SINOSSI:
Una donna che non vuole essere salvata.
Un uomo ferito che non ricorda più cos’è il perdono.
Due ragazzi divisi da una tragedia più grande di loro.
Eccessiva, vivace, estroversa, Elena è uno spirito libero: ama viaggiare, spendere e frequentare gli uomini senza alcun impegno. La sua vita si è fermata tredici anni prima, quando ha perso l’unico ragazzo che abbia mai amato. Ed è da allora che si tormenta per il male che ha causato. Nessuno saprebbe indovinarlo, dietro la maschera di allegria e superficialità. Ora lui sta tornando.
Matteo è un uomo indurito dal dolore e non ha mai dimenticato, nonostante tutti i suoi sforzi. L’odio per Elena gli ha dato la forza di ricominciare altrove. Partire, però, non è servito a cancellare il ricordo di quell’amore che credeva di aver annegato nel rancore. Rivederla lo sconvolge, ma ormai non ha nient’altro da offrire a parte rabbia e umiliazioni.
Il perdono sarebbe l’unico modo per non soccombere, ma fare i conti con il passato può avere un prezzo troppo alto da pagare.
Ti ho odiata per così tanto tempo, che mi sembra di non saper fare altro.

RECENSIONE:

Io questo romanzo non l’ho letto, l’ho divorato…

È forte l’emozione che imprigiona il lettore nella storia che si svela, pagina dopo pagina, e che racconta di un amore che viene messo a dura prova da una tragedia, dal rancore, dall’odio, dalla mancanza di fiducia, dalla gelosia, dalla voglia di punire e dal bisogno di essere vittima e carnefice, per cancellare colpe che marchiano la pelle e che macchiano l’anima.

Questa è la storia di Elena e Matteo, questa è la storia di una tragedia, è la storia di un amore, è la storia di equilibri precari, è una storia di morte e resurrezione.

É da ammirare il modo in cui sono raccontati gli avvenimenti che guidano il lettore in una vicenda che si snoda tra presente e passato, coprendo un arco temporale di tredici anni, usando in modo sapiente i flashback.

A dare movimento alla storia sono di sicuro l’utilizzo della terza persona nella narrazione, così da dare la possibilità al lettore di crearsi una propria opinione sui vari personaggi e l’alternanza, nei vari capitoli, delle vicende che si ripercuotono sui due protagonisti.

Sono personaggi delicati ed estremamente complessi Elena e Matteo; sono persone di cui la vita si è fatta beffe sottoponendoli ad una prova molto più grande di loro, vista anche la giovane età.

Evitava di guardarla, eppure sapeva che lei teneva gli occhi bassi, che le guance erano soffuse di rossore, che gli occhi erano lucidi e febbricitanti, che la sua volontà era in bilico tra il restare e combattere, oppure scappare e arrendersi.

Picchiami, umiliami, fai ciò che devi per stare meglio, ma ti prego non lasciarmi di nuovo.

Gli tornarono in mente le sue parole, di nuovo si domandò se davvero quel presunto amore aveva resistito al trascorrere degli anni, o se non era altro che il frutto del suo egoismo, ovvero la necessità di possedere e controllare tutto e tutti.

Era una battaglia per la predominanza, un intrico di gambe e braccia, uno scontro di labbra, una danza di lingue. Sesso e umori si fondevano, i cuori seguivano lo stesso ritmo e le mani di Matteo tremavano mentre accarezzavano riverenti la sua pelle umida di passione.

E le parole, le frasi che le bisbigliava, con quella disperazione che era la misura della sua lotta interiore.

Sei la mia dannazione, Elena. Come posso fidarmi di te? Mi ucciderai un giorno. Mi stai già uccidendo

Elena e Matteo sono due anime che si sono appartenute da sempre, che, nonostante i 7 anni di differenza che le dividono, e la tragedia che le accomuna, non sono in grado di sopravvivere l’una senza l’altra. È totalizzante il modo in cui il loro cuore, la loro anima, si cercano per amarsi, per farsi del male, per punire per essere puniti, per ricominciare.

«Io non mi prendo gioco di te, piccola, stupida egoista.»

Bastò l’ultima parola a farla precipitare in uno stato di sottomissione. Era sufficiente ricordarle il suo peccato peggiore per rimetterla in riga. Abbassò la testa e prese veloci respiri dal naso.

«E ora portami a casa tua.»

La voce aspra di Matteo fu una sferzata che frantumò ogni residuo di amore proprio. Obbedì, a testa bassa, veloce e silenziosa.

