“Riesce ancora a vedere le stelle di notte?”

Questa è la domanda che Trinity si sente fare spesso, che si pone anche da sola. Che la spinge a decorare il soffitto della sua camera con numerose stelline luminose.
Questa è la domanda che un oculista pone all’Autrice che, nei ringraziamenti, ci racconta di essere affetta dalla Retinite Pigmentosa, stessa malattia che affligge Trinity. Un particolare che denota il coraggio della Armentrout, perché a volte parlare di ciò che viviamo quotidianamente è estremamente difficile. Non tutti sarebbero in grado e capaci di parlare della propria malattia trasponendola in una storia.
Una storia che ci parla di amore, di amicizia, di speranza. Una storia che ci parla di coraggio, di sopravvivenza, di potere.
Una storia che ho l’onore e il piacere di raccontarvi.

TITOLO: Tempesta e furia

Harbinger Series Vol. 1

AUTORE: Jennifer L. Armentrout

EDITORE: HarperCollins


DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 febbraio 2020

SINOSSI:
Gargoyle incaricati di proteggere l’umanità, demoni ribelli e una ragazza con un segreto esplosivo.
Il primo romanzo di una nuova trilogia, collegato alla serie Dark Elements.
Anche se sta diventando cieca, Trinity Marrow può vedere fantasmi e spiriti e comunicare con loro. Il suo dono, però, è parte di un segreto così pericoloso che è costretta a vivere nascosta in un luogo isolato, sorvegliata a vista dai Guardiani, gargoyle mutaforma incaricati di proteggerla. Perché se le creature degli Inferi scoprissero la verità sul suo conto la divorerebbero per accrescere il loro potere. Quando i Guardiani di un altro clan si presentano e le svelano che nel mondo reale c’è qualcuno che uccide sia i demoni sia i gargoyle, di colpo il mondo che Trinity ha sempre considerato sicuro implode. E a complicare le cose c’è il fatto che uno degli stranieri giunti in visita, il biondo Zayne, è la persona più indisponente che lei abbia mai conosciuto. Ma quando i demoni attaccano, collaborare diventa l’unica alternativa: per salvare la sua famiglia e forse il mondo intero, Trinity dovrà imparare a fidarsi di lui. Cosa niente affatto facile nel bel mezzo di una guerra tra potenze soprannaturali…

RECENSIONE

“Non stavo vivendo davvero.”

Trinity è una ragazzina di diciotto anni. Vorrebbe vivere in maniera spensierata la sua vita. Pensare ai ragazzi, andare al cinema e a fare shopping. Vorrebbe passare le serate decidendo di che colore dipingersi le unghie.
E invece si ritrova in una delle Comunità più importanti di Guardiani, dove vive da anni e dove viene addestrata al combattimento. Combattimento che dovrebbe vederla in prima linea contro i Demoni, creature di natura mefistofelica contro cui i gargoyle lottano da tempo immemore al fine di difendere l’umanità.
Avevamo già conosciuto questi guerrieri rocciosi nella Dark Elements, ricordate?
Trinity, però, è quasi segregata nella grande casa dove vivono i membri della Comunità che la ospita, perché non è una ragazza normale.
Non è una Guardiana, non è una Demone, tantomeno una semplice umana.

“Lì non c’era nessuno per me, non ci sarebbe mai potuto essere alcun legame serio. I Guardiani non si mescolavano agli umani. E non si mescolavano a quelli come me.”

Ha degli amici con cui condivide le sue giornate, in primis Matthew e Thierry che, anni prima, avevano scelto di ospitarla insieme a sua madre all’interno della loro comunità.
Ha Dana e Ty, ha Misha, il suo Difensore. E ha anche Peanut, strambo fantasma con cui condivide la camera.
Trinity vede spettri, fantasmi e spiriti a causa del suo segreto; una verità nascosta che, se scoperta, potrebbe detonare come mille bombe atomiche, mettendola in pericolo persino fra i suoi stessi amici.
Trinity vive, ma non davvero. Trinity è a un passo dalla cecità, consapevole che quella tara genetica altro non è che un neo dovuto allo strano cocktail che ha al suo interno.

