SINOSSI

Un caso editoriale partito dalla Spagna
Sofía ha 42 anni, è una madre single e vive a Madrid con i due figli adottivi. Durante un viaggio a New York, città di cui è innamoratissima, comincia a riflettere su se stessa e sulla propria vita. È felice? No. Deve ricominciare da zero, reinventarsi, eliminare gli aspetti negativi della sua esistenza e, soprattutto, circondarsi di persone positive. Dopo un inizio folgorante, la relazione con Pedro procede a stento tra alti e bassi. Gli sbalzi d’umore sono all’ordine del giorno. I bambini, poi, assorbono gran parte della sua attenzione e del suo tempo. L’unica cosa che la fa sentire davvero realizzata è la scrittura. Ed è per questo che Sofía comincia a tenere un blog tutto al femminile, “Las Claves de Sol”, un posto sicuro dove essere semplicemente se stessa, senza filtri. Comincia così un viaggio nella sua personalità, tra i suoi reali desideri, nel corso del quale, anche grazie a una buona dose di brillante autocritica, Sofía scoprirà che non è mai troppo tardi per la felicità.
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Un esordio travolgente
«Mi chiamo Sofía Miranda e non mi pettino, ho una calligrafia orribile, dico un sacco di parolacce, odio cucinare, guardo film spazzatura e ho le braccia flaccide. Mi capita di dimenticarmi di fare la ceretta e a volte mi mangio le unghie. Ah, accumulo un sacco di piatti sporchi perché detesto svuotare la lavastoviglie.» 
«Sofía sono io, sei tu, è qualunque persona che a un certo punto della vita abbia deciso di provare a essere più felice, mettersi in discussione, reinventarsi. Chiunque, per un qualunque motivo, abbia preso una nuova strada.»
Sol Aguirre


Sol Aguirre

È nata a Barcellona. Dopo essersi laureata in Diritto ha lavorato come responsabile nel settore marketing per quasi vent’anni. È la creatrice di “Las Claves de Sol”, il blog umoristico femminile più letto in Spagna, con oltre 80.000 contatti al mese. Ha scritto opere teatrali e testi di canzoni. Vive a Madrid con i due figli. Quando non scrive, gira per la città in monopattino o vola verso la sua amata New York.

RECENSIONE

La lettura di questo libro vi risulterà alquanto facile e stimolante, se, come me, vi trovate nella condizione della protagonista: madre, quarantenne, alle prese con le difficoltà della gestione quotidiana. Vi ritroverete certamente nei divertenti siparietti umoristici che compongono la realtà di Sofia. Impossibile non pensare: “questo accade anche a me!” oppure “anche io mi sento così”. Ed in men che non si dica, vi fonderete con la protagonista, e vivrete insieme a lei la strampalata storia di cui fa parte.

Se la lettura di questo libro è, come ho detto, molto scorrevole ed empatica, di contro, farne la recensione risulta piuttosto complicato. È impresa alquanto difficile, infatti, dare un quadro generale della storia senza incappare in spoiler, perché, questa storiamerita di essere letta e vissuta in prima persona.

Sofia è una donna che si trova a fare i conti con una nuova fase della sua vita: la giovinezza e la spensieratezza la stanno abbandonando, per essere sostituiti da maturità e responsabilità. Per accompagnare questo processo, inizia a mettere nero su bianco quello che le capita, fornendo, a riguardo, una chiave di lettura piuttosto comica da presentare ai lettori del suo blog.

Non sono andata in Australia, non ho vissuto per più di una settimana a New York, non ho piantato neanche un geraneo, non ho scritto un libro e, cosa peggiore di tutte, non sono andata a letto con Jason Momoa.

Dietro un primo impatto umoristico, si nasconde, però,un profondo esame della psicologia della donna in fase di completa maturazione. Sofia si reinventa, regalando ai lettori del suo blog (e a noi): la speranza, la forza, ed il vigore, frutti di un’età (quella antecedente la menopausa), che molto spesso si teme; un’età demonizzata, perché considerata un declino.

Arriva un’età in cui si allontana il dolore e lo si sostituisce con la rabbia. È più facile, e la vita ti fotte meno. Oppure no, chissà.

È proprio da questo punto della vita, che per Sofia comincia un nuovo inizio: la protagonista, smessi i panni della ragazzina irresponsabile, diventa una donna nuova; una donna che ha piena consapevolezza di sé e dei propri bisogni; una donna che persegue i suoi obiettivi, e fa dei suoi sogni la realtà… con una buona dose di ironia e autoironia.

Questa vita fatta di momenti a cui non diamo importanza, ma che poi riconosciamo come punti di svolta. Mi sento un po’ Bastian e un po’ Atreyu. La vita mi ha regalo questo libro sulle divorziate perché stia attenta, perché esplori le persone cercando i miei personaggi. E me stessa.

Quella che l’autrice ci dà è una lezione, un invito a prendere la vita con leggerezza, e a godere di ogni periodo.

In fondo tutto dipende dalle lenti con cui si guarda il mondo e dalle pastiglie che mandi giù.

Accettare i cambiamenti, positivi o negativi, imparando dagli errori e, soprattutto amando per prima cosa se stessi. Coltivare gli affetti, le amicizie, in modo intenso e profondo. Scoprire la felicità nelle piccole cose, nei piccoli gesti.

«Vieni qui», mi dice prima di chiudere la porta della camera e di sbattermici contro. E io vado. E continuo ad andare.

«Quanti anni aveva?» «Ha. Non è morto. Ventitrè». «E di che avete parlato?» «Di “girati” e “più forte”. Di che dovevamo parlare, del Dow Jones?».

Tutto questo viene narrato con un ritmo di scrittura brioso e armonico, che incanta il lettore con la sua freschezza. Sofia diviene anche amica nostra, così come le persone che la circondano. Entriamo nelle vite degli amici di Sofia, ne cogliamo vizi e virtù, li facciamo nostri.

Alcune lettrici di Las Claves mi mandano messaggi e mi raccontano che mi leggono mentre fanno colazione in tranquillità, o sul treno mentre vanno al lavoro, o dopo aver messo a letto i figli. Le immagino perfettamente: loro sono me, dall’altro lato dello schermo.

Se cercate un libro che vi faccia ridere all’impazzata, ma al contempo riflettere, Nessun giorno della settimana è il libro che fa per voi. Una pecca… presodalla foga descrittiva, ho trovato in talune situazioni lo scritto dell’autrice lievemente complicato. Alcuni passaggi avrebbero dovuto essere affrontati con più pazienza, in modo da rendere la lettura meno pressante. Non per questo non lo consiglio, anzi, l’ho già consigliato a tutte le mie amiche, mamme, quarantenni, che sono solo all’inizio della loro vita.

Curcuma