Titolo: L’amore, quando muore
Autore: Nadia Levato
Edizione: Montag, 2016

Elisa e Matteo, una coppia come tante. Matteo è uno scrittore affermato, talmente assorbito dai suoi impegni professionali da diventare disattento e impermeabile a tutto il resto. Scrive di notte, perché è nel silenzio e nell’oscurità che trova la sua maggiore ispirazione. Elisa, nella stanza accanto, gli occhi sgranati sul soffitto, trascorre notti insonni. Elisa pensa. A volte piange. Altre fugge dalla realtà sognando di un figlio che ridia consistenza a quell’amore che evapora, giorno dopo giorno, senza lasciare traccia di ciò che è stato. Ma Elisa è bella. Giovane. Ha ancora bisogno di essere amata e di amare. Ha bisogno di una carezza sul cuore. Una storia d’amore. Che nasce. Sorprende. Si perde e a volte muore.

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Elisa e Matteo sono una coppia che sta per scoppiare. Uniti da un amore che sembrava aver dato loro tutto, sono sempre più divisi da un’esistenza infelice. Elisa è insegnante, non ha grandi ambizioni solo tanta voglia di farsi una famiglia e di vivere una vita semplice, come tutti. Matteo è uno scrittore, con lui Elisa ha condiviso i sogni e le aspirazioni, finché ce l’ha fatta; un romanzo dopo l’altro Matteo ha incamerato una serie di successi che però lo hanno portato sempre più lontano da Elisa. La loro esistenza è ormai fatta di poche parole, ritmi annoiati, nessuna emozione, nessuna novità. Un’arida e sterile convivenza che Elisa non riesce più a sopportare.

Mi fai sentire come una di quelle bambole di ceramica che colleziona tua nonna. Gli occhi sgranati in un viso smunto e appuntito. Una bambola di ceramica dall’incavo vuoto. E come lei mi disintegro in mille frammenti. Basta il soffio di una parola. Uno sguardo di troppo o uno di meno. Poi a pezzetti resto in terra, aspettando che qualcuno rimetta insieme tutti i miei cocci. Ripenso al tempo in cui ridevi se con il caffè macchiavo le parole che avevi fermato sulle pagine immacolate. Adesso non ridi più. Il tempo si è portato via tutto. Forse siamo stati risucchiati dentro ad una delle tue storie, che , per quanto belle, hanno sempre un finale drammatico. Forse stiamo aspettando che qualcuno ci liberi da queste parentesi anguste. Un epilogo che risolva l’intreccio di noia e dolore che ci stiamo regalando. Il colpo di scena che nessuno si aspetta, ma che in fondo ciascuno spera. Tu, però, sei troppo impegnato a costruire trame per pensare di scrivere la nostra storia. Siamo un capitolo a metà. L’ultimo. Presto leggeremo il finale. Forse lo invocheremo. Attenderemo. Subiremo. Forse. E infine lo accoglieremo. Come qualcosa di ineluttabile. L’amore. Quando muore.

Elisa ha ancora viva la speranza di avere dei figli e, nonostante finora non ci siano riusciti, continua a sottoporsi ad esami e visite per capirne la causa, Matteo, no, lui si è rassegnato a non diventare padre e ha riversato tutto le sue emozioni nella scrittura. Tra i due ecco Carlo, compagno d’infanzia di Matteo e da molti anni amico della coppia. Carlo non ha mai confessato il suo amore ad Elisa, per non perdere il suo miglior amico e ha continuato a trascorrere la sua vita tra una donna e l’altra senza mai portarne nessuna all’altare. Carlo è bello , aitante e focoso, al contrario di Matteo così chiuso e musone, sarà per questo che Elisa ,una notte , cede alle sue insicurezze e alla sua tristezza cercando conforto in una notte di passione proprio tra le braccia del bellissimo scapolo.

Mi guarda con occhi strani . Poi si gira e fa per uscire, ma si ferma sulla porta. “E se avessi ricambiato il bacio? Cos’è che non ti va giù? Che tu ci abbia provato o che io non abbia contraccambiato?” “Carlo vai al diavol….” Non riesco a completare la frase. Mi afferra per un braccio e mi ritrovo vicinissima a lui, il suo respiro sul viso. Preme la sua bocca sulla mia. Mi bacia con rabbia. Mi divincolo con scarsa convinzione. Ho la mente annebbiata. Non so come accada, né perché. Facciamo l’amore. Per terra. Sul divano. In camera da letto. Abbraccio Carlo e allontanando dalla mia mente ogni pensiero mi addormento assieme a lui.

Dilaniata tra un matrimonio che ormai ha esaurito il suo tempo e una nuova passione che potrebbe sbocciare, ma è ancora troppo difficile da gestire, Elisa si ritrova incinta. Non sapendo chi sia il padre del suo bambino, di una cosa però è sicura: lei questo bambino lo vuole e porta avanti la sua gravidanza con coraggio e determinazione, Ma il destino cambia nuovamente le carte in tavola con un colpo di scena tragico. Sarà difficile affrontare questa nuova prova , ma a fianco di Elisa ritornerà Matteo, quello stesso Matteo con il quale lei ha costruito la sua casa ,una casa di cui aveva smarrito le chiavi, che poi Matteo ha ritrovato.

Romanzo di grande impatto emotivo, che procede ad un ritmo davvero incalzante, senza mai perdere la sua forza; l’angoscia di Elisa, soprattutto nella prima parte del libro è così palpabile che mi è parso di viverla in prima persona. In effetti tutto il romanzo mi ha emozionata perché sentivo Elisa come un’amica che si confidava, quasi a voler trarre da me un conforto insperato. Mi sarebbe piaciuto avere anche la possibilità di sentire i pensieri di Matteo, che forse è meno colpevole di quanto sembri, e che si è chiuso in un immobilismo da cui è riuscito a riscattarsi solo nel finale. E poi Carlo, appena apparso si è rivelato di una dolcezza e sensibilità estreme, nascoste sotto una scorza di duro menefreghismo. Non ho potuto non tifare per lui.
Insomma amiche, una bella storia, a tratti triste a tratti più serena che mi ha fatto capire come l’amore in effetti non muore mai, al limite si trasforma, ma non perde mai la sua forza ed è energia pura per affrontare la vita che altrimenti non avrebbe molto senso di essere vissuta.

Eleonora