“La mia parte umana veniva da mia madre. Ogni volta che mi guardavo allo specchio, la vedevo che mi fissava. Da lei avevo preso i capelli scuri e gli occhi marroni, nonché la carnagione olivastra dovuta alle origine siciliane. […] Quanto al mio lato non umano… Be’, diciamo che non somigliavo a mio padre. Per niente.”

Ci si potrebbe aspettare una ragazzina debole, quasi remissiva, completamente piegata e obnubilata dal suo problema visivo. E invece abbiamo una forza della natura. Abbiamo finalmente una protagonista che si piega, ma che non si spezza. Quello che non riesce a vedere, lo percepisce, lo impara a memoria. Si allena più di tutti gli altri per compensare il suo difetto, arrivando a essere persino più brava di certi Guardiani. Con i pugnali in mano è imbattibile, anche se le basterebbe forse schioccare le dita per far crollare un palazzo di cemento armato. Ma questo non lo sa nessuno, non deve essere scoperto.

«La maggior parte dei Guardiani qui non ha idea di cosa nascondiamo. Non devono scoprire cosa sei. […] Non devono mai scoprirlo.»

La vita della giovane trascorre quindi quasi in sorniona e tranquilla monotonia, per quanto possa esserlo quella di una semi-umana costretta a nascondersi in una comunità di Guardiani, almeno finché non arriva l’elemento di disturbo.
Un biondo colosso spocchioso e irritante, che la guarda e che le provoca sensazioni mai provate prima.
Zayne.
Vi ricordate di lui? È il figlio di Abbott, colui che era al comando della Comunità di Guardiani di Washington. Era il migliore amico di Layla ed era innamorato di lei.
O, almeno, così credeva.

«Nell’instante in cui mi hai baciato al centro di addestramento, ho capito che avresti portato guai.»
«È per quello che sei scappato via da me?»
«Non sto scappando via da te» rispose lui. «Anzi, direi che adesso mi tocca inseguirti.»

Un’elettrica e febbricitante attrazione che li lega da subito, come se non potessero fare a meno di gravitare l’uno intorno all’altra.
Tanto sembrano detestarsi, tanto si cercano. Tanto si beccano in continuazione, tanto il loro respiro si mozza non appena si incontrano.
Destino? Sintonia?

Poi le sue labbra sfiorarono appena le mie, facendomi inarcare tutta. Dischiusi la bocca, aprendomi a lui, e sentii la punta affilata di una zanna contro il labbro. Ebbi un tremito, abbracciata a Zayne, e lui emise un verso profondo e gutturale che quasi ebbe la meglio su di me.

Credetemi se vi dico che, quanto sopra, è la minima parte di quello che leggerete scorrendo le pagine di questa meravigliosa storia. Un incipit a mio avviso davvero incalzante, che lascia nel lettore la voglia di avere subito fra le mani il suo proseguimento.
Non ho trovato un momento in cui la tensione scemasse né un paragrafo letto di fretta perché noioso o di passaggio.
Trinity è fenomenale, tosta come poche. Ho adorato il fatto che la Armentrout l’abbia disegnata come una ragazza forte e determinata nonostante le sciagure passate. CI si sarebbe potuto aspettare una ragazza piegata dalle vicissitudini, e invece no. Lei avanza come un carrarmato, incredibile nella sua spavalderia. Cede solo davanti a Zayne, che la fa rotolare su incertezze e ansiti.
Zayne l’avevamo già incontrato nella Dark Elements, come già detto sopra, e devo ammettere che in questo spin off assume una connotazione completamente diversa, forse perché libero dall’ombra di Layla e dal legame che lo stringeva a lei. In queste pagine il suo personaggio esce a tutto tondo, rivelando difetti e pregi, forza e debolezza.
Ovviamente, come in tutti i libri della Armentrout, il finale è aperto e quindi non ci resta che aspettare ansiose di poter leggere il seguito, nella speranza che arrivi presto a sedare la nostra ansia!
Ps. Se vi state chiedendo se leggendo questa storia sentirete qualcuno fischiare “Paradise City”… beh, che ci fate ancora qui? Andate a leggere!

«Vuoi vedere le stelle?» chiese Zayne, e io annuii con enfasi, capendo cosa intendeva.
[…]
«Allora tieniti forte, Trin. Ti porto più vicino che posso.»

Alla prossima,
Laura