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SINOSSI

Caraibi, XVII secolo
Isabelle, figlia illegittima di una nobildonna e di un pirata, spera da sempre di abbandonare l’isola di Saint-Christophe e la locanda che gestisce, Il Cuore Insanguinato.
Un invito inaspettato sembra realizzare i suoi sogni, trasportandola nel mondo di lusso e ricchezze che era appartenuto a sua madre.
Ma l’ingenua e impulsiva Isabelle finirà presto con lo scoprire che l’alta società é dominata da segreti e inganni e che vogliono strapparle il suo bene più prezioso: la possibilità di decidere per se stessa.
E chi è Tristan Storm, l’affascinante capitano che di giorno lavora per la Marina, ma di notte governa una misteriosa nave dalle vele rosse?
Isabelle sa che è l’uomo sbagliato per lei, eppure se ne sente attratta in modo inesorabile. Ed è a Tristan che chiederà aiuto per salvare Saint-Christophe e la sua gente dalla distruzione.
Tra tagliagole senza scrupoli e duchi lascivi, tra cannoni e crinoline, questo romanzo vi trascinerà in rocambolesche avventure e vi farà vivere una storia d’amore travolgente come un’onda, impetuosa come l’oceano.

– Sinossi di Michela Piazza, scrittrice –

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SINOSSI

Caraibi, XVII secolo

Isabelle si è imbarcata sulla Strega Rossa insieme al fascinoso Tristan, ma oscuri presagi minacciano il loro amore appena nato e le le loro stesse vite.
La Marina ha dichiarato guerra ai pirati e tutti i Capitani si sono dati appuntamento all’impenetrabile Roccia del Diavolo per evitare lo sterminio.
Nel frattempo, Isabelle deve fare i conti col proprio passato, con la maledizione che grava sulla sua testa e nella quale Tristan sembra coinvolto in modo profondo e misterioso… Nel tentativo di sfuggire al potere dello spettro di Blackbeard, i due innamorati affrontano seducenti e dispotiche incantatrici, naufragi, belve feroci e persino il patibolo.
E, tra scenate di gelosia, notti di intensa passione e frasi inaspettatamente tenere, il rapporto fra il bel Tristan e Isabelle diventa sempre più profondo, ma non per questo meno burrascoso.
Un romanzo misterioso e sensuale, avventuroso e romantico, che si legge d’un fiato, ma resta a lungo nel cuore.

qualche riflessione

Tristan le depositò un bacio sulla cima della testa in silenzio. Isabelle sapeva che non le avrebbe risposto, e a lei stava bene. Guardava le due signore dei mari, il Boia e la Strega Rossa, che veleggiavano verso l’orizzonte, dirette a sud, verso quel luogo dal nome minaccioso che avrebbe ospitato presto la riunione della Fratellanza della Costa. Sarebbe stato pericoloso, stava andando incontro all’ignoto e la minaccia di Barbanera, suo padre, l’avrebbe accompagnata in ogni luogo da quel momento in avanti. Ma tra le braccia di Tristan, del suo Capitano così scontroso, sapeva di essere al sicuro. Non avrebbe più avuto bisogno di scappare. E il futuro non le faceva più paura.

Così abbiamo lasciato la protagonista Isabelle, uno spirito irrequieto, che anela alla libertà, una protagonista dall’incredibile energia vitale che aspetta solo di manifestarsi, di esprimersi nella ricerca del suo posto nel mondo. Capace di rischiare tutto, sfidare la sorte, abbandonando l’isola della sua infanzia, la sua vice madre adorata e Il Cuore insanguinato, la taverna diventata ormai la sua casa, per partire alla ricerca di se stessa, delle sue radici, perché la sua identità è ingombrante e scomoda, oscura.

Come la polena dell’Oblivion, la nave dell’ammiraglio Lord Taylor Harris Moore, il patrigno che la vuole riportare a casa, si sente costretta, punta  verso il largo ma si troverà in una prigione dorata nella capitale britannica della Giamaica del XVII secolo, proprio come sua madre, M.me Justine Ravenau, dalla bellezza diafana e delicata, data in sposa giovanissima a Lord Taylor Harriss Moore e costretta a seguirlo dall’Inghilterra, fino all’incontro fatale col vero padre di Isabelle: un pirata, il pirata dei pirati.

