se stessa ogni singolo attimo della sua giornata tentando di non tradire quello che fin dalla nascita le è stato detto di provare e di essere e lei lo sa che è istinto quello che la spinge ad uccidere ma allora perché si pone così tante domande?

“Mi lascai cadere a terra per fare altre flessioni, fingendo di ignorarlo. Era come voltare le spalle a una supernova. Divampava al centro della mia consapevolezza. Sentivo la sua presenza fin dentro le ossa.”

Pure rimanendo forte e decisa vacilla davanti a qualcosa che scopre di poter avere, ma questa volta è diverso, non le viene imposto può scegliere di provarlo. Ma come si gestisce un sentimento se non sai di averne uno?
Seguirlo potrebbe renderla debole e tradirla proprio ora che è ad un passo dalla propria vendetta, proprio ora che ha deciso che strada prendere.
Tradire se stessa è l’ultima cosa che vuole, ma un briciolo di spazio per questa nuova “condizione” si fa largo e si concede di studiarlo e di lasciarlo avvicinare, se pur con gli occhi di un predatore.

“Le mie dita seguirono il contorno del suo bicipite ed ebbi l’impressione che si sprigionassero scintille da quel contatto. Finalmente sapevo che cosa volesse dire essere inebriati. Capivo perché le persone si sentissero la testa leggera, inclini a ridere scioccamente. Forse comprendevo meglio persino i fulmini: la mia consapevolezza sembrava elettrica e pareva espandersi per comprendere l’intero universo.”

Il cacciatore è convinto di avere la preda in gabbia e la vittima sta lentamente guadagnando la sua fiducia per uscire dalla sbarre, postasi al fianco del suo carnefice la preda diviene predatore.
La guerra più grande e sconvolgente di tutte avviene dentro di lei e pagina dopo pagina ho assistito ad una crescita inversa, ho letto della scoperta dei sentimenti con la consapevolezza di un adulto ma con il cuore di un bambina. L’amore può quasi tutto a patto di crederci, alla sola condizione che sia voluto e non forzato, che sia libero e non programmato. Esso si manifesta in molti modi e Nemesis li scopre tutti, ne assaggia ogni versione e sfaccettatura, anche il dolore. Che cosa c’è di più umano di una creatura che decide di essere quello che è e che scopre che l’amore più forte è quello per se stessa, senza avere risposte e senza sapere cosa le aspetta domani.

Gloria Cayenna