«…ho un cuore vichingo. E con questo cuore, non posso temere di amarti con coraggio e audacia. Ella, provo un amore violento per te, di quel genere che ti divora dentro, che influenza tutto ciò che faccio. Questo amore violento potrebbe spaventarci entrambi di tanto in tanto, ma è mio ed è tuo». Si ferma e il suo sorriso si fa più grande. «Eccezionalmente tuo».

The Wild Heir

Karina Halle

contemporary romance

Newton Compton


La Royal Romance Series

Nordic Royals

1. The Swedish Prince (Il principe svedese)

2. The Wild Heir 

3. A Nordic King (Un cuore di ghiaccio)

4. The Royal Rogue

Un matrimonio di convenienza di proporzioni reali
A un primo sguardo posso sembrare il classico bel ragazzo pieno di donne e autostima. Ma c’è molto di più. Non sono un playboy qualunque, sono il Principe Magnus di Norvegia e la mia ultima avventura potrebbe aver messo in imbarazzo l’intera famiglia reale. Quindi ora l’unico modo per salvare la faccia è costringermi a mettere pubblicamente la testa a posto, sposando una ragazza nobile che faccia riguadagnare consensi alla monarchia. In caso contrario, verrò estromesso dalla linea ereditaria. La donna scelta per me è la Principessa Isabella del piccolo regno del Liechtenstein. Isabella è bellissima e intelligente, certo, ma questo matrimonio di facciata non piace né a me né a lei. Mi considera uno sbruffone superficiale e temo che sia intenzionata a mettermi i bastoni tra le ruote per il resto della vita. Potrà mai funzionare?

Ed ecco Magnus.

Magnus di nome e di fatto. 

Magnus, Principe Ereditario di Norvegia.

Beffardo, sornione vichingo Magnus, tutto sregolatezza (in ogni ambito…e non serve aggiungere altro) e fascino, protagonista di The Wild Heir, ultimo volume della Nordic Royals, anche se concepito originariamente come intermezzo nella serie. Potrete godervi infatti la presenza degli altri reali amici e compagni di avventure, dal giovane principe svedese con cui hanno un rapporto cameratesco ironico e scanzonato (la fuga tra le montagne sarà spassosissima) al re austero e carismatico di Danimarca, che già avete imparato ad amare follemente.

Adesso fermiamoci un attimo sulla cover.

No, intendo LA COVER. Con il suo TITOLO. 

The Wild Heir.

L’erede selvaggio. E questa è la storia di un erede, di uno spirito selvaggio.

Deliziosamente sbalorditiva. Tanto quanto insipida, inconsistente, fuorviante e inutile quella italiana. Per non parlare della manchevolezza del titolo scelto.

The Wild Heir è una storia slow burn, un royal romance e una arranged marriage ma è anche molto di più. Il matrimonio di convenienza, l’ambientazione nel mondo patinato e affascinante delle casate reali è solo parte del suo fascino. Il crepitio del desiderio, alimentato in modo lento e continuo fino all’esplodere della sensualità, è solo parte di questa storia.

Ora è il turno del ciclone Magnus. Magnus che è tanto, troppo, esagerato… una carica esplosiva di forza vitale e di energia, la sregolatezza incosciente, l’ impulsività e la passionalità incredibile in ogni aspetto della sua vita. Perché è controcorrente e inquieto, con la sua ansia di mordere la vita, di rompere le regole e di infrangere il perbenismo e l’etichetta di corte.

sono stato soprannominato “Magnus il Matto” per delle valide ragioni…ho sempre pensato che il fatto che fossi l’erede al trono non sarebbe mai diventato realtà. O che sarebbe successo a qualcun altro, anche se, nel subconscio, l’idea mi scatenava il panico. 