Imbrigliata dai compromessi, oppressa dalla convenzione sociale e dal perbenismo borghese, come una bambola di porcellana, tra corsetti e pretendenti, disposizioni della megera istitutrice, la signorina Peirce, nauseata dall’amoralità dell’etichetta e dalla politica con le sue ragioni di stato. Solo l’amicizia di una sorprendente dama di compagnia le è di conforto e poi uno scanzonato, mascalzone irresistibile capitano delle guardie (forse). Tristan Storm è la sua possibilità, la sua scelta, la sua passione.

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Così riprende il mare, per affrontare il lontano passato, sfuggente e misterioso, per inseguire il futuro dubbio e incerto, una fuga dopo l’altra. Il mondo sta cambiando, all’orizzonte si profilano nubi minacciose di guerra e segni premonitori di eventi incredibili. Incerto il destino dell’avamposto di St. James of the Plain, burrascosa  la rotta della Strega Rossa, impetuoso il legame con Tristan,  inquietante l’ombra arcana di suo padre che proietta maledizioni e presagi su chiunque le sia intorno. La parvenza di tregua instauratasi tra la Marina Britannica e i Fratelli della Costa dall’avvento del nuovo Governatore Morgan scricchiola in modo sinistro, lasciando presagire una sanguinosa guerra imminente. Il destino di Saint-Christophe è avvolto nella precarietà. I pericoli sono imminenti. Il destino si fa beffe di ogni certezza, di ogni illusione:

Era un pirata: ciò che al mondo Isabelle detestava maggiormente.

Si sente libera di decidere della sua vita ma braccata da una maledizione oscura, che allunga silenziosa gli artigli invisibili, lasciandole una sensazione di oppressione, che turba l’ironia e la vivacità di questo personaggio femminile brillante, la complicità meravigliosa nell’amicizia con l’amica Lorelay e i battibecchi gustosissimi nell’amore piccante con Tristan.

Resta un delizioso clima da vivaci canaglie, tuttavia facciamo un salto di qualità nella caratterizzazione psicologica, per questo tocco di mistero che avvolge tutto il romanzo in una nebbia intrigante

Yemaya e alla sua maledizione. – Gli uomini di tuo padre erano presenti. Erano lì con lui. Hanno visto cosa è diventato e molti di loro ne sono stati terrorizzati, tanto da decidere di abbandonarlo e rinnegare la fedeltà che gli avevano giurato. Nonostante avessero navigato insieme a lui per anni e conoscessero la sua spietatezza, ciò a cui si erano trovati davanti era così mostruosamente spaventoso da far loro credere che il BlackBeard che conoscevano fosse un tenero agnellino al confronto. Quelli che invece gli sono rimasti fedeli tenteranno ogni via per restituirgli ciò che brama. E per rompere la maledizione che lo possiede. Stavano cercando te, Bell

Sempre irrequieta, se Tristan è il mare, forte e mutevole, Bell è il vento, vibrante e imprevedibile.

Il vento le sferzò violentemente il viso, non lo aveva mai sentito soffiare così forte, sembrava quasi volerle sussurrare di andarsene

Cambia l’atmosfera in questo secondo capitolo, si fa suggestiva. Ogni istante nasconde un colpo di scena, ogni evento un risvolto improvviso, ogni scelta nel presente è mirata a stravolgere il futuro, condizionata dal passato imminente, che incalza, imperscrutabile e seducente. Piccoli indizi, sparsi nei dialoghi rubati e disseminati in uno scenario incredibile: La Roccia del diavolo. Il rifugio per chi non ha più patria, rinnegati e fuggitivi, per chi scappa da qualcuno o da qualcosa, per chi cerca qualcuno o qualcosa. Come Bell. Con caratteri analoghi a quelli di una visione, l’autrice ci introduce in questo contesto irreale, rarefatto, fantastico, dando alla narrazione un fascino indiscutibile.

