Ho la mia vita perfetta, la famiglia perfetta, il mio io perfetto. Ma… lei è tornata.

Titolo: L’amore che non so gestire
Autrice: Leda Moore
Genere: Romanzo
Editore: Self Publishing
Ebook: 2,99€
Cartaceo: 12,48€

 

SINOSSI

Studente brillante di medicina, Ricky decide di andare in vacanza con i suoi genitori a Palma de Maiorca. Finalmente può godersi il meritato riposo, divertirsi con gli amici e fare sesso, senza crearsi alcun problema. Ma il suo paradiso viene disturbato dall’arrivo improvviso di Gaia, un tempo la sua migliore amica. Lui la adorava, la teneva stretta fra le braccia e la proteggeva dalla sua indole ribelle. Riusciva a domarla, sempre.
Ormai è passato un anno da quando si sono allontanati prendendo due strade differenti. Lei lo ha deluso, ferito e allontanato, senza un apparente motivo. Ricky adesso non ne vuole più sapere ed è deciso a proseguire la sua vacanza ignorandola. Ma ci riuscirà?
Gaia non sembra facilitargli il compito: lo seduce, lo tenta, lo contrasta. Lei lo vuole e lo avrà. Lui è il suo sogno e lei è decisa a farlo diventare realtà, anche solo per un’estate.

 

RECENSIONE

Care Dame, oggi vi parlo dell’ultimo romanzo pubblicato da Leda Moore, L’amore che non so gestire, primo capitolo di una dilogia. Un erotic New Adult dove amore puro e desiderio sessuale si scontreranno e daranno vita a un intreccio spiazzante, doloroso e molto coinvolgente.

Ma l’amore puro e innocente, l’amore idealizzato come si può fondere e coniugare con pulsioni trasgressive e perverse?

La sindrome della “Madonna e della Puttana” fu enunciata da Freud, e per quanto possa essere vista dalle donne moderne sessista e fuori moda, è ancora una realtà, un modo di pensare insito in molti uomini e percepito come necessità da alcune donne.

Questa mia divagazione iniziale non è casuale, ma necessaria per immergerci in questa storia d’amore-odio, dove la purezza, la trasgressione, i desideri perversi, il tradimento si scontrano, si respingono per poi fondersi in un crescendo che lascia sconcertati e intrigati.

Questa è la storia di Ricky e Gaia.

Si conoscono da ragazzini, lei otto anni lui dodici, complice la vicinanza delle loro abitazioni e l’amicizia fra le madri. Crescono insieme, vivono praticamente insieme condividendo e coltivando un’amicizia che per Gaia si rivela uno scoglio a cui aggrapparsi nei momenti di desolazione e tristezza dovuti ai continui litigi dei suoi genitori.

La ragazzina, difficile, confusa, problematica, …. un angelo ai miei occhi.

La mia migliore amica, la piccola da proteggere e consolare quando sta per crollare.

 

Ricky per Gaia diventa un porto sicuro, una spalla su cui piangere, delle braccia amorevoli dove trovare conforto. Cresce sotto questa campana protettiva, dipendendo in tutto e per tutto da Ricky: dalle sue parole, dai suoi gesti di affetto e consolazione, dai suoi abbracci.

Non era sola, aveva me. Io ero tutto per lei, la sua vita girava intorno alla mia persona, ed era meraviglioso. Mi sentivo potente, appagato, felice.

 

Era inevitabile che l’amicizia, da bambina, si trasformasse in un sentimento più profondo, da ragazza. Gaia adolescente si ritrova a desiderare di più, a bramare un diverso tipo di abbraccio da parte di Ricky.

È eccitata dalla trasformazione del ragazzo che sta diventando uomo e brama un contatto fisico che plachi il calore che sente sbocciare dentro di sé. Ma è solo una ragazzina e, vuoi per timidezza, vuoi per inesperienza, non riesce a far capire a Ricky che i suoi sentimenti sono mutati, che il suo corpo ha desideri e pulsioni che vogliono essere soddisfatti.

Soddisfazione che invece Ricky appaga sfacciatamente cambiando partner come si cambia un fazzoletto. Ricky è morbosamente legato a Gaia, è come se l’avesse cresciuta e preservata pura e intatta per il suo futuro. A ventun anni sa di provare un sentimento che va oltre l’amicizia per Gaia, ma non è pronto a legarsi, non è pronto a rinunciare alle altre.

Ma è solo questo che lo frena? O c’è dell’altro?

Pur non essendone pienamente consapevole Ricky ama teneramente Gaia, ma non ha mai avuto il coraggio di mostrarle l’altra parte di sé, quella perversa, quella che la tiene a distanza perché ha paura di lordarla, perché non la ritiene pronta.

Gaia mi dava ciò di cui avevo bisogno. O quasi. Noi due eravamo amici, ma non solo. Non facevamo sesso, ma dormivamo insieme, mangiavamo insieme, respiravamo insieme, ma non ci baciavamo, non scopavamo e non ci toccavamo intimamente. E c’era una ragione. Io la stavo conservando per me, per il momento in cui sarei stato disposto a rinunciare alle altre peer scegliere Gaia come compagna della mia vita.

