Un nuovo capitolo de Le Sette Sorelle di Lucinda Riley

La ragazza della luna

Sette stelle, sette sorelle, sette libri per sette storie pronte a farci emozionare

La ragazza della luna

Le Sette Sorelle Vol. 5

Lucinda Riley

SINOSSI:

Dai paesaggi incontaminati della Scozia allo splendore assolato della Spagna, il quinto magico episodio della saga bestseller delle Sette Sorelle. 
Sono trascorsi ormai sei mesi dalla morte di Pa’ Salt, e Tiggy, la quinta delle sorelle D’Aplièse, accetta un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird. In questo luogo selvaggio e completamente isolato nelle Highlands scozzesi, si dovrà occupare di una razza felina a rischio di estinzione per conto di Charlie, l’affascinante proprietario della tenuta. Qui Tiggyincontra Cal, il guardacaccia e coinquilino, che presto diventerà un caro amico; Zara, la figlia adolescente e un po’ ribelle di Charlie e Zed Eszu, corteggiatore insistente nonché ex fidanzato di una delle sorelle. Ma soprattutto incontra Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín. Davvero una strana coincidenza, ma Tiggy ha sempre avuto un intuito particolare, una connessione profonda con la natura. Questo incontro non è casuale, è parte del suo destino e, quando sarà pronta, non dovrà fare altro che seguire le indicazioni di Pa’ Salt e bussare a una porticina azzurra nel Cortijo del Aire, a Granada.

Recensione:

Un altro viaggio alla scoperta del passato, e questo viaggio, che ha per protagonista Tiggy, la più spirituale delle sorelle D’Aplièse, è davvero particolare, perché a farci da accompagnatore c’è una sottile vena di sovrannaturale che rende la storia davvero magica. È splendido essere trasportati all’interno di una cultura che fa delle proprie tradizioni una ragione di vita e della propria appartenenza un marchio indelebile. Il popolo gitano è in questo volume innalzato e omaggiato, in maniera così sublime, che diventerà difficile per il lettore non adorarlo. La storia comincia, però, nella fredda scozia, dove Tiggy accetta un lavoro molto particolare, ovvero la salvaguardia di una specie felina a rischio, per conto dell’affascinante Charlie, di professione cardiologo, ma anche tenutario di Kinnaird, una tenuta in stato di decadenza. Qui ha modo di incontrare Chilly, un vecchio zingaro che ha il dono della predizione. Sarà lui, che già sapeva dell’arrivo di ragazza, a raccontarle la storia della sua famiglia, partendo dalla nonna, Lucia Albaycìn, detta “La Candela”, la ballerina di flamenco più famosa di Spagna e del mondo. Si parte da Lucia bambina, dal “dono”, il talento di cui ella è possessore, che il padre senza scrupoli, Josè, non si attarderà a sfruttare, per poi passare attraverso la fame, la carestia, la morte di uno dei fratelli di Lucia. Uno spaccato di vita che non risparmia l’orrore e la disperazione.

«Ricorda.» Meñique le sollevò il mento. «In questa vita difficile che conduciamo sulla terra, l’unica cosa che abbiamo è la speranza.»

Sarà la forza di Maria, la madre di Lucia, a tenere le redini di questa famiglia, accettando nel silenzio che la figlia segua il suo sogno, rinunciando a tutto, pur di vederla felice. Il talento della ragazza è così grande che in poco tempo riuscirà a sfondare e a portare il suo quadro in giro per tutta la Spagna, ricavando fama e denaro. Neppure la guerra riuscirà a fermare questa ascesa, perché, dopo essere arrivata in Portogallo, La Candela porterà la sua danza oltre oceano, conquistando l’America. Al suo fianco l’amore della sua vita, il famoso suonatore di chitarra Meñique. Ma arriverà il momento in cui questi la costringerà a una scelta: il ballo o la famiglia.

Con un balzo nel tempo facciamo ritorno ai giorni nostri, a Tiggy, che a seguito di un incidente nella tenuta, scopre di soffrire di una malattia cardiaca. Per fuggire ad un amore impossibile da essere vissuto, la ragazza partirà per la Spagna, dove incontrerà alcuni suoi parenti, tra cui Angelina, una donna con il dono della predizione e della guarigione. Sarà quest’ultima a proseguire il racconto che Chilly aveva lasciato in sospeso, narrando a Tiggy della scelta di Lucia di abbandonare Meñique e la troupe, per far ritorno in Spagna con la madre. Lucia scoprirà di aspettare una bambina, la cui triste storia verrà raccontata alla ragazza sempre da Angelina. La veggente aiuterà la protagonista a guarire dalla sua malattia, e le insegnerà come utilizzare il dono di cui anche lei è portatrice.

Ormai a letto nella camera, sentii il cuore calmarsi, come se il battito regolare della terra avesse rallentato e domato il mio.

Dopo un periodo di riposo in Svizzera, nella tenuta di famiglia, Tiggy farà ritorno in Scozia, dove finalmente troverà la sua dimensione e, al contempo, aiuterà la famiglia Kinnaird a risolvere i problemi che l’affliggevano.

La scrittura della Riley rimane sempre affascinante, anche se in questo volume la trama mi è parsa un po’ sotto tono. Nonostante il fascino della cultura gitana, e le nozioni che ci arrivano curate nei minimi dettagli, che per questo motivo soddisfano la nostra curiosità, ho vissuto la vicenda in maniera meno appassionata. La vita di Lucia ci viene presentata in maniera molto schietta, a tratti quasi dolorosa, mi sarei aspettata, come naturale conseguenza, dei personaggi dotati di maggior sensibilità, che mi facessero vivere la vicenda con maggior trasporto emotivo, invece, ho avuto l’impressione di leggere una cronistoria della famiglia, dove il sentimento amore è sempre stato tenuto in secondo piano. La scelta dell’autrice di dare più risalto all’accezione negativa del sentimento umano, non mi ha del tutto soddisfatto. Anche il finale, nonostante sia d’effetto, è risultato essere un po’ superficiale e frettoloso. Anche in questo caso avrei preferito un approfondimento psicologico del personaggio di Tiggy, che potenzialmente avrebbe dovuto essere la sorella più sensibile. Nonostante ciò, non mi sento di affossare questo romanzo, che si avvicina più alla narrativa che al rosa. Come già accennato, ho apprezzato molto gli scorci storici e culturali che in esso vengono descritti, che fanno della Ripley una garanzia. In particolare ho amato molto il riferimento al popolo gitano, agli usi e costumi, ma anche la tradizione olistica, ottimo veicolo attraverso il quale donare alla storia un’aura magica. Altra cosa che mi ha entusiasmato è la stretta connessione col mondo della natura, davvero molto enfatizzata, tanto da diventare il soggetto principale del racconto.


Quel pensiero, che mi fece sentire piccola piccola, smentiva la convinzione dell’uomo che si crede in grado di esercitare un potere sulla terra.

Attendo con ansia la storia di Electra, di cui al termine del libro abbiamo una piccola anticipazione, che si preannuncia essere molto particolare.

Curcuma