…spuntata come per un oscuro incantesimo dalle acque dell’oceano che fremevano, ribollendo in onde schiumose e gorghi neri, come per risputare fuori il maleQuello che vedeva era ciò che di meno si sarebbe aspettata di trovare alla famigerata Roccia del Diavolo. Perché, nonostante il nome terrificante di quel posto, là dentro Isabelle sentiva di respirare un’atmosfera magica e in qualche maniera rassicurante

Questo è un rifugio sinistro, ambiguo come il destino, come l’identità di Bell e di tutti coloro che gravitano intorno alla sua famiglia. Nella vita della giovane non solo si agitano fantasmi del passato ma anche l’ombra dell’inadeguatezza e lo spettro della gelosia con la presenza molesta della moglie fedifraga, odiosa e dispotica di Tristan: Gwendolyne, che rivuole il capitano, il SUO capitano (assolutamente memorabile e degna di menzione la resa dei conti  con questa rivale agli alloggi delle ciurme: un esempio favoloso di strategia femminile da piratessa in amore!)

C’è stordimento, fascinazione e timore reverenziale, di fronte all’universo della pirateria, ai miti leggendari come quello della Signora delle Tempeste, ai codici non scritti e ai patti di uomini senza rispettabilità ma d’onore.

Quel mare aveva l’odore di profondità lontane, di acque fredde e di conchiglie, sapeva di fiori e di pioggia, come quando una tempesta proveniente dal sud bagnava la sabbia della sua isola. Era come se ogni nave, e ogni uomo che là dentro aveva trovato rifugio, avesse portato con sé gli odori della sua terra. 

Bell si ritrova in mezzo a canaglie simpatiche e irresistibili, come i carismatici Shank, Red, Amerigo con il Sior Nero e Crab, uno dei mozzi della Strega Rossa, che sono affabulatori e incredibili dissimulatori. Ogni esperienza in quel covo di pirati è uno stimolo sensoriale, ogni istante induce particolari stati emotivi, realtà e finzione si intrecciano e Bell sente la continua percezione di una realtà nascosta. L’ incontro con la meravigliosa Ezili sarà una conferma di questo senso di straniamento continuo, con nuove rivelazioni sorprendenti sul suo passato, sulla sua famiglia. Su di un padre pazzo, cattivo, bastardo.

Non è solo Gwendolyne a volere il SUO capitano. Il pericolo incombente non è quello della guerra, che sembrava la priorità, il motivo per il quale tutta la Fratellanza si è raccolta. All’orizzonte ci sono le vele della Marina britannica ma sulla scia si allunga una minaccia ben più temibile e grave: BlackBeard è stato richiamato. Il leggendario Capitano della Strega Rossa, quando era il vascello della vendetta, quando folle d’amore aveva mortificato ed annientato il sentimento della strega Yemaya, presa in moglie disperatamente. Nulla è più pericoloso di una donna ferita, niente di più rischioso di una potente strega consumata dal rancore.

Una sorta di contrappasso. Un sacrificio. Una forma di giustizia retributiva. La felicità esige un pegno, il futuro chiede di saldare i debiti con il passato. Andando alla ricerca di BlackBeard.

Isabelle ebbe la sensazione di ricevere una pugnalata in mezzo alla schiena. D’un tratto fu come se quell’uomo che tutti temevano, quella cosa che l’aveva quasi uccisa sul ponte della nave di Tristan, quello per cui era necessario chiedere l’intervento di una potente strega, o qualsiasi cosa fosse Yemaya, diventasse reale. Prima di quel preciso istante era solo una leggenda, un racconto di paura

Tutti sono responsabili e sono stati testimoni: la caccia a BlackBeard si era trasformata in un agguato. La Roccia del Diavolo era diventata il teatro della resa del pirata, della consegna della Queen’s Mary Revenge, della perdita della sua umanità. E ora hanno paura.

Una immensa maledettissima paura. Una paura che si attenua solo se ti sto appiccicata. Ecco. Ora puoi dirmi che sono solo una sciocca. – ammise, stringendosi nelle spalle.

Tristan scosse la testa e le depose un amorevole bacio sulla fronte. – Non succederà niente. Non farò nulla senza dirtelo. – promise. – Ma se ti fa sentire più sicura venire con me, e sia. Sappi che ti annoierai mortalmente. – 

– Non ti darò nessun fastidio, vedrai. – promise gettandogli le braccia al collo. – Sarò buonissima. – 

Tristan sorrise. – Non fare promesse che non puoi mantenere. – 

Sangue chiama il sangue, ma stringere accordi con l’ignoto è sempre un azzardo. Il destino è come il vento, imprevedibile, cambia di continuo da brezza a maestrale, a bufera. La vita è una sfida e il mare il suo unico arbitro. Emozioni, sensi di colpa, brividi e risate. Un forte senso di appartenenza e un amore giovane, troppo, forse

