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Mary Read – di guerra e mare (La donna pirata Vol. 1)

Costretta sin da giovanissima a fingersi maschio per una truffa, Mary cresce incapace di tollerare i limiti imposti al suo sesso dal Settecento.

Coraggiosa e testarda, sceglie di inseguire i propri sogni e – nei panni di Mark – attraversa l’Europa diventando marinaio, fuorilegge e soldato.
Ma neppure una ragazza che si traveste da uomo può restare immune all’amore…

Un romanzo di avventura che possiede il respiro del mare e la durezza della guerra; un racconto di scelte audaci, di amicizia fraterna e di passioni inarrestabili.

Venite a conoscere la storia vera di una donna capace di sfidare il destino pur di essere se stessa.

“In questo romanzo vediamo nascere la leggenda che, ancora oggi, ispira centinaia di storie, perché dietro a ogni donna pirata rappresentata al cinema e nei romanzi si nasconde l’immortale Mary.” (Stefania Bernardo, autrice)

Mary Read – Nemica del genere umano (La donna pirata Vol. 2)

Pirata.
Nemica non di una sola nazione, ma dell’umanità intera.
Questa è Mary Read: una criminale capace di ferocia, ma anche di tenerezza; una ragazza anticonformista eppure profondamente romantica.

Vestita da maschio, Mary solca i mari dei Caraibi insieme allo spavaldo Calico Jack Rackham, finché a loro non si unisce anche l’ambigua, affascinante Anne Bonny.
Così la ciurma di Calico Jack diventa l’unica nella Storia a contare due piratesse: una “coppia di infernali arpie”, un vero incubo per la Marina e per tutti gli uomini che vorrebbero le femmine sottomesse e schiave del focolare.

Una storia ricca di azione, complotti, sentimenti per guardare il ‘700 attraverso gli occhi di una donna divenuta leggenda.

“Michela Piazza dona voce a una delle figure storiche più affascinanti che siano mai esistite. Una donna capace di sfidare ogni convenzione, di andare oltre un mondo che relega le donne a ruoli sfocati, scontati e ovvi.” (Stefania Bernardo, autrice)

qualche riflessione

Una delle più grandi sfide per chi ama la storia è quella di far comprendere la propria passione, quella magia del passato che incanta, scrollando la polvere dalle reminiscenze e delle nozioni noiose che troppo spesso sono legate a informazioni imposte, date e stralci di cartine geografiche e pagine con formazioni di battaglia e matrimoni combinati, accordi segreti e tavoli diplomatici. Presentare la forza e la passione, il sangue e il sudore, la salsedine e la terra, l’incenso e l’inchiostro, il ferro e la lana.
Restituire il fascino della Grande storia che è fatta di esistenze, di scelte, di grandi momenti in quella ciclicità e in quel perpetuarsi di situazioni che si rinnovano di secolo in secolo, perché il contesto culturale e l’individualità degli uomini e delle donne cambiano nel corso della storia ma la vera magia in fondo è l’uomo: con la sua possibilità di scegliere e di intervenire e cambiare il corso della storia. Libero arbitrio, la lotta del singolo con la sua intelligenza, il suo intuito, il suo desiderio di fare la differenza e di prendere il proprio posto nel mondo per contrastare un destino che spesso sembra già segnato.
La storia è maestra di vita e ci sono in fondo dei ricorsi, gli uomini sono questi ma si può scegliere il proprio destino, si può come minimo inseguire il proprio desiderio di libertà, soprattutto se sei una donna…
La vera sfida per chi è un autore del genere storico è quella di scrollare di dosso la polvere a personaggi storici realmente esistiti, conferire la dignità e il fascino, il carisma, a queste ombre del passato che giganteggiano nel nostro presente ingombranti, animandole di pensieri e di azioni, di emozioni e di sentimenti, che determinano la loro umanità: con i vizi e le virtù, con le miserie e le nobiltà.
Grandissima sfida scegliere un personaggio come Mary Read, eccezionale per natura e per vocazione.

Molte volte ho cambiato vita e identità, molte volte ho ricominciato da capo.
Sono stata tante persone: alcune di queste le trovereste interessanti; altre, credetemi, non le vorreste incontrare. Ma per troppo tempo, e per tutti quelli che ho amato, mi sono chiamata Mark… almeno all’inizio.
Ho deciso di vivere come un maschio per non essere prigioniera e in questi panni ho gustato fino in fondo la spietata avventura della libertà. Non sono fiera di tutto quello che ho fatto come uomo, e forse ora ho qualche rimorso; ma, per lo meno, non ho rimpianti.

L’affascinante, indomita protagonista torna per mare, un richiamo irresistibile quasi come se fosse l’unico ambiente capace di contenere con la sua immensità il suo innato desiderio di libertà, quasi potesse con il suo eterno movimento placare l’irrequietudine che caratterizza Mary. Verso le Americhe, un continente sconosciuto, quasi vergine, una terra di promesse, che dà l’illusione di essere un luogo migliore in cui vivere. O comunque lontano, lontano dal suo passato, di dolore e rimpianto. La febbre del viaggio, di conoscere, quasi è scemata, a terra aveva trovato pace e la consapevolezza della sua femminilità grazie a Ian Van der Velde.