Travolgente, bello da mozzare il fiato, sexy da togliere il sonno… eppure vedrete che in questa forza della natura ci sarà un’incertezza e una vulnerabilità che appena si lascerà intuire vi farà amare profondamente questo personaggio. Nella perfezione statuaria di questo corpo, nella bellezza divina e nella sua forza inarrestabile di sfidare tutto e tutti ci sarà questa fragilità che renderà il personaggio più umano, più vicino e più interessante, anche più complesso.

Quando sei un membro della famiglia reale e fai qualcosa di stupido, tutto il mondo, senza contare l’intera nazione, vogliono dire la loro. E io sono il Principe di Norvegia, erede al trono, e il mio ultimo scandalo ha riportato indietro di cent’anni l’immagine pubblica del paese.

L’inizio della storia è un plot abbastanza conosciuto che però viene reinterpretato dall’autrice e rinnovato anche in questo caso, superando un inizio un po’ lento come ritmo. Già tuttavia all’interno delle dinamiche di corte e nelle sequenze che introducono i personaggi, impostando la storia del matrimonio riparatore che possa dare lustro e fa recuperare prestigio e credibilità alla corte, si nota qualche scintilla di innovazione nei personaggi secondari godibilissimi come la cosiddetta “dama di compagnia” e gli assistenti del principe ereditario o alle sorelle che meriterebbero un romanzo.

Magnus l’ha combinata grossa, deve riparare

Mia madre mi guarda e gli occhi le si riempiono di lacrime. Merda. «Se non vuoi abdicare, allora sarai re. Prima di quanto pensi, prima di quanto sperassimo. Dopo tutto quello che hai fatto passare a questa famiglia con le tue feste, le donne e i tuoi dannati sport estremi, devi farti avanti ed essere l’uomo che vogliamo che tu sia. Abbiamo bisogno che tu faccia la cosa giusta, che sposi qualcuno con cui farti una famiglia e che tu faccia tutte quelle cose che dovrebbe fare un re». È troppo da sopportare

E l’unica possibilità è sacrificare la sua libertà, deve sacrificare se stesso, deve rinunciare alla sua ribelle irrequietezza.

Magnus è un principe cattivo, ha una reputazione pessima. Magnus vuole diventare re, per farlo dovrà mettere la testa a posto e sposarsi. In caso contrario, dovrà abdicare. Non c’è scelta, deve prendersi le proprie responsabilità. Oneri e onori.

«Quindi mi darai questa lista e ti aspetti che io scelga una ragazza e che poi ci sposeremo e basta?» «Una cosa del genere». Il cuore ricomincia ad accelerare solo all’idea, mi sento soffocare. «Tu lo sai che non è così che va il mondo». «È così che va il nostro di mondo, adesso, in questo momento». «Il matrimonio non mi cambierà». Lui ridacchia. «Oh, lo farà. E in meglio. E più di tutto, ti cambierà agli occhi del pubblico e adesso è l’unica cosa che ci importa davvero». «Più dei miei sentimenti, più della mia libertà». Questo lo spinge a guardarmi in modo duro. «Magnus. A volte ci sono cose più importanti dei tuoi pensieri e dei tuoi sentimenti. Questa è una di quelle volte». «Tu amavi mia madre».

Magnus, il principe di Norvegia, è sconsiderato, selvaggio e ribelle. È impulsivo e le sue buffonate sono uno schiaffo al perbenismo.

La pudica ambiziosa Principessa Isabella di Lichtenstein è seria, riservata e responsabile.

Eppure…si rivelerà davvero una sfida

«Ma la cosa giusta da fare non è annullare tutto?», dice. «Insomma, secondo te». Dio, sono stanca. I miei neuroni sono esausti e le mie ossa sfinite. Eppure c’è qualcosa che mi impedisce di dire di sì alla sua ultima domanda. Forse è la promessa di rispetto. Di potere. Di una voce per apportare dei cambiamenti che non mi sarei mai sognata. Faccio solo un cenno di assenso. «Adesso ho proprio bisogno di dormire. Magari ci vediamo domani mattina». Magnus aggrotta tanto le sopracciglia da unirle. «Non riesco a credere che tu ci stia pensando sul serio». «Io non mi farei illusioni…Non ti sposerò, Altezza. Né per amore, né per i tuoi obblighi, né per il tuo paese. Mi sacrificherei con piacere per cose a cui tengo, ma non tengo a te. Sei un estraneo, così come io sono un’estranea per te e questo non cambierà mai. Mi dispiace, ma dovrai tornare alla tua lista e trovare un’altra donna che prenda il mio posto»

