“Le donne non giocano nei campionati amatoriali maschili di hockey. È…, Dio, è solo uno sbaglio, è stupido.”
Collana: Romance
Titolo: Offside (Edizione italiana)
Titolo originale: Offside
Serie: The Barker Triplets #1
Autrice: Juliana Stone
Traduttrice: Silvia Zucca
Genere: Contemporaneo
Trama:
Quando il fenomeno dell’hockey Billie-Jo Barker torna a casa e decide di giocare nel piccolo torneo locale del venerdì sera, nella cittadina di New Waterford si scatena l’inferno. Non perché venga messo in dubbio il talento di Billie, ma perché è una donna. E, nonostante i tempi moderni, qualcuno dei ragazzi del luogo ha ancora problemi a lasciare che una ragazza entri in uno spazio riservato agli uomini.
Sin da subito, Billie si trova al centro di una piccola battaglia dei sessi, dove ognuno sceglie la parte dove stare. Le sue sorelle. I suoi concittadini. I suoi amici. Eppure, l’unica persona di cui le importerebbe l’opinione non sembra granché interessata. Logan Forest, l’uomo che le ha spezzato il cuore quando aveva diciotto anni, lo stesso uomo con cui ora condivide la panchina della squadra di hockey ogni venerdì sera.
Billie-Jo Barker ha molto da dimostrare e, sebbene non abbia problemi a segnare sul ghiaccio, si domanda se riuscirà a fare gol anche nel cuore dell’uomo dei suoi sogni.
“A detta di molti, se fosse nata con l’apparato maschile, avrebbe giocato nella National Hockey League. Invece aveva firmato un contratto per giocare in una squadra maschile professionale in Svezia, dove era stata una delle quattro donne ammesse in tutto il campionato. L’hockey lì non era una sport aggressivo come in Nord America, ma il livello di abilità era impressionante. Hockey Phenom. Il fenomeno dell’hockey. Era così che l’avevano soprannominata “
“Per ben due volte, Billie aveva rappresentato il suo Paese alle Olimpiadi, e aveva giocato nella squadra del college prima di partire per l’Europa, eppure eccola di nuovo lì. Era tornata a New Waterford. A casa, aveva ventiquattro anni ed era già il passato.”
“Si era sentita persa sin da quando era stata estromessa dalla squadra e rispedita a casa. Merce difettosa, ecco ciò che era, inutilizzabile. Da buttare.”
” Billie entrò da Talbot Sport senza nient’altro in mente che far sistemare la lama interna del suo paio di pattini preferito. Non pensava che avrebbe gettato tutta New Waterford nel caos. Ma essere la rappresentante di un terzo delle gemelle Barker qualcosa doveva significare e, Dio solo sapeva perché, se succedeva qualcosa c’era sempre di mezzo una di loro.”
“- Questo è hockey per gli uomini.– Non è specificato. –Lui allargò gli occhi. – Che cavolo dici?Billie si appoggiò al bancone, si stava divertendo un mondo.– Il volantino parla di regole, ma non specifica il sesso.Seth guardò Logan con la fronte corrucciata.– Di che cazzo sta parlando?Logan afferrò il volantino dal bancone e gli diede un occhiata. Poi si strinse nelle spalle.– Ha ragione lei.”
“Era Logan Forest. Alto, moro, bello come il peccato, Logan Forest. Come il buon vino, Logan era soltanto migliorato con gli anni. Sì, il signor Alto, Moro e Bello come il peccato Logan Forest, l’uomo che aveva popolato tutte le sue fantasie di ragazzina, se ne stava a pochi passi da lei, puntandole addosso gli intensi occhi blu. Accidenti, erano belli proprio come li ricordava.”
” – Maledetti bastardi, – disse Logan irritato. – Non capisco quale sia il problema. Shane scosse la testa.– Nemmeno io, ma questo è un paesino. Una cittadina dove l’hockey è sovrano e ci sono ancora un sacco di scemi che pensano che le donne non dovrebbero giocare, perlomeno non coi ragazzi.– Immagino. – Logan sospirò e guardò l’amico.”