– La mia vita è ostaggio di maledizioni, inganni e faccende incomprensibili per la maggior parte degli uomini. Non voglio che accada lo stesso a te. – Stavano davvero avendo quella conversazione? Isabelle non poteva credere alle parole di Tristan

BlackBeard, il ciondolo, le due potenti gemelle, maledizioni, debiti da onorare, visioni, magie… Eppure dentro di sé sentiva che avrebbe potuto accettare tutto, accettare anche di non avere spiegazioni, se avesse potuto restare al suo fianco.

– C’è una sola cosa che voglio. – sospirò, guardandolo in viso e allungando le dita per posare una mano aperta sul suo petto. – Del resto non mi importa nulla. – 

– Stai toccando carne maledetta Isabelle. – 

– Sto toccando te. – lo corresse. – Questo conta. Questo è quello che voglio. Quello che mi hai detto non cambia quello che provo. – 

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Tristan e Belle sono due guerrieri, lottano, si scornano in modo irresistibile come testardi e fieri lottatori, capitolano nel desiderio e si arrendono al sentimento. Si scontrano, si allontano dopo baruffe tenere, si cercano nelle formidabili sbronze, si ritrovano sempre. Perfino alla deriva, quando tutto sembra perduto, sono insieme.

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 Quasi per una nemesi al femminile Belle si ritrova come la sua adorata madre troppo a lungo incompresa, sfortunata e appassionata, a rischiare il tutto per tutto per la libertà, per l’amore, per essere libera di amare.

Ogni cosa accade per un motivo Isabelle: più dura è la ricerca, più grande sarà il tesoro alla fine. Ci sono vie per piegare la sorte e condurre a sventura, come è stato fatto con BlackBeard, ma tutto ha un prezzo che prima o poi deve essere pagato. –

La maledizione, la brama di sangue, la follia, mantengono un equilibrio instabile. Ancora più precario è il legame con Tristan, il suo uomo ma anche il capitano, in un mondo con delle regole difficili da comprendere, anche se Bell le ha accettate con entusiasmo. Recalcitrante ma felice di aver trovato la schiettezza degli affetti sinceri e immediati, la sincerità dell’amicizia (il rapporto tra le due monellacce Belle e Lory è veramente fantastico) e la forza disarmante dell’amore.

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Il sangue chiama il sangue, un richiamo per l’oscurità. La protagonista non ha paura, è una donna ormai, un pirata che vuole affrontare il destino, anche se la vera sfida forse è quella dell’amore, non della morte. Perché amare significa avere e dare fiducia.

C’è un salto di qualità notevole in questo secondo capitolo, onirico, suggestivo per l’ambientazione, per la drammatizzazione e per la caratterizzazione approfondita dei personaggi. Più maturo come la sua protagonista che è forte e adulta. La pirateria rende il cuore saldo e l’aria salmastra spazza via le incertezze, Isabelle resta comunque un’ impudente irresistibile piratessa dalla disarmante sincerità.

Il ritmo narrativo è incalzante per il susseguirsi degli eventi in un continuo gioco tra il filone avventuriero e quello surreale, i protagonisti sono i principali responsabili della vivacità del testo per la tenuta brillante dei dialoghi, le personalità leggere e caparbie, una allegria contagiosa, espressa pienamente dalla protagonista e dal suo braccio destro, la fidata Lory. Anche i tratti dei personaggi secondari sono delineati in modo interessante, seduttivi e attraenti come il sexy Shank (mi aspetto grandi cose) o l’ombroso tenero e intrigante Barth.

Trovo significativa la circostanza che siano due luoghi a dare il titolo ai capitoli dell’avventura di Isabelle. La taverna dell’isola da cui Belle fugge ma da cui si sente irrimediabilmente attratta e la roccia maestosa, il naturale rifugio di superba bellezza, un antro nel mare che la accoglie. Eppure lasciamo Bell in attesa: appartiene al mare e deve trovare la parte più autentica di se stessa per affrontare il futuro.

Il vero incantesimo è legare due anime credendo in una promessa. L’amore è forse un’illusione, ma in fondo l’illusione è un inganno della mente che consiste nell’attesa.

Saffron

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