L’idea di aprire la locanda era stata sua, così come quella di abbandonare entrambi il nostro ruolo nell’esercito… Per sposarci…ero una bastarda, il frutto segreto e illegittimo della solitudine di mia madre…Avevo così trascorso l’infanzia a truffare un’innocente, anziana signora. Ma, grazie a quell’inganno, avevo ricevuto istruzione e affetto – due cose che mi sarebbero state precluse, se fossi rimasta femmina e bastarda.

Nessuna certezza nel destino di Mary, nessun riferimento, solo se stessa e il mare. Con le sue regole e le beffe della Fortuna. Da un mercantile pacifico si troverà a scegliere, di vivere, fuori dagli schemi e dalle regole, padrona del proprio destino, a bordo del Ranger, che batte bandiera Jolly Roger ed è capitanata dal sanguinario Vayne

Ero abituata a combattere, ed ero stata dalla parte sbagliata della legge già in precedenza. Non avevo niente da perdere, perché non avevo nessun legame. Anche di rischiare la vita non mi importava un accidente.

Pirata, come Mark Read, arruolata secondo le leggi del mare.
A bordo troverà un amico e un uomo carismatico, istrionico, Rackham, il famoso Calico Jack, come ambizioso e scaltro quartiermastro

In verità, io amo questo paese. Ha qualcosa, Mark, qualcosa che ti conquista e non ti lascia più andare. Lo scoprirai anche tu, se sei fortunato. Non so dire se sia per il sole… Ma i colori sono un’altra cosa, qui. Se fossi costretto a tornare in Inghilterra, sono sicuro che adesso ogni cosa mi sembrerebbe coperta da un velo

Inizierà la vita tra gentiluomini del mare, in bilico tra le promesse della Corona, che tenta il popolo di Nassau -reietti, dimenticati, ribelli e avventurieri, sognatori e fuggitivi- con una lettera di amnistia di Re Giorgio, che ha mandato in missione Woodes Rogers come governatore delle Bahamas.
Passano le giornate alternando i ritmi pigri della vita a terra nei paradisi lussureggianti di Cuba alle scorribande nel mare aperto dei Caraibi

Quel posto, così ricco di pace e bellezza, mi faceva spesso pensare al Paradiso.
Ma a ricordarmi che invece io avevo scelto di servire un demonio, ci pensavano le nostre razzie…quell’oro nelle mani e quell’alcol in corpo, il mio senso di colpa…

Assopito. Resta vigile l’istinto, così accompagnerà Rackham sulla spiaggia della baia di Ocracoke nel rifugio prediletto dal leggendario Barbanera, in una notte disseminata di falò, a tentare la sorte con un azzardo

Rackham sarà il capitano e l’amico che Mary ha sempre voluto, il compagno ideale di questa avventura intrapresa fino a quando un’altra donna mischierà le carte al tavolo nella partita col destino: Anne Bonnie

«Anne mi terrorizza. Ha potere su di me, capisci? Un potere che nessuno aveva mai esercitato. Sono sempre stato libero perché ero egoista e ora… Sento di non esserlo più, perché mi interessa ciò che vuole lei….Non le importa un accidente di quello che pensano gli altri, non ha morale, né regole. È selvaggia.»
«In pratica, mi stai dicendo di esserti preso una sbandata per la versione in gonnella di te stesso»

Una fuga precipitosa da Nassau, una convivenza difficile a bordo tra primedonne (anche se in incognito o in ruoli non convenzionali) portano Mary a scendere a terra, a Martinica, un luogo magico che sembra “racchiudere al suo interno più di un’anima”
e le riserverà due incontri speciali

Io e Toussaint eravamo più simili di quanto volessi ammettere: lui avrebbe dovuto essere schiavo a causa del colore della propria pelle, io avrei dovuto essere serva a causa del mio sesso e della mia nascita illegittima. Entrambi ci eravamo ribellati…
Secondo me, lui ne ha almeno due: un’anima gentile, da capo tribù pronto a dare la vita per i suoi; e una da guerriero capace delle efferatezze più tremende.

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Riprende il suo posto sul ponte della Fearless, accanto al suo capitano e a fianco di Anne

Era bella. Non solo come aspetto, ma per la forza d’animo che emanava: era una ribelle, una stratega, un’ambiziosa pronta a fare tutto il necessario pur di raggiungere i propri scopi.
Se fosse nata uomo, ora sarebbe stata lei il comandante di una nave. Invece, essendo una ragazza, era stata costretta a servirsi dei maschi pur di raggiungere il mare: prima aveva usato James Bonny; poi, quando aveva scoperto il suo carattere debole, aveva scelto Rackham…
Anne era la versione più giovane e spregiudicata di Mary: aveva impiegato meno tempo di me a diventare cinica e senza scrupoli, aveva abbracciato la propria parte selvaggia senza cercare di domarla o di metterla a tacere. E questo – il fatto che fosse stata subito in grado di accettare la propria ferocia e la propria mancanza di compassione – me la faceva invidiare e temere

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Complicità femminile insperata, nuovi orizzonti che si offrono. Nuove sfide, soprattutto del cuore. Una femminilità a lungo sopita si ridesta in modo prepotente.

