Titolo: Dimmi che lo vuoi

Autore: Kristen Ashley

Editore: Newton Compton

Data di pubblicazione: 6 febbraio 2019

Genere: Contemporary romance

Autoconclusivo

     Rock Chick Series:

     Dimmi che sarà per sempre Review Rock Chick #1

     Dimmi che ci sei Review Rock chick #2

     Dimmi che cambierai

     Dimmi che lo vuoi 

Sinossi:

Jules ha un conto in sospeso con i trafficanti di droga di Denver. Cerca di proteggere dal mondo criminale i ragazzi con cui lavora, ma ha capito che le leggi le stanno strette, quindi è disposta a fare qualunque cosa per ripulire le strade e difendere chi le sta a cuore. Così si è trasformata in vigilante, ha imparato a cavarsela da sola e a lottare. Assistente sociale di giorno e giustiziera di notte.

Per Vance, che ha deciso di guardarle le spalle mentre tenta di farsi giustizia da sola, il compito si prospetta tutt’altro che semplice.

Nonostante l’attrazione tra loro sia innegabile, però, Jules non ha tempo da perdere: è troppo impegnata a cercare di salvare il mondo. Ed è così che mette su una squadra piuttosto bizzarra: Zip, il proprietario del negozio di armi, Heavy, un ex investigatore privato, e Frank, un misterioso lupo solitario.

Ma è solo questione di tempo prima che Jules faccia arrabbiare seriamente qualcuno… qualcuno di molto pericoloso. Se vuole davvero farcela, dovrà imparare a fidarsi di Vance…

Recensione

Care Dame di Harem, avrete ormai capito che se desiderate una vita movimentata, circondate da sexy uomini Alpha, non dovrete fare altro che trasferirvi a Denver, vero? E che se cercate un po’ di sano divertimento frequentare il Fortnum’s sarebbe un’ottima idea, giusto?

Quindi, unitevi a me e preparatevi ad essere sommerse dalla scoppiettante banda delle Rock Chick.

«Un mese. Un mese di pura beatitudine. Niente pallottole volanti. Niente rapimenti. Niente cadaveri. Niente macchine che esplodono. Niente risse tra donne nei ristoranti cinesi. Niente sparatorie alle feste. Niente visite in ospedale. Assoluta, fottuta beatitudine».

Ricordate dove avevamo lasciato le nostre splendide eroine e i loro fantastici uomini, dopo l’ennesima fuga rocambolesca, con contorno di rapimento e una sana dose di caldo torrido -e no, non mi riferisco al meteo? Avevamo concluso il volume precedente, Dimmi che cambierai, con i nostri beniamini che assistevano allo scontro di una moderna Cat Woman, a bordo di una sfavillante Camaro Rossa, con un tizio dalla dubbia fama proprio di fronte al Fortnum’s.

E il nostro Vance, sì proprio lui, quel gran figone dalla lunga chioma corvina, che partiva all’inseguimento della suddetta pazza a bordo della sua Harley.

È proprio da questo punto che Dimmi che lo vuoi riprende a narrare le sue vicende, ed è in un vicolo di Denver che avviene il primo incontro tra Law e Crowe.

«Come fai a sapere se ne vale la pena?», ho chiesto.

«Lo so».

«Come?», ho insistito.

«Lo so e basta».

«Come?». Non intendevo mollare.

«Quando mangi merda per la maggior parte della tua vita, quando sgobbi e butti sangue e sudore per avere qualcosa di diverso, se assaggi una cosa dolce, la riconosci subito».

Jules Law Lawler, “la legge”, è colei che da qualche mese, ogni notte, infesta le strade di Denver rendendo la vita di piccoli e non spacciatori davvero difficile. Pellicola da cucina, fumogeni e olio di colza gli strumenti facenti parte del suo armamentario.

Ma chi è davvero Law quando non veste i panni di una supereroina spaccaculi?

È Jules, assistente sociale, la cui vita è stata davvero complicata. Tutte le persone che ha amato le sono state strappate via, e a lei non è rimasto che andare avanti grazie all’aiuto di Boo, il suo micione nero, lo zio Nick e i ragazzini del King’s, il rifugio in cui lavora.

Ma cosa succede nel momento in cui è lei a ritrovare il suo Park, uno dei suoi ragazzini, il suo preferito, riverso in un vicolo di Denver con una siringa nel braccio e nulla da poter fare? Accade che Law, sempre pronta a battersi per il prossimo e a prendere a cuore ogni causa possibile e immaginabile, decide di affrontare a muso duro la feccia e i bassifondi della città. Dopotutto, cosa hai da perdere se sei, praticamente, sola al mondo?

L’unico affetto che ho conosciuto crescendo (o meglio, l’unico che riesco a ricordare) è quello di zia Reba e Nick.

Nick l’amava in modo indescrivibile. Non come se camminasse sulle acque o fosse terra, luna e stelle.

Era diverso.

Era aria.

Era una necessità.

Era l’ultima parente che avevo ed era la sua ragione di vita.

Così, ci siamo aggrappati l’uno all’altra. Era l’unica cosa che potessimo fare.

Vance Crowe. Un nome, una garanzia. Colui che aveva già stuzzicato la mia immaginazione nei volumi precedenti.

Un cazzutissimo nativo americano in grado di rendere pan per focaccia a qualsiasi delinquente di Denver e dintorni. Dopotutto, non bisogna meravigliarsi che lui sia il cacciatore di taglie più bravo della Nightingale Investigations.

