Titolo:
 The Winner’s Crime. La vendetta
Autore: Marie Rutkoski
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 17 aprile 2019
Genere: Fantasy
Pagine: 265
Costo: 4,99 € ebook, 12,66 € copertina rigida
Trama:
Un matrimonio reale è il sogno di ogni ragazza: sfarzo, festeggiamenti e balli fino all’alba. Ma non per la bella Kestrel, per la quale invece le nozze ormai prossime con il principe Verex rappresentano una gabbia che non le lascia via di scampo. Con l’avvicinarsi del matrimonio, vorrebbe ardentemente raccontare all’amato Arin la verità sul suo fidanzamento, se solo potesse contare su di lui… Ma di chi può ancora fidarsi, se non può credere neanche più a sé stessa? Spia in incognito alla corte imperiale, Kestrel è diventata una professionista dell’inganno: vive nella menzogna, per trasmettere informazioni agli herrani, il popolo che dovrebbe considerare suo nemico, ed è finalmente vicina a scoprire un terribile segreto. Nel frattempo Arin, che da semplice schiavo è diventato governatore di Herran, arruola alleati per allontanare dal suo Paese un pericoloso nemico ed è attanagliato dal sospetto che Kestrel sappia molto più di quanto dica, e che menta… La verità, però, può fare più male delle menzogne, e quando verrà a galla, Kestrel e Arin dovranno fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.
The Winner’s trilogy:
0.5 Bridge of Snow
2. The Winner’s crime. La vendetta 
3. The Winner’s kiss
RECENSIONE

Dame dell’Harem, ho letto per voi THE WINNER’S CRIME, LA VENDETTA di Marie Rutkoski.

Questo è il secondo capitolo di una saga composta da tre libri; facciamo una breve sintesi.

Kestrel lascia la sua terra in tumulto, sotto piena guerra civile e gli schiavi rivendicano una patria che gli era stata tolta e che gli appartiene di diritto; il suo amore per Arin la porta a scoprire una realtà che è ben diversa da quella in cui è cresciuta e alla quale è stata obbligata a credere. Per salvare tutto questo accetta di sposare il principe Verex a patto che siano risparmiati, in ordine, Arin e il popolo di Herran.

Abbiamo lasciato, e qui ritrovato, un’eroina, figlia di un generale a combattere la sua guerra personale. Guerra che però si estende oltre i limiti del suo animo, le sue scelte e quelle del suo cuore possono costare cara la vita a molte persone che lei ama.

Ma la nostra protagonista è furba e tenace, stratega per nascita e discendenza.

“Ti darò tutto quello che vuoi, entro i limiti del ragionevole” continuò “e ti dirò perché: Perché non piagnucoli per ottenere quello che vuoi, ma cerchi di conquistarlo, proprio come me. Quando mi guardi, tu vedi chi diventerai: una regina. Io ti ho scelto, Kestrel, e ti trasformerò in tutto ciò che mio figlio non riuscirà mai a essere: qualcuno degno di prendere il mio posto”

I suoi sentimenti si trovano, di nuovo, a dividersi tra quello che vorrebbe e quello che è necessario fare; tra quello che è giusto per il suo popolo e quello che le spetta in una vita lontana dalla politica e i suoi ricatti.

Il libro viene ambientato in un’epoca non definita, anche se i colori e le usanze e stili ricordano molto le guerre e le conquiste tra 700 e 800; e di quell’epoca riprendono molto anche la mancanza di libertà delle donne e delle classi non nobili.

Impensabile che una “femmina” potesse scegliere chi sposare, ogni decisione era presa con il preciso scopo di sancire alleanze o di assicurarsi un posto nella nobiltà. Kestrel non è l’unica a dover accettare di regalare il suo futuro a qualcuno che non ama, anche il principe fa parte di un disegno ben studiato.

Nessuno e nulla a corte accade senza che il sovrano lo abbia prima approvato e anticipatamente sentito dalle sue innumerevoli spie. Ma anche se  la vita può essere manipolata, il suo animo non vacilla e resta fedele e dolorante per colui che pure di sapere salvo, deve imporsi di non amare.

Anche la sua musica era un problema. Il pianoforte era una magra consolazione, che si mostrò persino falsa. Kestrel cominciò a esercitarsi con qualche improvviso, il più difficile possibile. Poi le note cominciarono a sfuggirle, si accavallarono, lasciando vuoti che lei non riusciva a riempire. Quella non era un’improvvisazione. Le improvvisazioni erano per solisti. La sua musica era invece un duetto. No anzi, non proprio un duetto.. diciamo metà di un duetto. Richiuse il pianoforte.

“Sposalo” disse Arin, “ma sii mia in secreto”

Ricatti, inganni e bugie scandiscono le sue giornate, tanto da costringerla a rifugiarsi nelle sue stanze, sola. Sperando di non essere spiata anche lì dove dovrebbe poter esser se stessa.

La nostra protagonista è una ragazza attenta e ottima osservatrice, qualcosa si muove nei piani del re e sa bene che la riguardano. Ma non le è permesso vacillare e mostrare il minimo dubbio a chi lei sia fedele. Fuggita da prigioniera è ora in gabbia nel suo stesso regno, nel suo stesso corpo.

Kestrel sapeva che il momento sarebbe arrivato, era tutto organizzato, e lei aveva fatto del suo meglio per essere il più possibile lontana da se stessa quando sarebbe successo. Ma la sua mente non poteva rimanere assopita per sempre. Le diceva di stare ferma e non svenire, alla fine non era cosi male, il bacio è una cosa vuota, come un pezzo di carta intonso. Kestrel era rimata vigile,e riconobbe il sapore delle bugie che raccontava a se stessa.

Allora il mondo, carico di sensualità, rallentò fino a fermarsi. Arin chinò la testa. I punti graffiarono la guancia di Kestrel, poi lui le seppellì il viso nell’incavo del collo, e inspirò. Kestrel si sentì avvampare. Immaginò la bocca di Arin che si schiudeva contro la sua pelle. I denti del suo sorriso. E vide cosa avrebbe fatto, come si sarebbe dimenticata di se, come tutto sarebbe scivolato e si sarebbe dipanato, come un prezioso nastro che si srotola.

L’autrice ci mostra molte volte quanto lei in prima persona ama il personaggio di Kestrel, scrivendo di una donna bella, forte e decisa, fiera della sua lealtà. Ma al tempo stesso ci lascia comprendere che non sempre è possibile scegliere, anzi la scelta è soprattutto un lusso e una guerra non priva di conseguenze.

Ci sono ancora decisioni da prendere, strade da seguire, verità da svelare e auspico che tutto questo si “snodi” nel terzo libro.

Sono sempre quella dal cuore romantico e dalla voglia mai soddisfatta di lieto fine che questo libro, per ovvie ragioni, ancora non può dare.

Spero e prego che Arin e Kestrel possano stare insieme, che loro passione non debba nascondersi, e non debba essere barattata con politica e trattati.  Ho letto pochi libri che non trattassero i sentimenti in maniera tanto realistica come questo, raffigurando un mondo che poco si discosta, in fine, dal quello in cui viviamo.

I paesaggi sontuosi vengono descritti con freddezza per dare importanza alla sostanza e non all’apparenza; i personaggi sono perfetti, disegnati nella mente grazie alle sapienti  parole.

Mi auguro vivamente che lo vogliate leggere perché scivola via velocemente, un capitolo dopo l’altro l’autrice sa tenerci sulle spine, sperando e sognando.

Gloria Cayenna

STORIA