Care Dame,oggi vi presento IL LADRO DI RICORDI,romanzo gotico autoconclusivo di Tiffany Reisz,pubblicato il 7 luglio 2016 dalla casa editrice Harper Collins Italia.È una  storia dal fascino particolare, e dato il modo in cui è strutturata, è anche piuttosto originale. Si potrebbe definire “una storia nella storia” poiché un lungo flashback è racchiuso, incorniciato direi, in un presente che ne svelerà i misteri irrisolti e fornirà risposte a domande inattese.

bou 3

 

Titolo:Il Ladro di Ricordi

Autrice:Tiffany Reisz

Editore:Harper Collins Italia

Pubblicazione:7 luglio 2016

Autoconclusivo

 

 

 

SINOSSI

Come è possibile che una sola bottiglia di buon whisky possa racchiudere in sé tante questioni irrisolte e vicende passate che hanno ancora un enorme impatto sul presente? Paris, ultima discendente della potente famiglia Maddox, se lo è chiesto parecchie volte e ora che finalmente è riuscita a mettere le mani su quell’unica bottiglia con il nastro rosso al collo potrà forse darsi una risposta e proseguire con la sua vita. Ma Cooper McQueen, l’uomo a cui appartiene di diritto la bottiglia e che ha pagato ben un milione di dollari per ottenerla, non è disposto a rinunciarvi senza ottenere qualcosa in cambio. Paris avrà ciò che vuole a patto che gli riveli le oscure gelosie e i reconditi segreti dei più importanti produttori di whisky, che hanno fatto delle vendette, degli incesti, dei tradimenti un proprio singolare stile di vita. Lui insomma vuole conoscere tutta la storia dei Maddox, produttori di quell’unica bottiglia di whisky con il nastro rosso al collo. E se questo vuol dire portare alla luce scomode verità, forse è giunto il momento.

 

 

RECENSIONE di Marianna

Il romanzo si apre con il più classico dei cliché: mentre sorseggia un drink al bar di cui è proprietario,Cooper McQuinn rimane folgorato dalla bellissima Paris.

I due si studiano un po,’ si approcciano e dopo un debole tentativo di resistenza da parte di lei, finiscono per trascorrere la notte insieme.

bou 1

Quando lei entrò nel suo bar – un dono degli dei meravigliosamente incartato in un vestito rosso – McQueen decise che poteva aver visto l’unica donna del pianeta capace di farlo diventare astemio. Il suo vestito era stretto come il pugno del più avaro tra gli avari, rosso come un tramonto ai Caraibi, e guardandola McQueen fu in grado di pensare solo che quell’anno Natale era arrivato con molto anticipo. Miss Natale a Luglio lanciò un’occhiata nella sua direzione e sorrise come se sapesse cosa gli passava per la testa e stesse pensando anche lei qualcosa di simile. In quell’istante, McQueen capì che quella sera avrebbe lasciato il bar prima del solito e che era meglio che nessuno cercasse di fermarlo.

Devo ammettere che all’inizio sono rimasta spiazzata, perché da un’autrice, da sempre osannata per il suo stile sensuale,mi sarei aspettata maggiore verve nella descrizione della notte di sesso che passano i due protagonisti.Tuttavia andando avanti nella lettura mi sono ricreduta.
Al termine della notte Cooper scopre il vero motivo dietro alla facile conquista della sua Miss Natale a Luglio: l’obiettivo della donna è mettere le mani sulla sua preziosa bottiglia di bourbon da un milione di dollari, risalente al secolo precedente ed appartenuta in origine alla famigerata famiglia Maddox, proprietaria dell’omonima e  leggendaria distilleria, andata perduta in un incendio passato alla storia.
Ed é  da qui, dalle parole di Paris che prende vita la storia di Tamara Maddox, della sua disgraziata famiglia e di Levi Shelby. Una storia che incanta non solo Cooper ma anche  il lettore che vede animarsi le parole udite come  se si trovasse di fronte a un film mozzafiato. Difatti ciò che l’autrice ha reso, volutamente, sottotono in quanto a sfumature sensuali ed appassionanti, muta completamente registro, quando davanti ai nostri irretiti occhi subentrano in scena Tamara e Levy.
Aveva ventotto anni e lei soltanto sedici, compiuti a mezzanotte della notte appena trascorsa, il che significava che mai e poi mai la mamma e il nonno le avrebbero permesso di iniziare una storia con lui, sebbene fosse affascinante come un attore del cinema. Aveva i capelli neri ricci e un devastante sorriso che lanciava nella sua direzione abbastanza spesso da tenere alte le sue speranze e… la sua temperatura corporea. Inoltre, era sempre abbronzato, tutto l’anno, anche d’inverno, il che la spingeva a chiedersi come facesse a mantenere quel colorito a febbraio… e se anche il resto del suo corpo avesse la medesima tinta olivastra del suo viso.

