Ciao Amici,oggi Rachele ci parla in anteprima de “IL VENTO DI PONENTE”,racconto storico autoconclusivo di Macrina Mirti.In uscita il 12 luglio per Delos Digital.

il vento

Titolo:Il vento di Ponente

Autrice:Macrina Mirti

Editore:Delos Digital

Pubblicazione:12 luglio 2016

Genere:Racconto storico

Autoconclusivo

Prezzo:2,99 ebook

SINOSSI

Una storia di amore e passione nell’Anno di Grazia 1378

Anno di grazia 1378. Dopo aver tradito la sua regina e il suo amante per impadronirsi di uno smeraldo dall’inestimabile valore, Annette, già dama di Giovanna d’Angiò, viene venduta a una compagnia di meretrici e di attori girovaghi. Legata come una bestia feroce a un carretto trainato da un mulo, insieme ai suoi nuovi compagni attraversa l’Appennino per raggiungere la costa adriatica. Durante una sosta a Ravenna, un gabelliere la violenta e tenta di ucciderla, ma uno degli attori della compagnia, Goffredo, la salva, pugnalando a morte l’aggressore. I due, però, sono costretti a fuggire per evitare la vendetta del signore del luogo.

Macrina Mirti è sposata e insegna Italiano e Storia nella scuola secondaria superiore. Ama suo marito, il suo lavoro e i suoi gatti, di cui non può fare assolutamente a meno. Per Delos Digital ha pubblicato nella collana “Senza Sfumature” i racconti lunghi “Il dolce sapore della vendetta”, “Finiamola qui” e il romanzo “Una donna responsabile”. Nella collana “Passioni Romantiche” sono già usciti i racconti storici “Il canto del cuore” e “Le ragioni del cuore” e il romanzo contemporaneo “Un fiuto infallibile per i bastardi”. Nel frattempo, ha anche pubblicato (sotto altro nome) un racconto per la collana Delos Crime e un romanzo horror in Odissea Digital. Le piace leggere e scrivere di tutto, per cui ama cimentarsi in generi letterari diversi.

 

RECENSIONE DI RACHELE

Annette è una nobildonna al servizio della regina Giovanna, ma la sua relazione clandestina con il mercenario Guiscardo la porterà a sconvolgere completamente la sua vita: da ricca dama di compagnia della regina di Napoli, a prigioniera povera e in pericolo di vita; da giovane donna travestita da ragazzo muto a contadina libera da costrizioni e vincoli in una comunità di eretici; da giovane sposa francese priva di scrupoli a  donna matura che riesce ad accantonare l’odio per aprirsi ad un sentimento puro e sincero mai provato in maniera così totalizzante: l’amore.

Sullo sfondo delle varie peripezie che caratterizzano il romanzo c’è la ricerca di uno smeraldo, finito in mano a dei mercanti corrotti, amici di Guiscardo che, per avidità, non si farà scrupoli ad affidare annette ad una compagnia di meretrici e saltimbanchi diretti a Ferrara.

Qui annette incontrerà Goffredo un bizzarro attore girovago che, dopo averle salvato la vita, le dichiarerà il suo amore e la guiderà nuovamente verso Napoli perché la giovane possa farsi giustizia.

Ma la vita, ancora una volta, cambierà le carte in tavola e annette scoprirà la vera identità di Goffredo; questa scoperta farà in modo che la ragazza prenda consapevolezza di se stessa e dei sentimenti contrastanti che affollano il suo cuore: chi avrà la meglio? Il sentimento per Goffredo così puro e disinteressato come annette non ha mai provato, o la paura di essere vittima delle conseguenze dei suoi errori passati e della sua sete di vendetta che ormai sembra sopita?

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Il vento di ponente è un romanzo storico, di facile e scorrevole lettura.

Personalmente avrei voluto che l’autrice avesse approfondito e delineato  maggiormente  i personaggi che sembrano essere solo sfiorati dalla narrazione sia nelle descrizioni fisiche che nelle descrizioni intime e psicologiche che, a mio avviso, darebbero un taglio diverso al romanzo.

La storia sembra sfuggire dalle mani del lettore, senza dare mai la sensazione  di renderlo partecipe o coinvolgerlo completamente, in quanto i passaggi da una location all’altra o da un personaggio all’altro sono abbastanza superficiali e semplici….

La stessa annette, ad esempio, personaggio su cui si costruisce tutto il romanzo, al di là di alcune caratteristiche fisiche che la contraddistinguono, non viene mai analizzata in maniera completa, o non vengono dati al lettori gli elementi salienti per poter fare questo tipo di analisi in autonomia, e per capire appieno il cambiamento che sottintende tutto lo svolgersi del romanzo.

Inoltre, vengono introdotti personaggi che potrebbero rivelarsi come personaggi chiave o in grado di dare una svolta alla storia, ma che poi si rivelano senza spessore o che addirittura si perdono.

Il linguaggio utilizzato è semplice e scorrevole, tuttavia  non riesce a dare il giusto spessore alla storia, che, facendo appunto parte del filone storico, dovrebbe delineare in modo più esaustivo la collocazione temporale degli eventi.

 La valutazione risente del fatto che è un romanzo autoconclusivo, perché anche la gestione del racconto e della conclusione sono troppo frettolosi e lasciano la sensazione  che molto non sia stato detto e molto non si sia ancora compiuto.

Alla prossima

Rachele

 

STORIA

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