Salve Dame! Ho letto per voi “Red Sparrow”, di Jason Matthews.

Volete sapere cosa ne penso?

E allora venite con me!

TITOLO: Red Sparrow

AUTORE: Jason Matthews

EDITORE: DeA Planeta Libri

DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 febbraio 2018

PAGINE: 508

PREZZO: € 9,99 (ebook) – € 13,30 (copertina rigida)

Sinossi

Bella, intelligente, intuitiva, votata alla disciplina più ferrea e imbevuta di ideali patriottici. Nella Mosca di oggi, dove nessuno fa più finta di credere che la Guerra fredda sia finita davvero, Dominika Egorova sembra nata per fare la spia. Se non fosse per il carattere impetuoso, che non sempre le riesce di dominare. Quando il padre muore senza preavviso e un brutto incidente la costringe a lasciare l’accademia di danza, Dominika si ritrova invischiata in un gioco la cui portata non sospetta neppure. Lo zio, potente vicedirettore dell’SVR, vede in lei la candidata ideale a diventare una “sparrow”, un’agente segreta specializzata in sofisticate tecniche di seduzione e manipolazione dell’avversario. Ciò che Dominika non può immaginare è la vertiginosa spirale di inganni, violenza, doppio gioco e passione nella quale si ritroverà suo malgrado a sprofondare. E il travolgente passo a due che la vedrà schierata ora contro, ora al fianco di Nate Nash, agente CIA dal carattere schivo ma determinato. Dal libro è tratto il film omonimo con Jennifer Lawrence e Jeremy Irons.

 

«Stai per infrangere di nuovo le regole?»

«Voglio che tu violi le regole… con me… non con la tua agente: con me. Voglio che tu violi  me».

Immaginate di essere una bambina.

Una creatura nata da due genitori colti. Madre musicista e padre insegnante. Immaginate di vivere in una casa dove si respira cultura, dove i sogni non vengono insabbiati, dove gli stimoli vengono accentuati, dove occhi attenti e premurosi capiscono che, oltre il gioco, c’è molto di più.

E se in casa c’era musica, ballava a piedi nudi sul tappeto orientale del soggiorno seguendo alla perfezione il ritmo delle note, tra piroette e salti, in equilibrio perfetto, la luce negli occhi, muovendo rapida le mani. Un giorno Nina aveva domandato alla figlia dove avesse imparato. «Seguo i colori» aveva risposto Dominika.

“Seguo i colori”.

Un genitore potrebbe pensare a un gioco, a un atteggiamento puerile, magari a una citazione tratta dalla favola preferita.

Vasilij e Nina, invece,  riescono a vedere di più, vanno oltre. Sanno che la figlia è speciale e cercano solo conferme.

«A quanto pare, interpreta con la sinestesia anche le reazioni umane. Non soltanto le parole o i suoni, ma perfino l’emotività. Mi ha descritto una specie di aureola colorata intorno alle spalle e alla testa delle persone».

«E un’altra cosa, più peculiare. La tua bambina ha la tendenza alla  bujstvo … chiamala come vuoi, ribellione, rabbia, impazienza. Quando non è riuscita a risolvere un puzzle ha buttato per terra tutte le mie carte. Immagino che da grande dovrà farci i conti».

Sinestesia.

Termine sovrabbondante che indica la capacità di Dominika di interpretare i caratteri e le emozioni con i colori.

Che darà alla bambina una considerevole mano in futuro, quando si ritroverà a dover combattere per e contro un regime che i suoi genitori le avevano velato.

Non per ovattare la sua infanzia, no.

I suoi genitori avevano compiuto, con sinergia e muto accordo, il grande sforzo di non contaminarla con le proprie idee, lasciando quindi alla sua mente la possibilità di formarsi secondo ciò che lei riteneva più giusto.

Siamo a Mosca.

La guerra fredda è finita da un pezzo, sulla carta.

In realtà, è nel pieno della sua attività.

Nate era un diapason che risuonava nell’aria ghiacciata, pronto a vibrare ma stranamente calmo. 

Nate Nash è figlio e nipote di avvocati, destinato fin dalla culla a seguire le orme dei suoi avi, sebbene lui abbia tutte altre intenzioni.

Lui vuole essere vivo, vuole lanciarsi nel suo futuro, vuole dare alla sua vita un senso che vada oltre una scrivania e un circolo del golf.

Non voleva tornare a casa. Di colpo ebbe la visione assurda di se stesso al country club di Richmond, seduto davanti a Sue Ann o Mindy con le loro labbra a canotto e i capelli mechati e laccati, mentre i suoi fratelli giocavano a golf sul plaid scozzese steso per terra usando una ballerina rosa di Missy come buca. Cazzo, no.

Contro il parere paterno, fa concorsi, entra in accademia, ne esce graduato e si arruola nella Cia (1).

Nate faceva parte di un gruppo ristretto di agenti della CIA assegnati alle “operazioni interne” e addestrati per operare sotto sorveglianza in territorio ostile. Quando era in azione contro il nemico non lasciava posto né ai dubbi né all’introspezione. La sua solita, onnipresente paura di fallire e di non essere il migliore spariva come d’incanto. E quella notte tutto stava filando liscio come l’olio, tutto girava alla perfezione. 

Nate sceglie la sua vita.

Dominika la subisce.

Ballerina provetta, viene letteralmente gambizzata e cacciata fuori dalla rinomata scuola moscovita nello stesso giorno in cui il padre muore improvvisamente.