Mentre io cercavo nelle ragazze disinibite i piaceri del sesso. Poi… le cose sono cambiate

 

Poi nelle loro vite accade qualcosa, qualcosa che cambierà Gaia e allontanerà Ricky da lei.

Un tempo Gaia Alfieri era la mia emozione,… mi dava ciò che nessun’altra avrebbe mai potuto. Poi,…ho rinunciato alla parte di me che si discostava da un temperamento freddo e distaccato, trasformandomi in un uomo privo di sentimento.

È stato l’anno più difficile della mia vita, l’anno in cui ho perso me stessa perdendo lui: Ricky.

 

Per un anno i due ragazzi interromperanno ogni contatto e giorno dopo giorno Gaia cadrà in una sfera distruttiva fatta di alcol e droga, sesso sfrenato e disinibito. La pudica ragazzina si trasforma in una giovane trasgressiva, seducente ammaliatrice di uomini scatenando in Ricky una repulsione e un rancore senza pari.

Adesso è sesso allo stato puro. Ma ha perso la cosa più preziosa che possedeva: il suo cuore. E forse anche la sua anima.

 

Ora, preso il diploma, la nostra Gaia si ritrova ospite dei genitori di Ricky, a Palma de Maiorca, determinata ad avvicinarsi a Ricky, a sedurlo, a prendersi ciò che lui le ha sempre negato in passato e che invece donava a tutte le altre donne.

Ho bisogno di riportarlo nella mia vita a qualsiasi costo.

E sono consapevole che solo con il sesso riuscirò a riavvicinarlo. Nessuno può resistermi e non lo farà nemmeno lui.

 

Che comincino le danze!!!!!

Lo scontro sarà inevitabile: odio-amore, rancore-vendetta, ripicche-tradimenti. Tutto si riverserà su questi due ragazzi tramortendoli e ferendoli più di quanto si erano feriti in passato, minando la flebile possibilità di ricostruire quel sentimento che esisteva.

Sembrerebbe dalle mie parole che io vi abbia raccontato tutta la storia di Gaia e Ricky, ma credetemi vi ho accennato solo alla punta di un iceberg bello grosso.

All’inizio di questa lettura ero convinta di trovarmi dinanzi a due ragazzini capricciosi che si facevano i dispetti; non riuscivo a delinearli, a capirne appieno i comportamenti. Poi all’improvviso ho avuto un’epifania: la sindrome della “Madonna e della Puttana” e tutto ha avuto un senso.

Leda Moore è stata veramente brava. Ha utilizzato un plot classico basandolo su un argomento inusuale, per l’appunto la sindrome di cui vi accennavo prima, e sulle particolari inclinazioni sessuali di Ricky che la esacerbano.

Forte e deciso, diretto e razionale, maso che è solo una maschera che getta via quando la passione si impossessa di lui. L’ho spiato, mi sono voluta fare del male, distruggermi; è un uomo pieno di impulsi, di vibrazioni, di potere.

 

I protagonisti, due personaggi complessi, con mille sfaccettature, a volte contraddittori, ma perfettamente coerenti con l’età dei ragazzi, con comportamenti estremi ed esasperati.

Una caratterizzazione psicologica perfetta, una descrizione dei sentimenti, della confusione, delle pulsioni, del dolore, dell’amore, della gelosia, del rancore, del tradimento e della vendetta fatte a regola d’arte, esposti e incastrati in modo da dare e poi togliere informazioni. Un gioco fatto per incuriosire e far riflettere il lettore su tutte le implicazioni e le conseguenze dei loro comportamenti e cercare di venire a capo delle loro emozioni.

Da questo lavoro di caratterizzazione ne viene fuori un Ricky che già adolescente sente dei desideri e delle pulsioni verso Gaia, una Gaia però idealizzata, pura e innocente, da non sporcare, da non toccare, ma solo sfiorare.

I desideri strambi che ho iniziato a provare due anni fa, quando lei ne aveva sedici, mi hanno fatto sentire sporco.

 

Lei diventa per Ricky il rifugio dove questo lato di lui, che etichetta come perverso, trova pace e quiete. Indubbiamente Ricky, impreparato, non riesce a coniugare le sue due parti: la dolce e la perversa, l’amore e il desiderio carnale. Li divide, li separa in due mondi diversi che fatica a far collimare.

Ci penserà Gaia, che sentendosi inadeguata, respinta, non desiderata nella sua veste di “Madonna” penserà bene di sporcarsi, di rendersi uguale a tutte le donne che Ricky ha preferito a lei.

La puttanella di tutti, la ragazza che frega i ragazzi alle compagne. Senza inibizioni, senza pudori. Ed è tutto vero. Nessuno mente. Io grido la mia rabbia così.

