Il ricordo

Pleasure Series #1

Vina Jackson

Newton Compton Editori

Pleasure Series
Una serie da oltre 2 milioni di copie nel mondo
Il desiderio ha molte più sfumature del grigio

In psichiatria si parla di cinque fasi del dolore: negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione. Quando Dominik è morto, non ho attraversato nessuna di queste. Inizialmente ero sotto shock, ma poi ho capito che la sola cosa che avrei potuto fare era sentire la sua mancanza, ancora e ancora. Desiderare la sua presenza, le sue parole, il familiare tepore del suo corpo nel letto accanto a me quando mi svegliavo nelle fredde mattine invernali e tutti i modi in cui faceva l’amore: la foga con cui mi possedeva e il modo in cui ha lasciato che mi aprissi a lui e ai suoi desideri come non avevo mai fatto con nessun altro uomo. Quella che sto per raccontarvi è la nostra calda, felice, dolorosa storia.
Tradotta in 20 Paesi
Bestseller del Sunday Times
Ha sempre saputo di essere diversa dalle altre donne…

«Una bellissima e sorprendente scrittura.»
Publishers Weekly
«Il desiderio ha molte più sfumature del grigio.»
Belle de Jour
«Dà seriamente dipendenza.»
Look Magazine

Vina Jackson
È lo pseudonimo di due autori affermati che lavorano insieme. Provenienti da due diversi continenti, le due metà di Vina Jackson condividono l’amore per le atmosfere dark nelle loro storie romantiche ad alto tasso erotico. Parlano in totale quattro diverse lingue, ma ne hanno solo una in comune. Il loro lavoro è un fenomeno internazionale.

RECENSIONE

Ho preso in mano questo libro non avendo letto la serie precedente, quindi premetto che il mio giudizio si baserà su questa singola opera. Leggendo la sinossi mi ero fatta un’idea diversa. Quello che mi aspettavo sarebbe stato un testo basato sulla sola esperienza interiore di una protagonista a cui è appena mancato l’uomo amato. “Il ricordo” è invece un libro molto particolare, che affronta un tema così profondo in un modo stravagante, ovvero mantenendo una perfetta e verosimile (per quanto bizzarra) linearità col personaggio di Summer. Chi ha letto la serie precedente conoscerà di sicuro la protagonista, quindi non potrà restare stupito dai suoi eccentrici comportamenti, anche nell’accettare, elaborare e superare un lutto di tale portata. Fin dalle prime battute ho intuito che questa non fosse una storia comune. La crudeltà con cui ci viene presentata la condizione di Summer investe in pieno il lettore, che, se non preparato, dovrà immediatamente fare i conti con atmosfere surreali e al limite del masochismo. Occorre avvicinarsi a questa lettura con mente aperta e lucida, accettando lo scandalo a cui ci sottopone il duo di autrici.

Summer è sconvolta per ciò che le è capitato, la morte del suo Dominik, l’uomo con cui, da quello che ho potuto dedurre, condivideva particolari pulsioni e fantasie. L’uomo con cui viveva un amore esclusivo, un amore che poteva essere compreso solo dalla coppia.

Era il modo in cui riuscivo a esprimere quasi appieno le mie emozioni, proprio come nell’agonia del sesso e nelle sue oscure e a volte contraddittorie voglie, quando bramavo, desideravo, imploravo di diventare puttana, vittima, conquistatrice, amante e tutte quelle pericolose sottocorrenti che erano il fondamento della mia anima e che solo Dominik era riuscito a domare.

Mi sarei aspettata uno scontato e straziante scorcio della situazione in cui giaceva Summer, invece mi sono ritrovata a leggere il racconto del vagabondare di un guscio vuoto, che tenta di riempiere quel buco nero nell’unico modo che conosce, ovvero attraverso il sesso.

Il sesso era intessuto in me a doppio filo, proprio come la luna e le stelle nel cielo notturno, ed ero inseparabile dalla mia libido, tanto quanto dalla mia ombra.

Dominik, per Summer, rappresentava la stabilità.

