L’ultimo romanzo del duo Christina Lauren
Sotto lo stesso tetto

Titolo: Sotto lo stesso tetto

Autore: Christina Lauren

Editore: Leggereditore

Data: 9 Maggio 2018

Genere: Contemporary Romance

SINOSSI:

Per mesi Holland Bakker ha inventato scuse per scendere nella stazione metro, vicino casa, attirata dalla musica di un affascinante artista di strada. Le manca però il coraggio di parlare co quel ragazzo, finché una notte, aggredita da uno squilibrato, viene soccorsa dal misterioso musicista: è irlandese e si chiama Calvin McLoughin. Per ringraziarlo, Holland gli procura un’audizione con un famoso direttore musicale di Brodway. La performance di Calvin è un successo, ma lui fa perdere le proprie tracce per una ragione che diventa presto chiara: è nel Paese illegalmente, il suo visto è scaduto da anni. Holland gli propone quindi di mettere in scena una relazione inesistente per aggirare le rigide leggi sull’immigrazione. Convivere sotto lo stesso tetto, però non si rivela facile come credevano: le cose di mano a entrambi, e Holland e Calvin devono prendere atto di aver smesso di fingere già da un po’…

RECENSIONE:

Se fosse un film, questo romanzo autoconclusivo, sarebbe di sicuro una di quelle commedie che allieta le sere d’estate, in cui l’unica cosa che fa stare bene è poter viaggiare con l’mmaginazione attraverso il racconto di due giovani vite e le loro peripezie.

“Sotto lo stesso tetto” racconta le vicende di Holland e Calvin: lei venticinquenne che sogna di diventare una scrittrice, ma che intanto fa dei lavoretti ben poco rilevanti nel teatro di Brodway dove suo zio dirige uno spettacolo di enorme successo; lui ventotenne irlandese che, per sbarcare il lunario, suona in diversi gruppi, ma soprattutto alla fermata della metropolitana dove Holland si reca tutte le mattine, e dove tutto avrà inizio.

É il POV di Holland quello usato per accompagnarci lungo le pagine di questo romance, e a dire la verità, all’inizio diventa un po’ difficile prendere il ritmo e stare al passo con la vicenda: un po’ lenta  la partenza, ricca di dettagli che a mio parere non sono proprio d’aiuto a catturare l’attenzione del lettore su quello che è il vero svolgimento della storia. Holland, ma forse questo è proprio l’intento dell’autore, all’inizio è un personaggio un po’ grigio, anonimo, mediocre, che non brilla per nessun aspetto del suo carattere e della sua vita: laurea in letteratura non sfruttata, ambizione di diventare scrittrice ma che teme a mettere in pratica, lavoro inutile nello spettacolo diretto dallo zio, appartamento con affitto praticamente interamente pagato dallo zio, incapacità totale nel ripagare lo zio per tutto quello che le sta offrendo….fino a che nella sua vita non appare Calvin.

Calvin, al contrario di Holland, è un personaggio che emerge da subito per essere magnetico, ma con un segreto che condiziona la sua vita: lui musicita diplomato alla Julliard è costretto a suonare alla stazione della metro perchè ha un visto scaduto che non gli permette di lavorare e vivere legalmente negli USA, ma che comunque, con la sua musica riesce a incantare chi gli sta vicino.

L’aggressione che subirà Holland una sera nella stazione dove si esibisce Calvin darà il via all’intreccio delle vite dei due protagonisti: per Holland si concretizzerà la possibilità di ripagare lo zio presentandogli Calvin come il potenziale musicista necessario al suo musical; Calvin avrà invece la possibilità di dimostrare il suo valore artistico e di risolvere il problema del visto.

Come? Con un finto matrimonio!

«Tu» dice lui tranquillamente «vuoi sposare me?  Per questo?»

«Non per sempre, ma per un anno o due. Voglio dire, finché le tue esibizioni sono finite e…possiamo fare quello che vogliamo.»

Le sue sopracciglia si abbassano mentre riflette.«E Robert è d’accordo?»