Un uomo e una donna in una situazione di convivenza forzata che sono inevitabilmente attratti… l’alchimia tra di loro è fortissima, una sfida e una sorpresa. Due settimane per un test, per verificare se possono davvero accettare questo matrimonio folle, per devozione, per dovere, per un disperato senso di responsabilità. 

Ella, quasi una Jane Eyre in una Thornfield Hall norvegese, si ritrova coinvolta in un inevitabile gioco di seduzione che lentamente diventa qualcosa di molto più forte e di molto più maturo 

Di solito ho difficoltà a concentrarmi sulle persone: insomma, riesco a guardarle ma non proprio a vederle. Con lei, invece, è come se avessi i paraocchi. Non potrei distogliere lo sguardo neanche se volessi. E lo voglio. Per quanto questo “fidanzamento” sia folle

Odio ammetterlo, ma m’intriga. Non vorrei, perché è un tale cliché trovare interessante il cattivo ragazzo, quello ricco, quello reale, e perché il mondo è pieno di quel genere di ragazza. Tuttavia, c’è qualcosa in lui che cattura la mia attenzione, qualcosa che mi alletta a livelli davvero profondi ed essenziali. È come se parlasse al mio corpo, non al mio cervello. Devo ricordare costantemente a me stessa che non è il mio tipo

Dopo un inizio in sordina,  in questo scenario quasi da romanzo ottocentesco, i due protagonisti iniziano a conoscersi, a conoscersi realmente, per cui cadono le maschere e si rivelano le fragilità, le emozioni. Complice anche una trovata geniale e bizzarra di Magnus, un giochino test della verità provocatorio ma efficace. Così iniziano ad annusarsi, a studiarsi e punzecchiarsi. La giovane principessa si rivela una donna sensibile, determinata, intelligente ed estremamente saggia, in grado di tener testa e sfidare Magnus il terribile in modo impertinente e sexy.  Magnus comincerà a mostrare alcuni lati del suo carattere che trasformeranno lo stereotipo dei tabloid e del jet set in un uomo con il peso della corona e di una infanzia difficile sulle spalle, terribilmente affascinante nella sua complessità.

Suppongo che il problema sia essenzialmente il fatto che voglio guardarlo. È come un sole rosso e, benché ti sia concesso di guardarlo solo brevemente tu vorresti fissarlo con impudenza e assorbirlo tutto. Ogni suo scintillio fiammante, ogni suo raggio danzante, tutta la sua tempesta divampante.

«Solo perché tu lo sappia, più diventi sfacciata con me e più penso a quali altre cose la tua bocca è in grado di fare». Lei si irrigidisce e cerca di divincolare il polso, ma io la trattengo. «Sei un bruto». Sollevo le sopracciglia e sorrido. «Un bruto? Mi piace. Non c’è anche un’acqua di colonia con questo nome?». Lei mi guarda con rabbia. «Sei un cavernicolo. Non hai classe». «Ahia», dico prendendola in giro e passando il pollice sulla pelle morbida dell’interno del suo polso. Faccio un passo verso di lei. «Hai insultato il mio rango sociale. Come farò a riprendermi? Lo so, forse un giorno sarò re. Questo dovrebbe risolvere i problemi di classe». «Avere un alto ceto sociale, soldi e una posizione di potere non hanno niente a che vedere con la classe e lo sai. Potrai anche essere re, ma sarai un re rozzo». «E quindi non avrebbe senso avere una regina dolce al mio fianco? La vita è una questione di equilibri». «Non sono dolce e tu lo sai».