Come se tutto ciò non bastasse a segnare la giovane vita, nel giorno del funerale lo zio, il Primo Vicedirettore del SVR(2) Ivan Egorov , la avvolge nelle sue spire chiedendole di lavorare per lui.

È già certo del suo consenso: baratta il “favore” chiesto alla nipote con la possibilità di garantire a Nina, la madre di Dominika,  di poter continuare a vivere nel loro appartamento.

Dominika accetta. Non può fare altro. Il primo “favore” la sconquassa nell’animo, ma la rafforza, la tempra come acciaio. Si arruola, si fa riconoscere, inanella successi ed encomi da parte dei suoi istruttori.

Glaciale fuori e fuoco dentro.

Finché suo zio non le rivela i suoi piani. O, almeno, parte di essi.

«Ti abbiamo iscritta al corso di perfezionamento dell’Istituto Kon». Dominika si costrinse a rimanere immobile, inespressiva, mentre assorbiva con freddezza il pugno che l’aveva colpita alla pancia. Le voci su quell’istituto le aveva già sentite: era l’ex Scuola statale Quattro, meglio nota come Scuola delle Rondini, dove uomini e donne venivano addestrati nell’arte della seduzione a fini di spionaggio. Ho vinto un posto alla scuola delle puttane, pensò.

Nate, di contro, viene allontanato da Mosca dove per puro miracolo non viene sorpreso dal SVR e dal FSB(3) durante uno dei suoi segreti colloqui con Marmo, infiltrato della CIA nei Servizi segreti russi eredi del KGB(4).

Trasferito a Helsinki, si ritroverà a dover agganciare una funzionaria russa del SVR, Dominika Egorova.

E guarda caso, il compito secretato e principale di Dominika sarà proprio quello di irretire e arruolare Nate Nash, agente della Cia.

Da qui in poi, il delirio.

Sul campo i colori la aiutavano: grazie agli azzurri e ai verdi delle ricetrasmittenti sulle auto e sui furgoni civetta intuiva se qualcuno, mescolato alla folla dei viali, la stava tenendo d’occhio.

Con la narrazione mi fermo qui e credetemi, non vi ho raccontato nulla rispetto alla intricatissima trama che si spalma come burro sulle pagine di questo libro.

Pagine intrise di vicende che toccheranno Mosca, Helsinki, Washington, Atene, Tallinn.

Posti che avremo come l’impressione di visitare virtualmente da tanto che sono minuziose le descrizioni dell’autore.

Le piccole chicche culinarie dei piatti che arricchiscono la storia e di cui avremo la sorpresa di avere la ricetta alla fine di ogni capitolo.

Sinceramente non ho avuto sorprese nello scoprire che l’autore è un ex agente della Cia.

Ci sono termini, precisazioni, descrizioni operative che rapiscono per quanti dettagli hanno e che non avrebbero potuto essere frutto di studi di un “civile”. Al contempo, però, ci si trova a godere appieno della penna di Matthews, giusto e attento al minimo particolare senza però eccedere.

Tante le emozioni che ho provato leggendo questo libro.

Ansia e rabbia in primis.

C’è un gioco delle parti, un duello di intenti talmente tanto ben calibrato da rendere impossibile l’identificazione dei buoni e dei cattivi: tutti persi nei loro giochi, come bambini che non vogliono perdere la partita a calcio nell’oratorio parrocchiale.

Tutti sfruttano tutti in un macchinoso, antiquato e malato scontro, senza alcuna pietà verso nessuno.

Un libro ricco di suspense dove il colpo di scena è dietro l’angolo, accompagnato finanche dalla versatilità della scrittura che arriva a cambiare e a mutare a seconda della sensazione che l’autore vuol far provare al lettore (a tale proposito segnalo la descrizione del viaggio di ventiquattro ore che Nate affronta per arrivare a Tallinn, nel capitolo 40. Magistrale).

Non nascondo di aver avuto a volte la voglia di saltare qualche pagina: pensavo che fossero descrizioni o particolari inutili alla storia, quasi ridondanti o eccessivi, e purtroppo in alcuni casi è stato proprio così.

Per altri, invece, sono felice di non averlo fatto perché sono sicura che non avrei altrimenti goduto appieno della magnificenza di questo trattato di spionaggio trasformato in romanzo.

Il finale aperto (aperto? Di più!) dà l’assist perfetto al prossimo volume di questa trilogia che, spero, trovi risonanza anche nel film in prossima uscita nelle sale cinematografiche: sono davvero curiosa di vederlo  e spero che riesca a trasmettere la miriadi di sfaccettature di questa storia.

Alla prossima,

Laura Dark Pepper

Za dvumja zajcami pogoniš’sja, ni odnogo ne pojmaeš’ , pensò. Se insegui due lepri insieme, non ne acchiapperai neanche una.

 

Sigle dei servizi segreti – tratto da Red Sparrow
(1) CIA: Central Intelligence Agency, Agenzia centrale di intelligence: servizio di spionaggio internazionale del governo federale.
(2)SVR: Služba vnešnej razvedki, Servizio di intelligence internazionale: servizio segreto erede del KGB sovietico
(3) FSB: Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa: servizio segreto erede del KGB sovietico
(4)KGB: Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, Comitato per la sicurezza dello Stato: la principale agenzia di sicurezza, servizi segreti e polizia segreta dell’Unione sovietica, attiva dal 1954 al 1991