 

Sarà un gioco al massacro: vuole metterlo in ginocchio, userà il suo corpo sensuale e le su doti ammaliatrici per richiamare a sé un Ricky riluttante, che la odia per ciò che è diventata: la donna di tutti.

Ho bisogno di andare a fondo con lui, di fargli vedere il mio buio e la luce interiore che gli apparteneva e che lui ha spento, spezzandomi il cuore.

 

Senza sapere che è lui la causa di tutto, è lui il generatore di tanta devastazione: dolore, gelosia e odio e amore.

Quando tutte le carte verranno messe in tavola, quando il dolore trattenuto, celato sotto la maschera della strafottenza, romperà la diga ecco che tutto comincerà a crollare. E i nostri protagonisti evolveranno ancora una volta.

E se le due metà potessero coesistere? E se la Gaia di prima esistesse ancora nella Gaia di oggi? Gaia e Ricky potranno trovare un punto di incontro dove il passato svanisce portandosi via tutto il dolore e la devastazione che ha provocato, e il futuro sia più sereno?

L’autrice è riuscita a farmi immedesimare con i personaggi, ovviamente più con Gaia. Troppo profonde e intime sono le ferite che Gaia porta da lungo tempo nel suo cuore. Il rapporto conflittuale con i genitori, il senso di abbandono e inadeguatezza, il rifiuto di Ricky. Ho sentito realmente tutta la sua confusione da bambina e il senso di inadeguatezza e abbandono da adolescente, grazie a due genitori disfunzionali pronti a farsi la guerra e egoisticamente a pensare solo a soddisfare i propri bisogni. Si percepisce vivamente il dolore straziante che nasce dal tradimento più grande, che può uccidere una parte di sé e far precipitare in un abisso buio e senza fondo dove l’alcol e la droga hanno un unico scopo: spegnere tutto, non sentire, dimenticare ciò che la mente come un loop ripropone continuamente davanti agli occhi.

Ma soprattutto… quell’immagine che continuo ad avere dinnanzi agli occhi mi ha condotto alla follia. ..la mia mente continua a vagare, a ricordare l’inferno che lui mi ha fatto passare.

 

Si comprende lo stato mentale in cui si ritrova Ricky adolescente, alla ricerca di una spiegazione per i neonati sentimenti e le dirompenti pulsioni. In difficoltà nel gestire tutto ciò, affrontandolo in modo irrazionale e immaturo.

La necessità di dare sfogo a queste perversioni e all’innata propensione a dominare e controllare porta, inevitabilmente, Ricky ad usare il sesso come valvola.

Il sesso è una sorta di liberazione, sporco ma vero, senza regole e senza sentimenti. Scopo e vado via. Pretendo la resa, ma di me… di me non do nulla.

 

La dominazione mentale che esercita su Gaia in ogni ambito della sua vita non è sufficiente a placare il demone della lussuria, anzi lo aizza, lo fomenta e l’istinto, o la conseguenza naturale, sarebbe prendere Gaia e usarla, spezzarla, annientarla.

Ed ecco che la dicotomia della sindrome si palesa: preservare la purezza della “Madonna”, tenerla sotto il gioco di un potere mentale e dare vita ad un alter ego che, lontano da lei, vive tutte le sue perversioni sulla “Puttana”. È impensabile per Ricky ventunenne far collimare le due figure, ne uscirebbe distrutto, ma non sa che le sue scelte alternative distruggeranno Gaia.

Personalità molto complesse, intriganti e alquanto articolate.

Una storia dai sentimenti esasperati e con stati d’animo che repentinamente passano dall’apice all’abisso, trascinando il lettore in un’altalena emotiva fatta di gioia e dolore, arrabbiature e sospiri di sollievo, oltre a tanta eccitazione erotica.

Le scene di sesso sono molto hot, irruente e passionali. Lo stile è descrittivo e minuzioso e il dirty talking crudo e diretto.

 “Cosa vuoi tu?”

“Te, qui, accondiscendente, desiderosa di soddisfare qualsiasi mio desiderio e perversione, pronta a tutto.”

 

In ogni contatto, sia casuale che voluto, l’eros è una fiamma che arde e brucia. Il sesso è infuocato, sporco e duro, trascinante e coinvolgente.

In definitiva un romanzo che dà molti spunti di riflessione, che nonostante la sfera ludica-erotica sia preponderante ed estremamente piacevole, mi ha portato indietro nel tempo, alla sconsideratezza e superficialità dell’adolescenza, a quei momenti di estrema confusione dove sentimento-sesso si sovrapponevano e si respingevano, a quelle etichette che venivano affibbiate alle donne un po’ più aperte nei confronti dell’altro sesso.

Nonostante sia il primo capitolo di una dilogia il finale non ha un grosso cliffhanger, e per questo ringrazio Leda Moore, date le montagne russe affrontate durante la lettura.

Quindi care Dame, vi consiglio di leggerlo anche perché il secondo capitolo arriverà molto presto.

Alla prossima,Giusi

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