bou 2

D’estate lui aveva l’abitudine di lavorare a torso nudo. In questo periodo Tamara doveva accontentarsi del ricordo del fisico asciutto e muscoloso che si nascondeva sotto al pesante giaccone con il bavero di pelle e al cappello da cowboy color cioccolata. Aveva gli stivali incrostati di fango. Aveva un baffo di fango persino sulla guancia. Se fosse diventato più bello di così, sarebbe potuta morire. Di struggimento.
È un amore combattuto e proibito: lei  è una ragazzina, lui  un uomo- lo stalliere a servizio nella proprietà familiare-abituato a prendersi dolcemente gioco della piccola di casa, dando vita a divertenti schermaglie fra i due. Ma non sono queste le ragioni principali per le quali si perderanno per poi ritrovarsi un paio d’anni dopo, bensì una serie di vicissitudini, segreti di famiglia a tratti orripilanti e malintesi che non lasciano loro scampo. Ma è anche propriamente a causa di questi torbidi non detti che Tamara tornerà a cercare il suo Levy ed insieme finiranno per allearsi e, inevitabilmente, a far divampare l’incendio di passione e sentimento che già fin dall’inizio era percepibile come una scintilla pronta ad ardere. Basta  un  solo bacio, incredibilmente sensuale ed eccitante,per avvincere il lettore  e incuriosirlo circa il destino dei  due futuri amanti. In tutte le scene fra i due, l’autrice mostra la sapienza della propria penna nel tratteggiare una tensione erotica costante,una  spiccata sensualità,una passione vibrante   che non volge mai in  volgarità.

Levi le tolse le mutandine, le sfilò la camicia da notte dalla testa e si abbassò i jeans. Poi la sollevò da terra e, senza indugiare un secondo di più, la penetrò, lì, dentro il bagno. Leggera com’era, non ebbe difficoltà a farsela scivolare contro, su e giù, per tutta la lunghezza della sua erezione. Lei era finita contro il lavandino e fu un miracolo se non lo strapparono via dal muro. Era calda e bagnata, lo stringeva come una mano, completamente aperta e al tempo stesso meravigliosamente stretta. Lui rinsaldò la presa sulle cosce e le affondò dentro, martellandola con tale impeto da farsi male. Non osava pensare come doveva essere per lei. Ma Tamara lo voleva e ancora non le bastava. Si appese al suo collo e inarcò la schiena, ondeggiando selvaggiamente i fianchi, emettendo dei suoni che ricordavano il richiamo di una gatta in calore. Venne con un gemito prolungato, lacerandogli la pelle della schiena con le unghie. Lui la mise giù e la fece girare, piegandola sul lavandino. La prese così, da dietro, tirandosela contro mentre si spingeva in avanti. Fu brutale e lei se lo godette dal primo all’ultimo istante. Fu brutale e lui se lo godette dal primo all’ultimo istante. Tamara venne di nuovo con un grido che sembrava di dolore. E quando non riuscì più a trattenersi, lui la prese per i fianchi e la cavalcò, sbattendola senza pietà, usandola per il proprio piacere, dimentico di tutto quello che non fosse il proprio orgasmo che parve non finire mai. Si rovesciò a più riprese nell’umido calore del suo ventre, incurante del pericolo, delle possibili conseguenze, delle promesse che si era fatto. Questo non era il tempo per la sanità mentale. Stanotte sarebbe potuto morire. Lei sarebbe potuta morire. Erano ancora vivi e il resto non aveva alcuna importanza.
 Si mosse per andarsene, ma lui la bloccò posandole una mano sul braccio. Non si limitò a bloccarla, se la tirò contro, liberandola dell’ombrellone, che cadde a terra. Poi la baciò, brutalmente, deciso a penetrare nel muro di indifferenza che lei si era eretta attorno in quelle tre settimane….. Lui la teneva per i fianchi, baciandola come se da questo dipendesse la sua stessa sopravvivenza. Tamara era rimasta immobile, le braccia inerti lungo i fianchi, ma adesso le sollevò per abbracciarlo, schiudendo le labbra all’invasione della sua lingua. All’improvviso, simultaneamente, cominciarono a rovistare ciascuno il corpo dell’altro. Lui le abbassò la spallina del prendisole e chiuse la mano sul seno che aveva denudato. Continuando ad accanirsi sulla sua bocca, le pizzicò il capezzolo, lo strizzò tra le dita e poi lo pizzicò di nuovo. Lei emise un gemito di piacere e spinse in avanti il bacino, perché era lì che aveva bisogno di lui, in mezzo alle gambe. Lui chinò la testa e iniziò a succhiarle il capezzolo, infilando una mano dentro le sue mutandine. Tamara gli mise le braccia sopra la testa per assicurarsi che non smettesse di fare quello che stava facendo. Levi la penetrò con un dito e lei gridò. «Portami a casa» sussurrò quando in realtà avrebbe voluto dire: Prendimi qui.

Da qui si comprende la particolarità del libro, poiché non è il presente con Cooper e Paris ad essere protagonista di queste avvincenti pagine, bensì  il passato vissuto da Tamara e Levy. E quando alla fine del lungo ed emozionante racconto di questi due amanti, tormentati e segnati da segreti che pendono sulle loro vite e coscienze, ma  inevitabilmente legati da un amore profondo e pronto a sfidare ogni avversità,dobbiamo abbandonarli per tornare al presente, che scioglierà gli ultimi nodi dell’intricata matassa,è comprensibile provare un po’ di nostalgia e rimpianto.

È talmente bella la loro storia che avrei voluto continuare a leggere.
L’autrice nelle note sottolinea come tutto sia frutto della sua fantasia e di avvenimenti storici realmente accaduti,sapientemente amalgamati fino ad ottenere uno splendido risultato.
Vi confesso che questo è  stato il mio battesimo con questa illustre penna, ma adesso che ho avuto prova di quanto sia capace di incantare il lettore, credo che mi rifarò al più presto.
Per concludere, vi consiglio questo libro:sono certa che amerete alla follia la storia di Levy e Tamara come l’ho amata io.
Alla prossima

Marianna

 

STORIA

francesca  4

 

 

 

SENSUALITÁ

vani peperoncino 4