Sono questi gli amori veri e duraturi, fatti di storie apparentemente impossibili, ma una volta intrecciati diventano indissolubili

Autore: Carlotta Pugi

Titolo: La melodia delle piccole cose

Casa Editrice: Leggereditore

Genere: Contemporary Romance

Prezzo Ebook: 4.99€

Prezzo Cartaceo: 17.00€ 

Data di Uscita: 12 Settembre (Ebook), 26 Settembre (Cartaceo)

Trama

Cecilia Rachel Romano, per i fan di tutto il mondo Moonlight, è una popstar dalla voce potente, il ritmo nel sangue e un carattere esplosivo. Il suo tour mondiale è alle porte e dato il successo cui è destinata, la casa discografica le impone di collaborare con Ludovico J. Alberti, un genio della musica che sembra irritato tanto dalla sua ecletticità quanto dai suoi pezzi pop. Nonostante l’esuberanza dell’una e l’apparente invulnerabilità dell’altro, i due si trovano a convivere sotto lo stesso tetto, costretti in una collaborazione che ne metterà a dura prova i nervi. Nella meravigliosa cornice di Cortina d’Ampezzo, le loro personalità entrano in collisione, emergendo per quelle che sono: un vulcano con le ali da farfalla lei, un astro che sembra inamovibile lui.

Recensione

Care Dame, è per me un piacere parlarvi del nuovo libro di un’autrice che si mostra sempre più sorprendente nella capacità di raccontare e dar vita ai sentimenti: Carlotta Pugi.

Questo è un romance dalle tinte delicate, leggere, briose e al contempo intense, profonde, intimiste e potenti, proprio come la dicotomia data dal bianco e nero che si inseguono sui tasti di un pianoforte.
Ed è proprio la musica il magico collante di questa storia, i due protagonisti la vivono, la assorbono, la sprigionano e con essa si esprimono.

Ha un’energia così potente che ti cattura e ti inchioda in un mondo dove ogni nota attende solo di essere presa da lui…

Justice si concentra su quel registro unico che arriva a farlo fremere dove non dovrebbe e si trova a odiarla un po’ di più, perché non dovrebbe riverberargli dentro come il Valzer dei fiori di Tchaikovsky.

Moonie, per tutti Moonlight, è una camaleontica popstar con tutto il corollario di lustrini e paillettes, sorrisi flashanti ed audacia nel “vendersi” al pubblico, che ne consegue.
Ha sofferto in passato ed è rimasta disincantata e delusa ed ha perso pezzi di sé nel cammino che l’ha portata ad essere icona nel panorama musicale e nei cuori di milioni di fans.

Moonlight è la regina del pop planetario. Molti si chiedono come possa contenere tutta la sua potenza vocale in quel corpo minuscolo, ma lei risponde che è fatta solo di voce.

Quegli occhi… sembra che il cielo si sia trasferito in quelle iridi. Enormi ed espressivi come i migliori manga giapponesi.

Justice, al secolo Ludovico J. Alberti, è un direttore di orchestra, un musicista straordinario, un enfant prodige, definito un orecchio assoluto e relativo dai più illustri esperti.
I ricordi di un terribile passato gli hanno scavato dentro una voragine che riesce ad ottenebrare soltanto quando la musica, suo rifugio da sempre, irrefrenabile lo trascina.
Incapace nei rapporti sociali quanto eccelso nell’incantare gli astanti con le celestiali note che sprigiona.

Tanto schivo quanto è rude la sua bellezza. Le mani tatuate volano sui tasti d’avorio raggiungendo vette di sublime bravura,mentre l’ebano rispecchia la sua anima.

 Il mio sguardo viene calamitato da un paio di occhi profondi. Scuri come il cioccolato fondente. Immobili e impenetrabili. Un paio di occhi bellissimi che appartengono a un uomo di cui stimo la capacità artistica, ma di cui odio la personalità.

Questo libro inizia in punta di piedi, orme quasi delicate, inframezzate da saltelli dovuti alle divertenti schermaglie dei due protagonisti e delle figure che gravitano loro intorno.

«Lui è abituato così.» È la spicciola spiegazione di Moonlight, che lo incoraggia con una pacca sulla spalla. «Arriva, agita la bacchetta e fa la magia. È Merlino sotto mentite spoglie, in realtà.»

Entrando nel vivo della storia, la mente viene irretita dagli avvenimenti fino ad un crescendo finale che regala sospiri e batticuore.

Evitando di entrare nei particolari, posso dire che fra Justice e Moonie non corre il filo della simpatia, ma si troveranno ugualmente a conoscersi ed andare oltre le maschere indossate in pubblico. La solitudine dell’uno e le insicurezze dell’altra saranno messe a dura prova. Pregiudizi, orgoglio e cinismo andranno combattuti e superati per scoprire affinità intellettive ed emotive.

Vi faranno sorridere in molte spassose scene perché la lingua di Moonie sa essere affilata (e arcaicamente fantasiosa: l’ho adorata anche per questo!) quanto i silenzi scostanti di Justice.