È forte il messaggio che viene lanciato dall’autrice riguardo ai sentimenti che si snocciolano riga dopo riga in modo sempre più intenso…tanto da mandare in apnea il lettore.

Ho pianto leggendo questo libro: un pianto amaro, un pianto liberatorio, un pianto di gioia e di commozione. Questi sono solo pochi degli stati d’animo che si alternano nell’anima di chi legge.

La maschera, alla fine, era stata la scelta più facile, nonché quella più necessaria, se voleva nascondere il dolore che ristagnava in lei come acqua putrida. Ricevere biasimo e commiserazione le provocava rabbia, ma il più delle volte da quella sofferenza traeva un perverso piacere, soprattutto dal disprezzo che leggeva negli occhi degli uomini dai quali si faceva usare, o dall’invidia delle donne

Come si fa a non provare affetto e comprensione per Elena che ha deciso di proteggersi da quanto successo comportandosi come una donna disinvolta, sicura di sé, in grado di sorridere, scherzare e prendere tutto alla leggera? Elena che non ha mai smesso di amare Matteo; Elena che non si sottrae alle punizioni che lui le infliggerà perchè la ritiene ancora l’unica colpevole delle tragedia occorsa a Lorenzo.

Quegli occhi troppo grandi, la piega rigida delle labbra che un tempo aveva baciato senza mai averne abbastanza, inibirono le cattive intenzioni, ma di poco.

Colpiscila, mortificala, schiacciala…

Una parte di lui, quella ancora arrabbiata, delusa e ferita, desiderava annientarla. Ma c’era un’altra voce che gridava più forte, sovrastando tutto il resto. Gli ricordava ciò che erano stati prima di quel terribile pomeriggio d’agosto. Allo shock di averla ritrovata in maniera inaspettata si sommò il desiderio di sentirne un’ultima volta la pelle, il profumo, il sapore.

Come si fa a non provare comprensione e empatia con Matteo che crede di essere andato avanti con la sua vita solo per il fatto di aver cambiato città e di avere Margot al suo fianco? Lui che è talmente impegnato ad odiare Elena che non si rende più conto che la ragazza è veramente il suo primo unico grande amore.

Tutti i pezzi di questo intricato puzzle di sentimenti e ricordi andranno al loro posto grazie anche ai personaggi che fanno da cornice a Elena e Matteo: i rispettivi genitori; la cugina di lei Grace; Veronica l’amica che condivide una sofferenza simile a Elena; Margot che si dimostrerà molto meno distaccata e incapace di amare di come la si percepisce all’inizio…

Matteo deglutì e acconsentì con la testa.

«Va bene.»

Si inumidì le labbra e parve prendere tempo.

«Ti perdono per essere stata un’adolescente.»

«Matteo…»

Non era questo che voleva sentirsi dire, ma lui fece shhh e le carezzò il collo con la punta dell’indice.

«Non mi interrompere più, amore…»

Elena sussultò a quell’appellativo e non riuscì più a frenare le lacrime.

«Ti perdono per essere stata bella, vivace e per aver amato la vita. Ti perdono per non avere avuto l’esperienza necessaria a comprendere i tormenti di un ragazzo della tua stessa età. Ti perdono per aver portato il peso dei suoi sbagli.»

Seppellì il volto nel suo petto e scoppiò a piangere, mentre lui le accarezzava i capelli e continuava a parlare.

«Mio primo e unico amore… le mie sono colpe imperdonabili.»

Che dire? È un romanzo che va assolutamente letto e….meditato!

Ho apprezzato anche come si conclude, e la scelta dell’ultimo capitolo, così com’è impostato dà sicuro una marcia in più a tutto il romanzo.

Complimenti davvero all’autrice. Consigliatissimo!!!

E senza pensare alle conseguenze, al buon senso, mandando all’aria ogni cautela, le afferrò la nuca e la baciò. Era diverso da qualunque bacio si fossero dati fino ad allora. Non predatorio, rabbioso, non era neppure il preludio di un furioso amplesso. Era un bacio che partiva da un punto appena dietro le costole e si nutriva degli occhi scintillanti di Elena. Le tenne fermo il volto usando solo una mano, l’altra si posò sulla sua vita. E si baciarono, davanti al fiume sporco, con il traffico a fare da sottofondo. Eppure, nonostante fossero circondati dal degrado, quello era il bacio perfetto.

Curry