Nonostante la paura, nonostante mi vergognassi, io volevo che Charlie scoprisse che ero una donna.
Per quanto fosse folle, per una volta desideravo agire senza riflettere, senza farmi troppe domande…
Sentii i passi di White che mi seguivano veloci.
Mi tagliò la strada, piazzandosi di fronte a me.
Cercai di scansarlo, ma Charlie mi poggiò le mani sulle spalle, costringendomi a fermarmi e a guardarlo in viso. Un ciuffo di capelli era sfuggito dal legaccio in cuoio e gli ricadeva sulla fronte, conferendogli un’aria scarmigliata e selvaggia. Anche i suoi occhi sembravano aver perso la solita luce tranquilla: in loro scorsi di nuovo quella fiamma che tanto mi aveva colpito, il guizzo di un animo passionale tenuto segreto…
Ero inadatta a lui: ero molto più vecchia, ero violenta, diffidente, bugiarda.
Ma lo amavo e lui amava me

Il mare non perdona, offre la libertà ma esige un prezzo altissimo. Proprio quando la felicità sembra a portata di mano, dovrà rinunciare al vento che accarezza la pelle e libera la mente, al calore del sole che scioglie i rimpianti. Non alla sua libertà, come ricorda il messaggio bello dell’epilogo.

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Una scelta estremamente ambiziosa per la protagonista con la sua condizione incredibile, al limite, provocatoria e ribelle. La caratterizzazione è eccellente perché accompagniamo Mary nel corso della sua vita così avventurosa, in una storia di mille vite, nel dramma di mille volti e ruoli. È la storia in fondo di una donna che cerca se stessa, semplicemente, inseguendo il proprio posto nel mondo, per affermare la propria identità. Accanto a lei si muovono tanti personaggi di spessore, tutti di incredibile carisma, a cominciare dal suo alter ego Annie, per rivalità e complementarietà interessantissima, con l’inevitabile conflittualità e competizione femminile ma anche risvolti magnifici di solidarietà e complicità. Per poi passare al rapporto speciale con Calico Jack, oppure alle figure leggendarie come Barbanera e Veyne, fino all’originale Toussaint (talmente affascinante che è stato ripreso come un omaggio elegante da Stefania Bernardo nel suo romanzo http://www.haremsbook.com/?p=11083) e l’impetuoso White.

L’ambientazione è suggestiva e meravigliosa per la condizione liminale di legalità, tra sudore e polvere, il mare aperto che chiama, il rollio della nave che culla gli animi inquieti, gli spiriti indomiti, il rumore delle sartie che calma il battito tumultuoso di cuori coperti di lividi, rinnegati da una società rigida e crudele.
Solo l’aria salmastra può spazzare le inquietudini dalla mente, i ricordi di vite passate e rinnegate.
La vita è una sfida, il mare è l’unico arbitro. Questa è l’unica certezza.
Gli uomini e le donne sono visti per quello che sono universalmente, cioè creature che cercano di affermare se stesse e sono capaci di grandi atti di generosità ma nache di incredibili viltà. Sono raccontati per quello che erano storicamente, in quel contesto culturale che ha condizionato profondamente le loro scelte, le loro azioni e i loro desideri. È un vero romanzo di avventura, in cui la Grande storia e la piccola storia dell’esistenza dei protagonisti si intrecciano perfettamente, la trama è ben articolata e affascinante per l’incalzare degli eventi e per le situazioni sempre ricche di colpi di scena.
Il ritmo si mantiene costante, ogni riferimento storico è puntuale, non pedante, piacevole alla lettura. Leggermente sottotono l’aspetto stilistico, qualche sbavatura e qualche concessione romantica (nell’accezione originaria del termine) avrebbero donato maggiore originalità alla prosa, che manca un po’ di calore, di un sapore particolare che potrebbe dare maggiore intensità soprattutto ai personaggi. Per dare maggiore empatia. Così potremmo trasformarci da lettori piacevolmente incantati che ascoltano una storia, a coprotagonisti che sentono di vivere quella storia, se l’autrice osasse di più da un punto di vista stilistico, concedendosi qualche licenza narrativa. D’altronde ha una innegabile familiarità e tutte le capacità per poter giocare con la storia in fase creativa.

Un viaggio tra uomini d’onore e non troppo di parola, tra uomini che non seguono le regole ma le fanno, tra uomini che sono donne e donne che fanno gli uomini. Un viaggio alla ricerca della libertà

Saffron

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