«Ehm…» Mordicchio il mio labbro. Gli occhi di Calvin si spalancano.

«Non sa che me lo stai chiedendo,vero?»

«Certo che non lo sa.»

Mando giù l’ansia con un’altra boccata d’aria. «Proverebbe a fermarmi.»

«Sì,  immagino che lo farebbe. Immagino che farebbe di peggio.»

Scuote la testa, ancora con un sogghigno di stupore. «Non ho mai incontrato nessuno che abbia amato tanto il modo in cui suonavo da volermi sposare.»

Da  questo momento in poi, a prescindere da quello che accadrà, unirò la mia vita a quella di Calvin.

È questa la mossa azzardata che metterà in atto Holland: sposare Calvin per risolvere i problemi artistici dello zio e rimediare un visto regolare per il ragazzo.

L’ idea alla base di questo romance non è per nulla da scartare, anzi, incuriosisce molto il dipanarsi delle vicende dei due protagonisti, per i quali si prova subito affetto, anche se, a mio avviso, almeno fino a metà del romanzo la storia è lenta e stenta a decollare: le descrizioni che non rendono sufficiente giustizia all’introspezione psicologica dei protagonisti.

Solo dopo il matrimonio, solo dopo che inizierà la convivenza fra i due ragazzi, solo dopo i primi malintesi, si inizierà a percepire chi sono veramente i protagonisti e dove ci vuole portare la storia.

Ebbene sì, Holland e Calvin scopriranno sulla loro pelle che la convivenza non è semplice, ma soprattutto lo è ancora meno con uno sconosciuto…e se a questo si aggiunge la forte chimica che li unisce e che entrambi scopriranno a poco a poco allora il gioco è fatto.

Si tratterà di amore, di attrazione fisica, di percezioni reali o di sensazioni dettate dalla particolarità della situazione? Quanto si potranno davvero fidare l’uno dell’altro e considerare vero il legame che sentono sta nascendo fra loro? Quanto peso deve essere dato alle vicende del loro passato che non vengono rivelate, ma che comunque in un modo o nell’altro affiorano nella loro vita mettendoli ancora più in confusione?

La secondo parte del libro crea un po’ di movimento narrativo attorno a tutte queste domande e fa emergere Holland come una donna forte e decisa finalmente a prendere in mano le redini della sua vita e a fare quello che è giusto per lei come protagonista principale della sua vita. È proprio in questa parte che si inizia ad apprezzarla e a entrare in empatia con lei e con le sue decisioni; con Calvin questo passaggio avviene prima nel libro, e quindi non viene altro che rafforzata la percezione positiva di questo ragazzo che incarna il prototipo del “fidanzato libroso perfetto” con tutte le sue imperfezioni che lo fanno piacere ancora di più.

Ci sarà un lieto fine? Ci sarà un finale inaspettato? Cosa succederà ai protagonisti e al loro matrimonio di convenienza? Riusciranno a rispettare la promessa che si sono fatti di portare avanti questa messinscena per un anno?

Ovviamente le cose saranno stravolte, ovviamente ci saranno dei colpi di scena, il tutto condito da sentimento e qualche scena piccante: non mancherà la finta migliore amica guastafeste di Holland, appariranno all’orizzonte i fantasmi di relazioni passate e di storie d’amore mai iniziate.

Si tratta di una lettura leggera, che però, secondo me non dà giustizia ad una storia che ha un potenziale molto più elevato di quello che si è riusciti a rendere con questa stesura; anche il finale lascia il lettore con un palmo di naso, perchè è proprio in quel momento che si avrebbe voglia di capirne un po’ di più, è proprio in quel momento che si trattiene il fiato per vedere come andrà avanti la storia e ci si trova difronte ad un finale che magari andava curato un pochino di più.

Nel complesso è una lettura che scorre leggera, e anche per quanto riguarda l’eros le descrizioni sono delicate, curate.

Da consigliare? Se si vuole passare qualche ora in spensieratezza allora questo è il libro giusto.

Curry