Il mio amante, il mio padrone, la mia roccia…

L’improvvisa mancanza di questo pilone portante, confina Summer in uno stato di apatia, ben rappresentato dallo stile di scrittura, che, nella prima parte del libro è cupo, lento, quasi scarno.

Ero sola, un’indubbia visione incongrua nel cuore del deserto del Nevada, nuda, che brandiva un piccolo violino come un’arma con il suono della musica che si disperdeva in aria e le sue note invisibili che si scioglievano nel calore crescente.

Ero mai stata più sola di così?

Per mezzo dell’intervento dell’amica Lauralynn, Summer viene quasi costretta a compiere un viaggio in un luogo incantato, in un ‘isola sperduta. La giovane musicista non si rende ben conto di quello che è successo durante quel particolare soggiorno. L’unica cosa certa è che il ritorno da questo viaggio segna un punto di svolta per la sua vita, ed in generale per il suo riemergere dal baratro in cui è caduta. Cambia a questo punto anche lo stile di scrittura, che diviene più disteso, arioso. Le atmosfere diventano translucenti, quasi oniriche. Si succedono avvenimenti molto particolari, incontri misteriosi con personaggi avvolti da un alone esoterico. A Summer viene fatta una proposta: entrare a far parte di un’associazione molto particolare, denominata il BALLO, il cui scopo è quello di dare piena libertà d’espressione ai bisogni e desideri degli artisti e delle persone che assistono a questi spettacoli itineranti. Quasi in contemporanea, Summer riceve una seconda proposta, ovvero quella di collaborare alla messa in scena di un’opera scritta da Dominik.

Avrei suonato la musica che mi sgorgava dal cuore e dall’anima ogni notte, aggirando ogni input che il mio cervello avrebbe potuto avere altrimenti e attingendo direttamente dalla mia anima. […] E la mia musica sarebbe stata il filo che teneva tutto quanto insieme. Sarei stata il pifferaio magico che avrebbe incantato tutti.

A seguito di ciò farà la conoscenza di Antony, ideatore e regista dello spettacolo, che diverrà il suo amante. Misteriosamente le due proposte sembrano intrecciarsi, cosicché diverranno una cosa sola, che renderà partecipi tutti i protagonisti di questa particolare storia. Le autrici concludono il romanzo lasciandoci in sospeso, o meglio, lasciando un finale aperto, in cui l’unica certezza è la piena presa di coscienza da parte di Summer di avere ancora tante possibilità davanti a sé.

Come avrete potuto intuire, si tratta di uno scritto molto particolare, sia per quanto riguarda i contenuti, che per quanto riguarda la trama. Spesso si cade nell’eccesso.

Le autrici mettono nero su bianco pulsioni e desideri, senza alcun freno inibitorio. In molti casi si tratta di provocazioni che hanno come finalità quella di rendere il romanzo qualcosa di molto particolare, diverso dai canoni classici; in altri casi, però, queste eccentricità rasentano il ridicolo, divenendo quasi grottesche. Il mettere la perversione sessuale al centro della scena, riduce alcune parti a qualcosa che suona forzato, con il risultato di appesantire un testo che, per altri versi ha una musicalità ed una poesia fuori dall’ordinario. Magnifici, infatti, taluni estratti in cui vengono narrate le espressioni interiori di Summer durante l’esecuzione di un brano, o certe descrizioni ambientali, che hanno un tono poetico-pittorico di alto livello.

Ero la musica.

Andante.

Il tessuto della melodia si fece più labile, evolvendosi in un profondo senso di pace, esaurendosi e svanendo nel silenzio, quando la mia improvvisazione giunse alla sua logica conclusione.

Inspirai.

Mi sentivo ancora lontana chilometri, trasportata da una formula magica in quel posto segreto dove emozioni, arte e realtà divenivano un’unica cosa.

Una voce.

[…]

Suono. E suono ancora.

Non so più dove finisca il violino e inizi il mio braccio.

[…]

Le mie note cavalcano un tappeto magico che vola da un cielo all’altro, trascinando nella sua scia la storia e le voci, un viaggio fantastico nel pathos e nell’esotismo.

Curcuma