Ma Vance è anche un ragazzino dal passato non proprio roseo.

Un ragazzino fuggito di casa a soli 10 anni che ha dovuto affrontare, da solo, la strada e le sue brutture.

Un ragazzo che ha compiuto e rimediato ai suoi sbagli.

Un uomo che, per questo, quando capisce di volere davvero qualcosa se la prende. Senza se e senza ma.

E chi se non lui, con il suo background e il suo essere, poteva gravitare nell’orbita di Law, costantemente impegnata a salvare il mondo, ma mai se stessa?

«A parte la mia moto, non ho mai avuto niente di importante nella mia vita, niente che fosse stato soltanto mio. Sempre scarti, avanzi, cose di seconda mano. A volte ho persino dovuto cercare da mangiare nei cassonetti. Mia.».

Care Dame, secondo il mio parere, questo è senz’altro il miglior volume finora pubblicato della serie. Infatti, nonostante la mente della Ashley concepisca, generalmente, storie molto simili tra di loro, trovo che questa abbia una marcia in più.

Ho particolarmente apprezzato il fatto che, questa volta, -e non è una nota di demerito per le altre protagoniste- Law sia stata disegnata come una donna non in balia degli eventi, anzi.

Jules sa cosa vuole.

Jules sa per chi combatte.

Jules scende, consapevolmente, in campo per difendere e lottare per la memoria di un ragazzino a cui è stata strappata, fin troppo presto, la vita.

E lo fa armata fino ai denti e circondata da tre vecchietti -Zip, Heavy e Frank- che la spronano e le danno il supporto necessario ad affrontare la sua, e anche un po’ loro, battaglia personale contro il mondo.

E poi c’è Vance. Gesù, Vance.

Un uomo straordinario -sexaggine a parte-.

Un uomo che, con tutta la sua impetuosità, stravolge la vita di Jules e come un uragano vi trascina tutti coloro che lo circondano.

Ed è così che Jules, un po’ ingenua e inesperta nelle relazioni umane, si ritrova circondata da una famiglia caotica e numerosa.

Proprio lei che ha perso la sua di famiglia in tenera età, in un terribile incidente. Proprio lei che a cui Zia Reba, l’ultimo legame con le sue origini, è stata strappata dalle mani.

E amore, quindi, vuol dire dolore. Legami vogliono dire sofferenza. Casa vuol dire un posto disabitato.

E Jules non lo sa, proprio per niente, se è pronta ad affrontare tutto ciò. Non crede di volerlo.

Ma noi lo sappiamo che quando le Rock Chick e gli Hot Bunch entrano in campo, queste donne non hanno poi tanta libertà di scelta.

E quindi, che si fa? Li si accoglie, con difficoltà, nella propria vita. E loro la mettono sottosopra, si fanno spazio a pugni e sgomitando finché non acquisiscono un posto, di diritto, all’interno del loro cuore. E anche nel nostro, direi.

Nulla può una povera donna, nonostante le sue reticenze, contro la forza di un nutrito gruppo di pazzi –davvero, davvero pazzi- che non hanno intenzione di schiodarsi dal punto in cui si trovano.

Davvero magistrale la penna della Ashley che, alternando momenti di leggerezza e risate a momenti di importante spessore morale, riesce farci divertire e, allo stesso tempo, riflettere, quasi fossimo su una fantastica montagna russa di emozioni.

Ancora più brava, poi, nel creare uno straordinario corollario di personaggi secondari che non si può che amare: a partire dal dolcissimo e protettivo zio Nick, passando al chiacchierone Boo amante delle crocchette, a Roam e Sniff, i suoi problematici ragazzi di strada.

E non dimentichiamo il pazzo Tex e la combriccola del Fortnum’s, che amo sempre riabbracciare in ogni volume di questa serie.

Un romanzo che vi terrà, senz’altro, incollate alle pagine con trepidazione e ansia.

Un romanzo ricco di mille sfaccettature.

Un romanzo impregnato di amore, passione, scazzottate, amicizia e risse da bar. Dopotutto, che romanzo della Rock Chick sarebbe se, almeno una volta, le nostre protagoniste non dovessero trascinare per i capelli delle qualunque gatte morte che ci provano con i loro uomini.

Un romanzo che, secondo il mio parere, amerete. Chi sarebbe la pazza scriteriata che non amerebbe un libro con all’interno Vance Crowe, scusate?

Tenetevi, quindi, pronte ad ogni evenienza e, soprattutto, preparate un bel bagno freddo perché il fantastico -e caliente- Luke Starksarà qui presente a preparare il terreno per quella che, nel prossimo volume, sarà la sua storia con una vecchia conoscenza spuntata dal suo passato.

Siete pronte? Io non vedo l’ora. A quanto pare il prossimo sarà il volume più apprezzato dell’intera serie dalle nostre amiche lettrici di oltreoceano. Gnam gnam!

Ah, quasi dimenticavo, piccola nota di demerito per la Newton Compton. Chiedo forse troppo se spero di trovare un po’ più di attenzione nelle traduzioni e nell’editing? Ci sono dei piccoli -e non- errori e delle sviste che, purtroppo, a volte confondono un po’ le idee e che con un po’ più di cura si potrebbero tranquillamente evitare.

Anyway, al prossimo volume, pronte ad affrontare una nuova, grande avventura con i pazzi abitanti del Fortnum’s che, ormai, sono un po’ come la nostra casa.

«Jules, tesoro, casa non è un luogo fisico. Casa è ovunque, basta che ci siano le persone che ami».

Baci, vostra Laura.