«Anche a me stai simpatico quanto un follicolo pilifero sul sedere a cui si è infiammata la ghiandola sebacea» conviene. «Quanto cosa?» «Un brufolo.» La sufficienza nello sguardo. Lei guarda con sufficienza lui. Il sangue gli ribolle nelle vene…

In questo loro frangente non saranno soli. A colorare le loro scene di pennellate accattivanti ed ironiche saranno diverse figure, personaggi secondari talmente ben definiti e vividi, quasi da oscurare, talvolta, gli stessi protagonisti. Una fra tutti, Regina, la factotum di Moonie o meglio definita Stronzctotum XD
Si impone sulla scena esattamente come rispecchia il suo nome, la sua irriverenza e la sua sagacia vi strapperanno risate e ve la renderanno cara. Ed è una figura che ha tanto da raccontare e per cui farsi amare….come noterà un certo “yeti albino” ma basta ho detto anche troppo XD

«Non è che tu e Bacchetta magica avete intenzione di smettere di uccidere la vostra libido e iniziate…» gesticola. «Tipo tu potresti iniziare a suonare il suo flauto?»

Non mancheranno quindi frizzante humor, dolcezza e sensualità nella loro forzata convivenza.

E Vivere la loro storia sarà un eterno chiaro scuro, la luminosità delle sensazioni che avvertono gravitandosi intorno e che sussurra alle loro anime e l’ombra delle armature solide che sono abituati ad indossare e forse dei segreti che li dividono.

Ma la musica è magia e riuscirà a fondere in un’unica meravigliosa nota di colore le loro divergenze e convergerle in un passionale assolo di cuori.

Le nostre mani a creare qualcosa di unico. La sua voce ad amalgamare tutte le nostre insormontabili differenze. Perché la musica annulla e unisce tutto…

E, nello specifico, ragazze, vi posso assicurare, che non guarderete più un pianoforte allo stesso modo;)

La sollevo contro di me mentre approfondisco il bacio. Le lingue ingorde. Le mani curiose. Le sue cosce mi stringono i fianchi, mentre mi ghermisce i capelli…

 I suoi occhi sono su di me mentre sprofondo in lei. Il pianoforte che stride e i nostri corpi giunti, incastrati. Immobili se non fosse per i nostri respiri eccitati e profondi… 

 Esplodo sotto di lui e soffoco un grido contro il suo collo caldo e sodo. Assorbo il piacere che si muove dentro di me come la lama di un coltello. Le note incoerenti del pianoforte risuonano insieme ai nostri gemiti..

Saranno attimi sublimi destinati a cambiar loro l’esistenza, anche se la vita è costellata di scelte ed alcune sono più sofferte e dolorose di altre.

Mi sta donando tutta sé stessa, come uno strumento musicale che non aspetta altro di essere suonato per poter ammaliare con la sua melodia. Si sta donando con lo stesso folle slancio con cui affronta la vita…

Ci trasformiamo in spiaggia e marea. Spuma e scoglio. Chiude gli occhi, esposta, inerme, abbandonata al piacere. Abbandonata a me. I nostri sguardi si incontrano per non lasciarsi più. Siamo labbra, emozioni e sensazioni. Corpo, cuore e anima. Aggrovigliati e complessi. Profondi e intensi…

Scendo fino a succhiare quella goccia di miele sulla morbida curva del seno. Mormora il mio nome…

Scende lungo il mio corpo, la lingua sui miei addominali e poi slaccia i pantaloni e scosta gli slip e… «Cazzo.» …mi fa suo e mi possiede…

Justice ci insegnerà che l’Amore è anche compiere un sacrificio per permettere alla persona amata e, forse, al futuro stesso, di poter avere basi più solide.

Ma sono l’unico a credere che tutto questo cristallo vada rotto per sfoderare il titanio di cui è fatta l’anima di Moonie?…

Una melodia perfetta si incide sul mio povero cuore che corre all’impazzata nel mio petto. Il sangue segue il ritmo assordante… Sto solo incidendo il mio amore nell’aria e lo faccio nell’unico modo che conosco...

Moonie commuoverà cantando la melodia del cuore, rinascendo come la fenice che impreziosisce la sua pelle eburnea e facendo nascere il fiore della speranza e dei colori armoniosi dell’arcobaleno, proprio laddove vi erano le macerie del più sordido dei dolori.

«‘Ti amo’ è la melodia delle piccole cose di cui è fatto l’amore.»

La scrittura è fluida e coinvolgente, la storia romantica e toccante e Carlotta è stata bravissima nel far immergere nei loro pensieri e sussulti del cuore con pov curati ed emozionanti. Sono le piccole cose che donano le emozioni più grandi, un’intrecciarsi di mani, un abbraccio che sa di casa, uno sguardo che sa andare “oltre”, un sospiro tremante che reca con sé il sapore dell’Amore. Un sentimento che al termine di questa bella e dolcissima storia ha per me, come per la protagonista, assunto la sfumatura del verde. Verde come l’erba che la primavera torna a far rinascere dopo che la coltre innevata dell’inverno le ha ceduto il posto; Verde come una tinta di capelli spumeggiante e scintillante come colei che la sfoggia; Verde come la speranza verso il futuro che l’Amore torna a far rinascere più forte che mai.

 «Innamorarmi di te è stato…» «Naturale.» Annuisco. «Nella mia vita solo suonare è stato facile come amarti.»

Seguo da tempo Carlotta Pugi, ho letto tutti i suoi libri e nonostante tutte le sue storie mi siano piaciute, è inconfutabile quanto, nel tempo, sia cresciuta come autrice. Sa trattare argomenti delicati e sofferti, come dimostra anche questo libro, con tatto, sapienza e capacità, riuscendo a non essere superficiale pur non rendendo pesante la lettura di un romanzo, atto a far sognare come ogni storia d’amore degna di tale nome… proprio come questo libro che vi lascerà un sognante e dolce sorriso e che vi consiglio.

Alla prossima!

Mery

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