Dio, potrei baciarla in questo momento. Perché diamine ho acconsentito a dividere il mio tempo con lei anche con Viktor ed Einar? Quella fitta acuta di paura che ho cercato di ignorare negli ultimi giorni si ripresenta ed è letale. Davvero non ci resta molto tempo. «Stai bene?», mi chiede dolcemente, accigliandosi mentre mi guarda. Scuoto la testa. «Sì. Scusa. Avevo la testa da un’altra parte». «Ci sono abituata», mi dice e poi mi tocca gentilmente il braccio, come se mi volesse dire che lo sa, come se mi volesse dire che è lì con me.

Helvete. Ho bisogno di qualcosa da bere.

Inconsciamente, inconsapevolmente, inevitabilmente, si ritrovano per senso dell’onore e per responsabilità, forse per tanti irrisolti con le rispettive famiglie, impegnati in questo matrimonio. Nel matrimonio del secolo. Piano piano tuttavia incominceranno davvero a sostenersi, a innamorarsi perdutamente. E a lasciarsi consumare.

Avere del potere e una voce. Avere la possibilità di far la differenza nel mondo. Avere il rispetto della gente. L’ammirazione di mio padre. La ragione principale per cui dovrei dire di sì è la più semplice: la speranza. Non so cosa mi riservi il futuro, ma so quale futuro potrebbe darmi maggiori speranze. Ed è quello con Magnus. Ho una marea di speranza nascosta nel mio cuore per lui…mi spinge a volermi arrendere, a essere assolutamente selvaggia e disinvolta con quest’uomo. A essere la persona che ho avuto paura di lasciare libera. A essere completamente disinibita

Stiamo parlando di Magnus, in fondo. E io sono pazza di quest’uomo bellissimo. Del mio fidanzato. Del mio Principe.

Voglio distruggerlo e voglio che lui distrugga me. Il desiderio, il potere sono inebrianti. Un giorno lui dominerà questo paese. Adesso voglio dominarlo io

Completamente sua.

Anche in questo caso l’autrice, attingendo a qualcosa di estremamente personale, che non voglio svelarvi, ha saputo reinventare il genere e farci rinnamorare della favola. Quest’ultimo appuntamento si distacca dal Royal Romance e diventa una storia d’amore bellissima, in cui i personaggi rendono speciale il loro amore.

Magnus ed Ella percorrono un viaggio avventuroso, una corsa selvaggia e spericolata, attraversano molte fasi nella loro relazione in rapida evoluzione e vivono pienamente, in modo appassionato, ogni istante. Emozioni complesse, intensissime: dalla diffidenza alla forte attrazione, dalla curiosità all’interesse e all’ammirazione, dalla stima al rispetto, dalla gelosia al languido morso del desiderio, nella crescente tensione sessuale.

E mentre Ella legge, gli occhi mi si chiudono e mi perdo. Non in un cervello in corsa. Non nel mondo della terra di Mezzo. Mi perdo nei miei sentimenti per lei. E per la prima volta, non voglio essere trovato

Questa donna è la mia regina e non me lo scorderò mai e poi mai. 

Sexy, dolce e ironico, popolato da personaggi piacevolissimi e intriganti (godetevi le nostre vecchie conoscenze tra le teste coronate), The Wild Heir è un salto nel vuoto, tra i paesaggi innevati aspri e mozzafiato, di questa terra. Così simile al suo erede selvaggiamente magnetico. Un dio norreno che vive e ama furiosamente.

E come ricorda l’autrice…Siate coraggiosi, siate forti. Amate con un cuore vichingo.

«…ho un cuore vichingo. E con questo cuore, non posso temere di amarti con coraggio e audacia. Ella, provo un amore violento per te, di quel genere che ti divora dentro, che influenza tutto ciò che faccio. Questo amore violento potrebbe spaventarci entrambi di tanto in tanto, ma è mio ed è tuo». Si ferma e il suo sorriso si fa più grande. «Eccezionalmente tuo».

Saffron